Pneumatici, il 52% degli automobilisti circola con gomme sgonfie: cosa si rischia

Da un dato medio raccolto da Assogomma e Federpneus oltre il 52% non si cura di verificare la pressione degli pneumatici

Pneumatici auto

Foto Shutterstock | di oatzpenz studio

Il controllo pneumatici è un’azione da svolgere con una cadenza regolare. Conoscere e aggiustare la corretta pressione degli pneumatici del proprio veicolo, consente di ottimizzarne le prestazioni, per una guida nella massima sicurezza. Generalmente, si consiglia di controllare la pressione degli pneumatici almeno una volta al mese e prima di ogni lungo viaggio, senza dimenticare di controllare anche la pressione della ruota di scorta.

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Eppure il controllo pneumatici in Italia pare sia bistrattato da almeno un italiano su due. Danneggiati, sgonfi, usurati o non omologati, nel nostro paese c’è ancora una cultura troppo avversa a questo tipo di verifica sullo stato di salute delle gomme dell’auto. E quando si parla di pressione della gomma siamo all’A-B-C.

Controllo pneumatici, il consiglio di Assogomma e Federpneus

Già lo scorso anno con l’operazione “Vacanze Sicure” Assogomma e Federpneus, due associazioni che si occupano dettagliatamente deglipneumatici, avevano coadiuvato una ricerca della Polstrada per dare un resoconto del quadro sul controllo pneumatici in Italia. In piena estate 2019 era emerso quanto il 50% delle vetture fermate non aveva gli pneumatici gonfiati alla giusta pressione. Dato ribadito anche per il 2020 dai più recenti studi svolti sul campo. E si parla di oltre il 52% di pneumatici con valori inadeguati di gonfiaggio.

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I pneumatici vivono d’aria – fanno sapere dalle associazioni di categoriae anche il pneumatico migliore e più performante se non è adeguatamente gonfiato, lavorerà male alterando il comportamento e le prestazioni del veicolo. Ad esempio peggiorerà la tenuta di strada, si allungherà lo spazio di frenata, e in una parola il veicolo sarà meno sicuro“.

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Cosa può accadere con un pneumatico sgonfio

Un pneumatico sottogonfiato si può surriscaldare eccessivamente, in funzione della velocità del veicolo e del carico, nei mesi estivi quando anche le temperature esterne sono roventi. Il surriscaldamento può determinare un degrado precoce dei materiali con cui è realizzata la gomma che, se protratto nel tempo, arriva anche a causare un cedimento strutturale dando luogo ad uno scoppio con i rischi conseguenti per l’incolumità dell’automobilista. Con gomme sgonfie si accentua inoltre il rischio di possibili lesioni, tagli, rigonfiamenti, determinati da urti accidentali contro una buca o un marciapiede. Inoltre, in caso di pneumatici troppo sgonfi, si verifica un’usura più rapida e irregolare del pneumatico, portando quindi a un cambio gomme precoce rispetto agli standard.

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Parole di Riccardo Mantica

Nell’editoria online dal 2001 quando scrivere per il web era una chimera. Pubblicista dal 2005, blogger per caso nel 2010, ha vissuto l’avvento del web 2.0 e dei social network condividendone gioie e dolori. Le passioni coltivate negli anni per sport, motori e tecnologia sfociano oggi anche nel panorama della mobilità sostenibile. Il motto preferito? Guardare sempre avanti senza dimenticare il passato. Stay tuned!

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