Renault Clio Williams: 2.0 da 147 cavalli per prestazioni di alto livello [FOTO e VIDEO]

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Parlare di Clio Williams per il marchio Renault significa ritornare al glorioso passato del brand francese, significa citare un modello che ne è stato un simbolo e ancora lo continua ad essere perché si distingue su tutti non in quanto solamente per le sue prestazioni ma in primo luogo anche per la sua estetica che mai passa e mai passerà inosservata. E’ un pezzo di storia insomma, quella vettura che ne ha segnato un ulteriore passo in avanti nella tecnica e nella meccanica portando il marchio della losanga sul podio delle competizioni.
La Clio Williams é stata infatti realizzata da Renault per competere direttamente nel Campionato di Rally francese del passato 1993 dove già campeggiava la Clio 16V che doveva “giocarsela” con vetture dotate di un 2.0 di cilindrata sotto il cofano e questa inferiorità infatti si fece sentire non poco poiché per competere serviva potenza, servivano più cavalli, serviva insomma la coppia già ai bassi regimi, una cosa che con Clio Williams si realizzò dopo accurati studi dai tecnici sul motore in questione che ora approfondiremo nei dettagli.

Le dimensioni

Le dimensioni di questa esclusiva Clio erano di 317 centimetri per la lunghezza, 164 di larghezza con un’altezza di 136 centimetri ed un passo di 247 centimetri. Il peso della vettura era di 1035 chili e la capacità del serbatoio arrivava a 50 litri, mentre il bagagliaio, in configurazione cinque posti, permetteva 265 litri di capacità e 1055 a schienali abbattuti.

1993-1995: la Prima Serie, motore e dettagli tecnici

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La prima generazione di Clio Williams è equipaggiata di un 2.0 di cilindrata, nello specifico da un 1998 centimetri cubi, quattro cilindri 16 valvole con denoiminazione F7R nonché il passo successivo rispetto all’F7P che montava la Clio 16S e 16V. Le differenze sono tutte puramente per il discorso che anticipavamo precedentemente: essere in diretta competizione con le altre vetture che gareggiavano nei Rally e quindi serviva un motore come questo con un albero a gomiti con la corsa allungata, con un alesaggio maggiorato per i pistoni e con una testata studiata completamente da zero: tutte innovazioni meccaniche che hanno la forza di dare la potenza di ben 147 cavalli (108 kW) a 6100 giri al minuto con una coppia di 175 Nm a 4500 giri, coppia disponibile già da regimi più bassi poiché la maggior parte di essa la si trova già a 2500giri. La differenza è percettibile da subito se si pensa che le “normali” Clio a 16v avevano una potenza di 137 cavalli a 6500 giri al minuto con una massima coppia di 158 Nm a 4250 giri; si consideri inoltre che questi 158 Nm di coppia non erano erano distribuiti prima dei 3500 giri. Il cambio era un manuale a cinque rapporti.
Il motore della Clio Williams era accurato nella tecnica e nei dettagli per garantire prestazioni da primato quasi. Nella parte della testa c’era il pieno sviluppo di un motore che attingeva molto dai propulsori Renault RS4 ed RS5 che in quegli anni equipaggiavano le monoposto. La collaborazione di Renault Sport si spinse addirittura alla partnership con il centro spaziale francese “Aerospatiale” e la “Snecma” un’industria aereonautica che produce propulsori per aerei ad elevate prestazioni. Il risultato? Sotto il cofano le testate presentavano innesti con, all’interno del metallo, resine polverose speciali così che venne ottimizzato il rendimento termico per una maggior performance tanto su pista quanto su strada.

Studi approfonditi per eccezionali doti

Le novità non si fermano qui. Questa motorizzazione che prendeva le redini da quelle delle Formula 1 aveva un tipo di lucidatura speciale sui condotti di aspirazione della testata e proprio così la benzina che passava per questi condotti subiva un brusco raffreddamento appunto per merito di questa lucidatura arrivando più ossigenata nella camera di scoppio determinandone una miglior combustione e di conseguenza una miglior esplosione nei cilindri.

