Rottamazione auto 2018: costo, modulo e incentivi

Le informazioni utili per la rottamazione auto 2018, la demolizione auto da un concessionario o da un demolitore, rottamazione all'estero, costi e moduli

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    Rottamazione auto 2018: costo, modulo e incentivi

    Vediamo quali sono le procedure per la rottamazione auto 2018. La demolizione di un veicolo comporta una serie di formalità burocratiche molto importanti che non si possono trascurare. Ci sono alcune novità sulla rottamazione derivanti dall’introduzione negli ultimi anni di alcune norme, come quella sul certificato di proprietà digitale e anche la disposizione che cambia profondamente le regole per la demolizione auto all’estero. Riepiloghiamo quindi i vari elementi, a partire dal certificato di rottamazione auto; vedremo poi i rapporti fra assicurazione auto e rottamazione, il modello np3b, cosa fare in caso di certificato di rottamazione perso, il costo della perdita di possesso del veicolo, la rottamazione in caso di fermo amministrativo e altre situazioni collegate.

    rottamazione auto 2018: consegna al concessionario, certificato di rottamazione

    rottamazione auto 2018

    I casi per cui si ricorre alla rottamazione auto si riconducono a due categorie principali: si rottama il veicolo perché se ne sta comprando un altro; si demolisce un vecchio veicolo non contestualmente all’acquisto di un altro. Se l’acquisto dell’auto nuova (nel senso di “altra auto”, può essere anche usata) viene fatto tramite un concessionario, quasi certamente gli si affiderà anche la demolizione. Un’ottima occasione per decidere di acquistare un’altra auto è proprio l’esistenza di eventuali incentivi alla rottamazione. Lo Stato non ne ha più stanziati da qualche anno, tuttavia le case automobilistiche periodicamente ne organizzano di propri, quindi è sempre utile controllare. Si possono risparmiare parecchi soldi sull’acquisto del nuovo e tutte le seccature per la gestione dell’usato.

    Non si può invece consegnare un veicolo al concessionario per la demolizione se non se ne acquista un altro; in tal caso si deve andare direttamente dal demolitore. Inoltre è obbligatorio per legge demolire l’auto presso un apposito centro di raccolta: è vietato abbandonarla per strada o in altro luogo.

    Quindi nel caso della rottamazione auto con acquisto contestuale di un’altra dal concessionario si deve consegnare il veicolo da demolire insieme ad entrambe le targhe, la carta di circolazione e il certificato di proprietà cartaceo (CDP) o il foglio complementare, se esistono. Se invece il veicolo ha il certificato di proprietà digitale (CDPD), il concessionario avrà l’autorizzazione all’accesso agli archivi del PRA. Se non si possiede il CDP, si deve presentare al suo posto il modello NPC3, scaricabile dal sito dell’ACI o dal portale dell’automobilista (www.ilportaledellautomobilista.it) o disponibile presso tutti gli uffici di pratiche auto, oltre che alla Motorizzazione.

    Contestualmente alla consegna del veicolo, il concessionario è tenuto a rilasciare al proprietario dell’auto il cosiddetto certificato di rottamazione. Questo documento deve contenere i seguenti dati: nome e cognome e indirizzo del proprietario; numero di registrazione/identificazione e la firma del titolare dell’impresa (concessionario) che rilascia il certificato; l’autorità competente che ha rilasciato l’autorizzazione all’impresa; la data e l’ora di rilascio del certificato e la data e l’ora di presa in carico del mezzo; l’impegno a provvedere alla richiesta di cancellazione dal PRA; gli estremi di identificazione del veicolo (classe, marca, modello, targa e numero di telaio), i dati personali e la firma del soggetto che effettua la consegna del veicolo, oltre ai suoi dati se è una persona diversa dal proprietario.

    rottamazione auto 2018: consegna al demolitore, costi demolizione

    rottamazione auto 2018

    Dal momento della consegna del certificato di rottamazione, il proprietario non ha più la responsabilità civile o penale del veicolo (multe, incidenti). Tuttavia ha ancora gli obblighi fiscali, quindi è tenuto all’eventuale pagamento del bollo auto. L’obbligo di pagare il bollo auto termina solo dopo la radiazione del veicolo dal PRA. Ma il concessionario è obbligato dalla legge ad eseguire la radiazione dal PRA entro 30 o 90 giorni dalla consegna del certificato di rottamazione, a seconda del tipo di veicolo.

