Polestar Precept: una concept elettrica per ridefinire il futuro del brand

 Polestar Precept Concept 2020

La concept elettrica Polestar Precept è alla base di un’idea e di intenti futuri. Si può dire sia arrivato il momento di maturare con una proposta di stile per fa capire come saranno i suoi futuri modelli. Lontani dai primi concept Polestar 1 e Polestar 2 sviluppati su base Volvo, marchio da cui nel 2017 si è resa indipendente seppur sempre società controllata dalla svedese (a sua volta controllata dalla cinese Geeley).

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Il nome “Precept”, in italiano Precetto, è stato scelto per enfatizzare il ruolo del veicolo nel definire l’intento di Polestar, come marchio contemporaneo che punta alle prestazioni elettriche. L’auto rappresenta un’importante pietra miliare per Polestar come marchio autonomo, descrivendo una filosofia di design unica che rimane saldamente integrata nei valori del marchio Polestar. Puro, progressivo e performante.

Precept è una dichiarazione, una visione di ciò che Polestar rappresenta e di ciò che rende rilevante il marchio“, commenta Thomas Ingenlath, CEO di Polestar. “L’auto è una risposta alle chiare sfide che la nostra società e l’industria devono affrontare. Questo non è un sogno di un futuro lontano, Polestar Precept prevede i veicoli futuri e mostra come applicheremo l’innovazione per ridurre al minimo il nostro impatto ambientale“.

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Il design di Polestar Precept

Questa Grand Tourer a 4 porte vanta proporzioni da ammiraglia della gamma, definendo sia l’importanza degli spazi interni e dell’efficienza aerodinamica, a partire dal passo di 3,1 metri, che, lasciando spazio all’ampio pacco batterie, ha permesso di realizzare una silhouette molto bassa ed elegante.

La griglia anteriore è sostituita dalla Polestar SmartZone: l’area che prima canalizzava l’aria verso i radiatori e il motore a combustione interna, oggi ospita la tecnologia per i sensori di sicurezza e le funzioni di assistenza alla guida. Riuniti appositamente dietro un pannello trasparente dedicato all’hardware intelligente sono presenti due sensori radar e una telecamera ad alta definizione.

Gli specchietti laterali convenzionali sono sostituiti da unità basate su telecamera, ciascuna delle quali si estende verso l’esterno su un braccio aerodinamico. All’interno, il tradizionale specchietto retrovisore è sostituito da uno schermo digitale, l’immagine raccolta da una fotocamera grandangolare montata sul retro dell’auto. L’assenza di un finestrino posteriore convenzionale significa che il tetto in vetro a volume singolo del Precept si estende dietro i sedili posteriori e il portellone stesso è progettato con un’apertura più ampia e cerniere montate più in alto per migliorare l’accesso.

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Materiali riciclati

All’interno della Polestar Precept tutto enfatizza la ricerca del minimalismo e dell’essenzialità ed è definito dalla sostenibilità con il ricorso a nuovi materiali che bilanciano il lusso con l’impatto ambientale. Gli elementi in composito a base di lino (forniti da Bcomp) per pannelli interni e schienali offrono un risparmio fino al 50% in peso e una riduzione fino all’80% dei rifiuti di plastica.

I rivestimenti dei sedili sono tessuti in 3D che utilizzano filati ricavati da bottiglie di PET recuperate, mentre i cuscini e i poggiatesta sono realizzati in vinile di sughero riciclato. A loro volta i tappeti sono realizzati plastica che è ottenuta riciclando reti da pesca recuperate in mare.

Tutti i sistemi si controllano attraverso lo schermo verticale di 15”, basato su una versione specifica di Android, oppure attraverso la voce o lo sguardo. È presente ad esempio un sistema che monitora gli occhi del guidatore e capisce se l’illuminazione degli schermi (compreso il cruscotto di 12,5”) è troppo sostenuta in base alle condizioni esterne, variandone l’intensità.

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Parole di Riccardo Mantica

Nell’editoria online dal 2001 quando scrivere per il web era una chimera. Pubblicista dal 2005, blogger per caso nel 2010, ha vissuto l’avvento del web 2.0 e dei social network condividendone gioie e dolori. Le passioni coltivate negli anni per sport, motori e tecnologia sfociano oggi anche nel panorama della mobilità sostenibile. Il motto preferito? Guardare sempre avanti senza dimenticare il passato. Stay tuned!

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