Sciopero dei benzinai, annunciata chiusura per il coronavirus

Gli impianti di rifornimento carburanti cominceranno a chiudere da mercoledì notte, per quelli della rete autostradale, compresi raccordi e tangenziali

sciopero dei benzinai

Foto Shutterstock | di Nakun

Non siamo invisibili. Basta ignorarci. Con queste parole scatta la rivolta dei gestori di impianti di carburante. Il coronavirus porta un ennesimo effetto negativo. Lo sciopero dei benzinai. Come se non bastassero le lunghe code ai supermercati ci si dovrà trovare ora in fila per fare benzina? Improbabile in virtù dei decreti che impongono l’alto là agli spostamenti da casa se non per comprovate esigenze. E soprattutto l’utilizzo dell’auto è limitato di fatto all’interno del proprio comune con il recente decreto del 22 marzo. (Qui il nuovo modulo da stampare per circolare in auto)

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Meno spostamenti uguale meno utilizzo di benzina? Sì ma rimarrebbero a terra sia gli autotrasportatori e tutte quelle categorie i cui spostamenti sono necessari per necessità lavorative.

Sciopero dei benzinai, da quando

Gli impianti di rifornimento carburanti cominceranno a chiudere. Da mercoledì notte quelli della rete autostradale, compresi raccordi e tangenziali. E, via via,tutti gli altri anche lungo la viabilità ordinaria. Lo affermano in una nota Faib Confesercenti, Fegica Cisl, Figisc/Anisa Confcommercio. Sottolinenado il fatto che nonostante la drammaticità della situazione oltre 100.000 gestori in tutta Italia hanno finora assicurato la distribuzione di carburante.

Recita la nota: ” In un Paese che, malgrado i limiti strutturali e l’assoluta drammaticità della situazione, cerca e spesso trova il modo per far scattare meccanismi di solidarietà, c’è una categoria di persone, oltre 100.000 in tutta Italia, che, senza alcuna menzione, ha finora assicurato, senza alcun sostegno né di natura economica, né con attrezzatura sanitaria adeguata, il pubblico servizio essenziale di distribuzione di energia e carburanti per il trasporto di beni e persone. 100.000 persone che hanno continuato a fare il loro lavoro (ridotto mediamente dell′85%) a rischio della propria incolumità e mettendo in pericolo la propria salute, presidiando fisicamente il territorio, rimanendo dove sono sempre state e dove ogni cittadino di questo Paese è abituato a trovarle ogni giorno, vale a dire in mezzo alla strada. E forse, proprio per questa ragione, queste 100.000 persone risultano essere letteralmente invisibili, presenza data per scontata, indegna persino di quella citazione che di questi tempi non si nega a nessuno“.

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Proseguono i gestori aderenti a Faib Confesercenti, Fegica Cisl, Figisc/Anisa Confcommercio: “Noi non siamo certo eroi, nè angeli custodi ma nessuno può pensare di continuare a trattarci da schiavi, né da martiri. Siamo persone con famiglie da proteggere, cittadini tra gli altri che sanno di dover assolvere ad una responsabilità di cui non si vogliono spogliare, ma a cui non può essere scaricato addosso l’intero carico che altri soggetti, con ben altri mezzi, disponibilità economiche e rendite, si ostinano ad ignorare“.

Parole di Riccardo Mantica

Nell’editoria online dal 2001 quando scrivere per il web era una chimera. Pubblicista dal 2005, blogger per caso nel 2010, ha vissuto l’avvento del web 2.0 e dei social network condividendone gioie e dolori. Le passioni coltivate negli anni per sport, motori e tecnologia sfociano oggi anche nel panorama della mobilità sostenibile. Il motto preferito? Guardare sempre avanti senza dimenticare il passato. Stay tuned!

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