Qual è la dieta che seguono i piloti di F1? Resterete a bocca aperta

La Formula 1 è uno sport che richiede molte energie e, proprio per questo, la dieta assume un valore decisamente importante: ecco cosa mangiano i piloti.

Guidare un’auto di Formula 1 è una di quelle attività che, oltre a una grande concentrazione e una precisione millimetrica, richiede anche un grande dispendio di energie. Allo stesso tempo, però, i piloti devono rientrare all’interno di parametri di peso stabiliti dalla Federazione tanto che, dopo ogni sessioni, tutti si recano alla bilancia per farsi pesare insieme al casco e, se non rientrano in un determinato peso, vengono squalificati.

Ecco, quindi, che la dieta, per un pilota di Formula 1, assume un’importanza quasi vitale non solo per via del peso, ovviamente, ma soprattutto per permettere di correre una gara senza arrivare alla fine sfiniti e ingerendo la giusta quantità di elementi.

Ecco cosa mangiano i piloti di F1

Come tutti gli atleti, anche i piloti di Formula 1 sono sottoposti a un regime alimentare ben definito e prestabilito nei minimi dettagli. Per riuscire ad essere performanti in pista, infatti, la dieta è uno degli aspetti più importanti in quanto deve essere in grado di apportare gli elementi giusti senza appesantire il pilota. Durante una gara si perdono circa 3kg di massa corporea. Per questo motivo l’alimentazione e l’allenamento di resistenza sono mirati ad assicurare un basso livello di grasso corporeo. La dieta di un pilota ha due obbiettivi principali: mantenere elevata la glicemia in modo costante e favorire un breve tempo di digestione.

F1, cosa mangiano i piloti prima dei GP
F1, ecco il cibo che ingeriscono i piloti prima delle gare (Ansa Foto – Allaguida.it)

Per soddisfare i due obiettivi principali la dieta si compone in prevalenza di carboidrati come pasta o riso integrale perché hanno un assorbimento più dilazionato, permettendo quindi il lento rilascio di zuccheri ed energie per tutta la sessione di qualifiche e della gara. Tra i cibi che i piloti ingeriscono, infatti, ci sono riso integrale, soia e verdure, tutte pietanze che non appesantiscono apportando però tutto il necessario. Accanto al cibo, poi, c’è bisogno di bevande particolari, come il té, soprattutto verde, o il caffé. Spesso, dopo le gare, si mangiano biscotti con la marmellata, ma soprattutto bevande che possano permettergli di reintegrare quanto perso.

Importante è anche l’apporto proteico per fornire supporto ai muscoli che sono sottoposti a uno stress non indifferente. Chiaramente queste proteine sono fornite da carni magre per evitare l’eccesso di grasso mentre in caso di piloti vegetariani, come ad esempio Lewis Hamilton, queste proteine vengono sostituite con legumi, tanto per fare un esempio. Per bilanciare la perdita di liquidi si inseriscono diverse porzioni a pasto di frutta e verdura. Queste infatti provvedono all’apporto di acqua e sali minerali che vengono smaltiti durante la gara.

Proprio l’idratazione è una delle cose più importanti. La temperatura media nell’abitacolo, infatti, è di circa 40 c° per via del motore e dell’equipaggiamento, è quindi necessario un giusto apporto di idratazione e sali minerali per contrastare l’eccessiva sudorazione. Per questo motivo la monoposto è fornita di una borraccia termica di 1,5 litri contenente acqua e sali. L’alimentazione durante il weekend di gara è estremamente rigida non solo per le pietanze, ma anche per gli orari. I piloti, quindi, sono tenuti a consumare cinque pasti che vengono consumati all’interno di tabelle precise da rispettare, come ad esempio succede per il pranzo, che deve essere servito un’ora e mezza prima dell’inizio del gran premio.

Ovviamente, poi, con l’arrivo della Sprint Race c’è da considerare anche il doppio impegno nel weekend; un fattore, questo, che costringe i piloti a valutare la propria alimentazione come se si corressero due gare. Benché la Sprint è più breve, questa è anche più intensa proprio a causa del suo format e, per questo, il piano alimentare deve essere tarato su un doppio sforzo invece che sulla gara unica. Un ulteriore motivo che porta i piloti a valutare con estrema attenzione i propri piani alimentari.

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