Pneumatici ricostruiti, risparmiati 50 mln di euro nel 2020

Grazie agli penumatici ricostruiti il risparmio è stato non solo economico, ma anche e soprattutto energetico e ambientale

persona mascherina pneumatici

Foto Unsplash | Enis Yavuz

Nel 2020, in tutto il nostro Paese, grazie all’impiego di pneumatici ricostruiti, sono stati risparmiati quasi 50 milioni di euro. Ma non solo. In Italia, infatti, la ricostruzione degli pneumatici ha permesso di ridurre notevolmente i consumi energetici. Secondo quanto emerso dal bilancio Airp, nel nostro Paese i consumi energetici sono stati ridotti di 21,1 milioni di litri di petrolio ed equivalenti. Inoltre, sono state risparmiate 15.600 tonnellate di materie prime ed evitate emissioni ambientali per quasi 19mila tonnellate di pneumatici usati e oltre 8mila tonnellate di CO2.

Pneumatici ricostruiti, un risparmio energetico e ambientale notevole

Airp, Associazione Italiana Ricostruttori Pneumatici, ha redatto un bilancio che riguarda appunto il risparmio ecologico ed economico per la ricostruzione degli pneumatici nel nostro Paese. Come detto, il risparmio è stato possibile soprattutto grazie alla ricostruzione degli pneumatici. Questo risparmio importante, inoltre, è andato soprattutto a beneficio dei consumatori, soprattutto di coloro che si occupano del trasporto attraverso mezzi a quattro ruote di persone e merci.

L’utilizzo degli pneumatici ricostruiti, secondo quanto emerso, permette quindi di ottenere numerosi vantaggi sia a livelli economici che ambientali. Infatti, nella ricostruzione di queste gomme, viene risparmiata molta energia, si utilizzano meno materie prime e si impiega meno CO2. Tutto questo, ovviamente, rispetto alla produzione di uno pneumatico nuovo.

Il settore sta comunque attraversando un momento difficile

Secondo quanto emerso dall’Airp, però, il settore degli pneumatici ricostruiti, nonostante i benefici economici e ambientali, sta attraversando un momento di difficoltà. I risultati, se ci fossero misure maggiori e concrete nel settore, in termini di risparmio su diversi livelli, potrebbero essere sempre più importanti. Al momento, però, queste misure non sono previste.

Infatti, come sottolineato da Airp, la quota di mercato degli pneumatici ricostruiti si è ridotta in Italia, ma anche nel resto d’Europa. Tutto questo, secondo quanto emerso, dipende da diversi fattori, come il calo delle percorrenze dei mezzi che trasportano merci nel 2020. Questa cosa è avvenuta soprattutto durante il primo lockdown a causa della pandemia da Coronavirus.

Un altro fatto riscontrato è quello della concorrenza, sul mercato europeo, di pneumatici nuovi a basso costo. Una scelta che molti potrebbero fare, preferendoli a quelli ricostruiti, senza però tener conto di un aspetto, che invece è fondamentale: la qualità di questi non permette la ricostruzione, e quindi una volta compiuto il loro “ciclo di vita” non potranno essere riutilizzati.

Parole di Benedetta Minoliti

Benedetta Minoliti, nata a Milano il 24 marzo 1993. Sono laureata in Lettere moderne all’Università degli Studi di Milano e diplomata presso la Scuola di Giornalismo dell’Università Cattolica di Milano. Non esco mai di casa senza le cuffie, ascolterei la musica anche mentre dormo e adoro scattare polaroid. Collaboro con AlaNews nella produzione di contenuti per il network Deva Connection.