Museo Peugeot de l’Aventure: a passeggio nella storia della casa del Leone

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Il Musee de l’Aventure, il Museo Peugeot a Sochaux, è decisamente qualcosa di più completo e ampio, che una semplice esposizione di auto. C’è la storia del marchio del Leone racchiusa all’interno, storia lunga oltre due secoli, dal 1810, quando apparve il logo per la prima volta sulla scena, fino all’impegno nelle competizioni, i veicoli a due e quattro ruote odierni, gli oggetti di uso comune per la casa.
Una visita, chi dovesse trovarsi dalle parti di Sochaux, è bene farla, si ripercorrerà l’evoluzione delle automobili lungo tutto il Novecento, comprendendo al meglio quanti e quali passi (enormi) in avanti siano stati compiuti. Aperto tutti i giorni, tranne a Natale e Capodanno, il biglietto costa appena 8,50 euro.

Abbiamo avuto il privilegio di girovagare all’interno in occasione dell’annuale PeugeotandFriends, appuntamento della casa transalpina con i media che hanno avuto accesso ai 6000 metri quadri d’esposizione, visitati da 80 mila persone ogni anno.
Centoventi auto, 50 cicli e motocicli, 500 oggetti con il logo del Leone impresso, sono solo alcuni dei numeri del Museo Peugeot, che ha aperto i battenti nel 1988 e fa parte dell’omonima associazione Aventure Peugeot. Nel corso degli anni lo spazio si è ampliato, accogliendo nel 2000 un polo dedicato al Motorsport, l’area per le auto prodotte tra gli anni Cinquanta e Settanta, quella dedicata alle biciclette, scooter e moto. Ulteriore espansione nel 2010, con l’aggiunta dei modelli degli anni Ottanta e Novanta e un nuovo spazio per le auto da corsa.

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La passeggiata parte, però, da lontano, dal 1891, quando la prima auto a benzina, la Vis-a-Vis, esibisce il Leone sulla carrozzeria: è l’inizio della produzione di auto da parte dei fratelli Peugeot. L’inizio del secolo scorso vede l’escalation della produzione a livello industriale tra il 1905 e il 1918, per arrivare alla produzione di auto di massa, negli anni tra il ’19 e il ’35: la Quadrilette 161 e la Landaulet 184 sono solo alcuni esempi, insieme alla Peugeot 601. Assistiamo al debutto della numerazione a tre cifre, tipica Peugeot. Il periodo immediatamente antecedente la guerra vede nascere le linee filanti delle carrozzerie in acciaio, siamo nel 1936 e si andrà avanti fino al 1949: Peugeot 401 e 402 appartengono a quest’era.

Il boom su larga scala, con modelli accessibili a tutti, si ha negli anni Cinquanta: la Peugeot 403 verrà prodotta in 1.3 milioni di esemplari nel volgere di 20 anni.
Tanto spazio anche all’attività in pista, che significa esposizione delle 905 e 908 vincitrici a Le Mans, la 205 Turbo del mondiale rally negli anni Ottanta, le monoposto di Formula 1 motorizzate Peugeot.
In mezzo a tanta tecnica automobilistica, capiterà anche di ritrovarsi davanti a una caffettiera o una macchina da cucire, ovviamente, rigorosamente con il Leone impresso su.

Fabiano Polimeni

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