    E’ quindi prudente per il proprietario verificare che il concessionario abbia effettivamente eseguito la radiazione. Si può fare attraverso una visura (a pagamento) al PRA, recandosi all’ACI oppure tramite un apposito servizio on line. Naturalmente il certificato di rottamazione va conservato con cura: è l’unica prova a nostra disposizione.

    Nel caso in cui si debba rottamare l’auto senza comprarne un’altra, ci si deve rivolgere direttamente ad un demolitore autorizzato. E’ importante verificare che egli sia autorizzato dalla legge. Esistono appositi elenchi, suddivisi per provincia. Si possono consultare sul sito web dell’ACI, cercando la sede provinciale che interessa. Per il resto, le procedure sono identiche a quelle previste per il concessionario. Di solito ci si rivolge direttamente al demolitore perché non si riesce a vendere il proprio veicolo, oppure perché distrutto oltre qualsiasi possibilità di recupero dopo un incidente o un incendio.

    I costi per la rottamazione auto previsti dalla legge sono: 13,50 euro per gli emolumenti ACI, 32 euro per l’imposta di bollo; 36,38 euro per la cancellazione dal PRA. Se invece del CDP si usa il modello NP3C, allora l’imposta di bollo è di 48 euro e la cancellazione dal PRA di 51,30 euro. Se serve una visura al PRA, il servizio on line costa 8,83 euro. In caso di rottamazione dal demolitore, senza acquisto di altro veicolo, può esserci un eventuale costo del servizio da parte del demolitore, di solito il trasporto tramite carro attrezzi o altri costi di smaltimento, quindi in media altri 80-100 euro. Se l’auto è ancora marciante, a volte il demolitore può non chiedere nulla, avrà il suo margine dalla rivendita dei pezzi ancora buoni sul mercato dei ricambi usati e dai materiali scartati e trattati come materia prima riciclata alle industrie.

    rottamazione auto 2018: fermo amministrativo, assicurazione

    Un altro aspetto importante nelle procedure per la rottamazione auto è quello del fermo amministrativo. Quando non si pagano multe o determinate imposte o tasse (come il bollo auto), nemmeno dopo la scadenza di un’eventuale cartella esattoriale, l’ente creditore può avvalersi del fermo amministrativo di un veicolo. Cioè il veicolo in questione non è più autorizzato a circolare fino a quando il debitore non ha saldato il debito con il relativo ente creditore. Oltre a non poter circolare, un veicolo sottoposto a fermo amministrativo per ovvi motivi non può nemmeno essere demolito. Quindi, se si ha motivo di pensare che la propria auto possa essere sottoposta a fermo amministrativo, prima di procedere alla rottamazione è necessario controllare, sempre attraverso una visura al PRA. Se c’è un fermo, allora sarà necessario pagare quel debito, sbloccare il veicolo e poi rottamarlo.

    Un altro dettaglio, relativo a rottamazione auto e assicurazione. Nel momento in cui si riceve il certificato di rottamazione, il veicolo non è più obbligato ad avere una copertura RC auto attiva. Nel caso in cui la polizza sia valida ancora per alcuni mesi dopo la ricezione del certificato, si può chiedere alla compagnia il rimborso del premio per il periodo residuo di validità, consegnando una copia del certificato di rottamazione. Infine, cosa succede se si smarrisce il certificato di rottamazione? E’ bene provvedere. In caso di certificato di rottamazione auto perso, sarà necessario recarsi dal concessionario o dal demolitore al quale l’auto era stata consegnata e chiedere un duplicato.

    rottamazione auto 2018: demolizione all’estero

    L’ultimo caso, sul quale ci sono le novità più recenti, riguarda la rottamazione auto all’estero. Non è più possibile effettuare al PRA una radiazione per demolizione senza prima aver effettivamente demolito il veicolo. Questo vale anche per l’estero. Quindi per chiedere la radiazione, tecnicamente “cessazione della circolazione per demolizione”, si devono prima presentare gli stessi documenti necessari per la normale rottamazione auto, pagando gli stessi importi; in più si deve presentare una certificazione del demolitore estero di avvenuta demolizione, con allegata traduzione ufficiale del testo.