Un nome nuovo, una promessa chiara: con la Renault Filante, la Losanga torna a parlare di ambizione. Un crossover premium che nasce in Corea del Sud e guarda ai mercati internazionali, ibrido nell’anima e deciso nello stile. Non urla, accompagna: passo dopo passo, tecnologia dopo tecnologia, fino a disegnare un ritorno che sa di ripartenza.
La prima cosa che colpisce è l’orientamento globale. La Filante nasce in Corea, in un ecosistema industriale che Renault conosce da anni e che rifornisce già diversi mercati. La scelta non è solo logistica. È una dichiarazione di intenti: qualità costante, tempi certi, produzione vicina alle rotte asiatiche e pacifica nel rifornire l’Europa.
Poi c’è il tema energia. La nuova ammiraglia debutta con la motorizzazione Full Hybrid E‑Tech. Niente spina. L’auto si avvia in elettrico, si muove in città a zero emissioni per tratti significativi, recupera energia in frenata e usa il motore a benzina quando serve spinta o percorrenza. È un approccio semplice che, nella vita reale, abbassa i consumi senza cambiare abitudini.

Renault parla di tecnologie di sicurezza inedite per il marchio. Al momento l’elenco completo non è pubblico. È ragionevole aspettarsi assistenze evolute in autostrada, prevenzione attiva agli incroci e monitoraggio attento del conducente. Finché non ci sono schede ufficiali, ogni dettaglio oltre questa cornice resterebbe un’ipotesi. Lo segnaliamo con chiarezza.
Sulla potenza, l’asticella delle anticipazioni è alta: si parla di “fino a 250 CV”. Anche qui, una nota di cautela è doverosa: Renault non ha ancora diffuso valori omologati né dati su coppia, capacità della batteria o prestazioni. La logica suggerisce un’evoluzione dell’architettura E‑Tech già vista su modelli recenti, con trasmissione senza frizione e gestione intelligente dei flussi energetici. Ma finché i numeri non arrivano, restano attese credibili, non certezze.
Cosa cambia per Renault
Il punto, però, sta oltre i numeri. La Filante è presentata come flagship. Una parola che pesa: guida il linguaggio del design, introduce funzioni che poi scendono di gamma, dà il ritmo a materiali e cura costruttiva. In un segmento popolato da rivali solidi – pensiamo ai best seller ibridi di taglia media e medio‑grande – la mossa è chiara. Renault vuole stare in alto, senza fare l’errore di scimmiottare il lusso: punta a un crossover che sembri “giusto” ogni giorno, capace di far respirare silenzio in città e di macinare chilometri in autostrada senza stress.
Qui la tecnologia serve a togliere frizione mentale. In coda, l’ibrido lavora per te. In collina, la rigenerazione frena dolce e restituisce energia. In un viaggio di lavoro, i sistemi di assistenza ti alleggeriscono. È l’uso reale a definire il valore, non la singola funzione messa in vetrina.
Un aneddoto personale? La prima volta che ho guidato un E‑Tech in centro, la partenza silenziosa ha cambiato il ritmo della mattina. Niente scatti, niente rumore. Solo l’impressione – rara – di avere più tempo. Se la Renault Filante porterà quel senso di calma anche su un’ammiraglia globale, il messaggio è forte: tecnologia che si sente meno, benessere che si sente di più.
Restano domande utili: quando arriveranno i dati certi su potenza, autonomia elettrica in urbano e dotazioni di serie? Come si posizionerà sul prezzo rispetto ai concorrenti ibridi più diffusi? Finché non lo sapremo, vale la pena fermarsi su un’immagine: una strada al mattino presto, l’asfalto ancora fresco, e un’auto che parte in elettrico senza svegliare nessuno. Non è questo, in fondo, il tipo di “ritorno” che desideriamo da un marchio come Renault?





