Stop all’elettrico low cost: cosa sta succedendo in Europa

L’elettrico è la tecnologia del futuro, anche se le ultime news forse danno meno certezze del solito. Ecco perché.

L’elettrico, è stato detto, ridetto e stradetto, appare proprio come la tecnologia del futuro. A partire dal 20235, in tutta Europa e in molti Paesi degli Stati Uniti avverrà la transizione dai veicoli tradizionali a quelli a zero emissioni. Una vera e propria rivoluzione commerciale, automobilistica, economica e tecnologica.

La stragrande maggioranza delle aziende presenti all’interno del mercato dell’automotive si sono già date un gran da fare per quanto riguarda la realizzazione di modelli di questo genere, ma c’è ancora moltissimo da sviluppare sotto questo punto di vista.

Insomma, siamo ancora molto lontani dalla meta decisiva di una partita al cardiopalma e che si giocherà sui dettagli. Nel frattempo, però, sembra sia arrivato il momento di uno stop notevole direttamente dall’Europa. Una decisione, questa, che forse in pochi si aspettavano.

Auto elettriche, convengono o no?

Ma le auto elettriche convengono o no? Diciamo che se un automobilista non è abituato e tantomento interessato a percorrere grandi distanze a bordo della sua autovettura, facciamo non oltre i 100 chilometri al giorno su un percorso tendenzialmente abitudinario, allora una vettura elettrica può sicuramente andare benissimo. Ma bisogna comunque mettere in conto che un veicolo a zero emissioni non è soltanto autonomia e percorrenza, e ridurre l’acquisto di un veicolo a motore solo ed esclusivamente ai chilometri percorsi e/o percorribili è fin troppo superficiale. Parliamo comunque di un investimento da migliaia e migliaia di euro, anche quando si tratta dei mezzi più economici. In sintesi quindi non è soltanto questione di quanti chilometri si percorrono, bensì quale tragitto viene affrontato.

auto elettriche convengono o no
Auto elettrica, conviene o no? L’analisi (allaguida.it)

E’ il percorso stradale a fare la grande differenza. Il consumo di energia e l’autonomia di un modello a zero impatto ambientale, sono profondamente condizionati dal contesto stesso in cui si utilizza un’auto. In città, fra continue frenate e decisamente poca costanza – dal punto di vista della velocità – le auto elettriche riescono a limitare bene i consumi di energia. Possono infatti recuperare kW preziosi ogni volta che si rallenta. In autostrada però la musica cambia. la velocità aumenta, così come la costanza, mentre frenate e rallentamenti sono assai più rari. Viaggiare per diversi chilometri ad una velcoità costante impedisce il recupero di energia.

E poi non dimentichiamoci del fattore ricarica. Le infrastrutture di ricarica pubblica sono ancora poco sviluppate, quindi chi intende acquistare un mezzo di questo particolare segmento deve tenerlo bene a mente. Senza la possibilità di avere a disposizione un garage dove installare una wallbox, poi, diventa molto ancor più difficile utilizzare con estrema serenità una elettrica.

Attaccando l’auto alla normale presa di corrente domestica, i tempi di ricarica possono superare le 24 ore e rendere assai difficile l’utilizzo del veicolo quotidianamente. In sintesi, quindi, a chi conviene l’auto elettrica? A chi percorre pochi km al giorno, a chi effettua spostamenti in ambito urbano e a chi può ricaricare l’auto a casa o sul luogo di lavoro. Per tutti gli altri automobilisti, beh, forse è meglio pazientare ancora un pò.

Stop all’elettrico low cost: cosa sta accadendo in Europa

L’elettrico è il futuro, anche se le ultime news mettono qualche dubbio nella testa di molti automobilisti. Ci riferiamo alla presenza sempre più attiva e ingombrante delle automobili elettriche prodotte in Cina, che potrebbe mettere in seria difficoltà le realizzazioni occidentali, l’economia europea e l’intero settore automotive. Ecco perché la Commissione Europea sta pensando ad un modo per impedirla; o, quantomeno, a come limitare l’ingresso dei veicoli elettrici in terra europea. In che modo? La prima idea sarebbe quella di imporre dei dazi sulle vetture elettriche cinesi. Una soluzione che la Commissione vorrebbe adottare per limitare nettamente l’importazione dalla Cina, che sta mettendo a serio rischio la produzione all’interno del vecchio continente.

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Auto elettriche cinesi, cambia tutto? L’UE sorprende così (allaguida.it)

Ricordiamo che l’automobilismo viene da una crisi totale e drammatica economicamente parlando, iniziata con il terribile periodo del Covid ed evidentemente non ancora terminata. Non dimentichiamo la mancanza di materie prime, la carenza di semiconduttori, le difficoltà di approvigionamento, i ritardi nelle consegne di auto nuove, l’inflazione, i prezzi del carburante sempre e comunque in aumento e molto altro. Ecco che quindi è prevista per il mese di luglio l’apertura di una indagine antidumping sui sussidi che la Cina offre al settore, nel tentativo di introdurre le misure commerciali adeguate.

Secondo quanto riferito dall’ANSA, il commissario UE per il Mercato Interno, Thierry Breton, si dichiara decisamente favorevole all’avvio dell’indagine. Pare perciò che, così facendo, l’Europa segua il rigido esempio degli Stati Uniti d’America, che tempo fa esclusero i colossi Huawei e Zte da ogni gara d’appalto nel settore delle telecomunicazione. Cambia in maniera chiara ed evidente, come possiamo notare, la strategia della Commissione Europea. Quest’ultima sta spingendo per far sì che anche altri Paesi, come l’Italia, decidano di mettere in estrema difficoltà le aziende in questione.

Occidente contro Cina: cosa aspettarsi nei prossimi mesi

Con il 2035 che non rappresenta essere un miraggio, ma una data sempre più vicina e attesa, viene da chiedersi cosa ne sarà effettivamente del rapporto commerciale fra l’Europa e la Cina. Quel che stiamo vedendo appare proprio come un duro scontro senza esclusione di colpi. E’ infatti assai inutile girarci troppo intorno, anche perché si parla da ore ormai della concreta possibilità che l’UE stia valutando una possibile imposizione di dazi sulle automobili elettriche cinesi che entrano in Europa.

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Auto elettriche, cambia tutto davvero (allaguida.it)

L’obiettivo è limitare questo continuo e costante ripetersi di nuove vetture a zero impatto ambientale da parte del paese orientale più rinomato e conosciuto al mondo. Si potrebbe arrivare, anche abbastanza facilmente, alla presa di coscienza collettiva, capace di portare ad una decisione senza precedente alcuno, come dimostra la possibile apertura di un’indagine anti-dumping sui sussidi che il Governo cinese offre ai suoi produttori nel settore automobilistico.

L’indagine potrebbe partire tra poche settimane, forse già a luglio. Uno dei Paesi maggiormente interessati ad una mossa del genere è la Francia, che infatti lo stesso commissario Breton ha già dichiarato essere molto favorevole alla possibile indagine di cui vi stiamo parlando. Nei prossimi giorni la Commissione Europea presenterà un pacchetto di proposte a riguardo, e vedremo se si parlerà anche di questa tematica tanto calda all’automobilismo. In attesa di eventuali sviluppi, una cosa è certa: la transizione del 2035 si scalda in maniera a dir poco rovente.

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