Una sigla conosciuta, un corpo nuovo: la Suzuki Across riparte dall’Africa e promette di parlare a oltre cento mercati. Compatta, concreta, sorprendente: la rivoluzione che non ti aspetti arriva dove le città stringono e le strade chiedono intelligenza, non solo muscoli.
Non è la Across che conosci. In Europa il nome evoca la maxi Suv basata su Toyota RAV4, ibrida plug-in e generosa nelle misure. Qui il copione cambia. Suzuki ha svelato in Africa una Across tutta nuova, pensata per più di 100 mercati, Europa compresa. L’Italia? Possibile arrivo, ma al momento mancano conferme ufficiali.

La svolta è nelle proporzioni. La nuova Across misura 4,36 metri: sono quasi 30 centimetri in meno rispetto ai 4,64 dell’attuale modello europeo. In pratica, parcheggi a pettine più semplici, manovre in centro storico meno stressanti, senza rinunciare a una presenza da Suv. Il bagagliaio scende a 330 litri: basta per due trolley da cabina e uno zaino, tipico weekend in coppia o famiglia leggera.
Dentro, il salto generazionale è netto. Strumentazione digitale da 10,25 pollici e infotainment da 10,1 pollici portano ordine e leggibilità, con grafica pulita e comandi intuitivi. È la linea intrapresa anche da Vitara, ma qui l’impianto appare più maturo: zero fronzoli, tutto a portata d’occhio. Fuori, superfici tese e passaruota muscolosi danno tono senza chiedere attenzione continua. È quel design “che lavora per te” e non il contrario.
Il cuore tecnico della nuova Suzuki Across
parla di esigenze reali. Sotto il cofano c’è un 1.5 mild hybrid da 103 CV, con cambio manuale o automatico. In India esiste pure la versione bifuel a metano: una scelta furba dove il costo al chilometro conta più del badge. Per l’Europa, soprattutto lato metano, non ci sono informazioni ufficiali: Suzuki non ha ancora dettagliato dotazioni e varianti per il nostro mercato.
La Across “globale” nasce sulla Maruti Suzuki Victoris (mostrata mesi fa in India). Secondo quanto comunicato in sede locale, ha già ottenuto il titolo di “Indian Car of the Year 2026”. Il dato è significativo perché racconta un progetto nato per volumi, affidabilità e costi sotto controllo. Tradotto: la Across non è più soltanto l’alter ego della RAV4, ma un nome che scende di segmento per parlare a una platea più ampia. Una mossa coerente con la strategia Suzuki, da sempre forte dove praticità e efficienza pesano più dei record.
Il piano parla di oltre 100 Paesi, Europa inclusa. In Italia la commercializzazione è plausibile, ma non confermata. Anche prezzi, allestimenti e tempi restano da definire. Ci si può però aspettare dotazioni ADAS allineate al segmento e un infotainment con connettività completa: elementi ormai imprescindibili per la competitività nei mercati maturi. Finché i dettagli non saranno ufficiali, ogni altro numero sarebbe un esercizio di fantasia. E qui preferiamo restare sui fatti.
Ho pensato a questa Across in una coda di rientro, tra corsie strette e specchietti vicini. Una Suv compatta che consuma poco, si parcheggia senza ansia e non si prende troppo sul serio. È questo il vero lusso urbano nel 2026? Forse sì. O forse no: magari aspetti la versione a metano, o il pacchetto che ti fa sentire davvero “a casa” in viaggio. Intanto, la domanda resta aperta: quando un nome cambia taglia e ambizione, cambia anche ciò che chiediamo all’auto — o cambia noi?