Due partnership per compiere il successo

La Renault Clio Williams non venne studiata solo ed esclusivamente per essere la vettura corsaiola della Casa costruttrice francese. Infatti di lì a poco venne pure omologata in versione stradale dal prestigioso reparto corse Renault Sport che lungamente si era dedicato alla Williams Grand Prix: il torneo di competizione dedicato solamente alle Clio Williams, la si poteva portare a casa con una cifra di 32.750.000 Lire (16.913,96 Euro) chiavi in mano. In molti si son chiesti del perché della denominazione Williams accanto al nome della vettura e la risposta che Renault diede era improntata al successo che il brand francese ebbe nelle competizioni di F1 con un campionato già conquistato alle spalle e quello in corso già ampiamente conquistato. La Clio comunque era disponibile alla clientela inizialmente nella sola colorazione denominata Williams Blue con peculiarità rispetto alle Clio 16V che prevedevano i cerchi in alluminio in tonalità d’orata, sospensioni più efficienti e una tappezzeria interna con il logo Williams cucito sullo schienale dei sedili. In quanto invece alla dotazione non erano previsti né l’ABS né tanto meno gli airbag. In un primo momento Renault annunciò la commercializzazione in appena 2500 esemplari ma poi, date le grandi richieste, il numero arrivò a 3800 delle quali 800 vennero destinate al mercato italiano. Come per ogni serie speciale che si rispetti, già in questi anni ’90 le Clio Williams erano rigorosamente riconoscibili per via di una targhetta posta sulla plancia che ne identificava il modello specifico come appunto avvenne nelle prime serie speciali delle Renault 5 Turbo 1.

I 30 anni della Renault 5 Turbo_zommed_picture

Successo di vendite per ogni mercato

Le richieste non cessavano mai, era un successo indescrivibile per Renault che mai si sarebbero aspettati i vertici della Casa costretti quindi a produrne ulteriori due serie speciali negli anni: la seconda serie arrivò nel 1994 fino al 1995 (Clio Williams 2) e la terza dal 1995 al 1996 (Clio Williams 3).

1994-1995: la Seconda Serie

Per la seconda serie speciale di Clio Williams vennero introdotte alcune novità come gli innovativi gruppi ottici posteriori ora più tondeggianti, il logo Renault Clio collocato nel portellone è più alta e fissata alla carrozzeria, il tappo della benzina ha la serratura scavata e gli specchietti retrovisori esterni sono dotati di regolazione elettrica e dimensioni maggiori; la strumentazione interna prevede un disegno più moderno per i comandi del riscaldamento e quelli dell’orologio, il tergilunotto più sottile, la targhetta “2.0” non più vicino agli indicatori di direzione anteriori laterali ma ora è nelle fasce nere paracolpi laterali e ultima novità la calandra anteriore è ora in un unico elemento e non più in due sottili e le plastiche dei sotto fari davanti sono in tinta con la carrozzeria. Riamane uguale la colorazione della vernice e pure i cerchi in lega leggera in color oro, sicuramente contrastante con il blu. La Williams 2, inoltre, prevedeva anche la novità del tettuccio apribile elettricamente, in opzione a 1.090.000 Lire, i pretensionatori nelle cinture di sicurezza e le barre antintrusione per le portiere. Rispetto a prima le prestazioni sono state riviste e migliorate anche se non di moltissimo: ora infatti con 147 cavalli a 6100 giri, l’85% della coppia era a disposizione del pilota già a 2500 giri e lo scatto 0-100 si bruciava in soli 7.72 secondi. Invariata la velocità massima a 215 chilometri orari.
L’assenza del dispositivo di ABS si rivelò un grande handicap tanto che per arrestarsi dai 100 chilometri all’ora servivano ben 43.9 metri. I consumi della Clio più potente dell’epoca erano considerevoli: si parla di 10.1 chilometri con un litro di benzina nei percorsi autostradali e 8.9 nelle tratte cittadine.

Swiss Champion: l’edizione per la Svizzera

Proprio con questa seconda generazione di Clio Williams, nel 1995 si studiò un ulteriore esemplare in forma sempre rigorosamente limitata riservato al mercato svizzero con denominazione Swiss Champion. L’esclusività riguardava la produzione di 500 modelli con l’autoradio Sony con caricatore a 6 CD e 6 casse hi-fi e con un volante specifico. Cambiava il colore della carrozzeria che rimaneva sempre blu ma con una tonalità differente.

1995-1996: la Terza Serie

Se il 1995 segnò l’anno di pensionamento per la seconda serie di Clio Williams subito si provvide a studiarne un’ulteriore modello, sempre in serie limitata, sempre esclusivo: una tradizione ormai. Questa terza variante durò per un anno nel mercato: dal 1995 appunto al 1996 e come peculiarità degne di nota non si vide più la targhetta con la numerazione del modello posta sulla plancia e il colore della vernice cambia: ora si parla del Blue Galassia 432. In opzione il cliente poteva richiedere anche i poggiatesta per i tre passeggeri posteriori e novità assoluta anche l’introduzione dell’ABS come optional. Tanto fuori quanto dentro modifiche sostanziali non ce ne sono state, il mito doveva rimanere così originale come la prima edizione: pochi i cambiamenti ma pur sempre sostanziali.

FONTE: Clio Williams Club

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