Un veloce sguardo rubato nel box basta per capirlo: le nuove Honda LCR hanno personalità. Due RC213V, due identità visive, la promessa di una stagione da raccontare curva dopo curva.
Le prime immagini delle nuove Honda LCR hanno il sapore del debutto atteso. L’aria del “pronti a partire” che si sente anche a schermo. La RC213V del team satellite di HRC si presenta con due livree distinte. Una scelta coerente con la tradizione della squadra di Lucio Cecchinello. Il linguaggio è chiaro: valorizzare i partner e dare ai piloti un segno riconoscibile in pista.
Un dettaglio va messo in chiaro. Il nome di Diogo Moreira ricorre nelle anticipazioni legate al progetto LCR. Ma non ci sono ancora conferme ufficiali sulla sua presenza in MotoGP con la squadra. In attesa di un comunicato, il riferimento resta indicativo. Diverso il caso di Johann Zarco, volto già annunciato e pilota di esperienza, capace di leggere una moto nuova con sensibilità rara.
Dietro l’estetica c’è la sostanza. La RC213V resta il cuore del progetto Honda, con una piattaforma che negli ultimi anni ha richiesto lavoro e pazienza. LCR è l’avamposto perfetto per testare idee, condividere dati, ridurre il tempo che separa il laboratorio dalla gara. Qui la priorità è semplice: dare al pilota una moto lineare, prevedibile, capace di tradurre fiducia in velocità. Non serve altro per iniziare.
La prima colorazione punta su bianchi pieni e inserti verdi e rossi, una grafica che richiama la tradizione racing e i partner storici. La seconda gioca con rossi profondi e dettagli dorati, più essenziale e pulita. Due modi di stare in griglia, entrambi leggibili dal pubblico in un istante. È marketing, certo. Ma è anche un messaggio ai piloti: la tua moto parla di te.
È interessante vedere come questa doppia verniciatura cambi la percezione della stessa moto. La carena sembra più filante con la palette chiara; la sella e il codone “pesano” di più con i toni caldi. Sono impressioni, non dati. Dalle foto non è possibile trarre conclusioni tecniche certe su aerodinamica o ergonomia: i team usano spesso gusci e dettagli provvisori in questa fase.
Su Zarco la lettura è più precisa. È un due volte campione Moto2 e ha conquistato la sua prima vittoria in MotoGP nel 2023. Porta metodo e lucidità. Sa dove cercare decimi senza strappi. Con una RC213V che punta a essere più “umana” al limite, la sua guida pulita è un asset. Sul nome Moreira, se sarà davvero della partita, la curiosità è naturale: talento giovane, ritmo aggressivo, fame di spazio. Ma qui, ancora, parliamo di ipotesi.
I test diranno quanto questa Honda sia cambiata. LCR di solito divide il lavoro: comparazioni di setup, gomme, mappature, pacchetti di aerodinamica successivi. Il contesto conta. Temperature, grip, vento. L’obiettivo realistico? Stabilità in frenata, trazione più dolce in uscita, comunicazione chiara tra moto e pilota. Sono i tre mattoni che reggono tutto il resto. Con le Sprint del sabato, serve una base solida già al venerdì.
C’è poi il valore simbolico della livrea. La riconosci subito, la fotografi meglio, la ricordi a fine weekend. In uno sport fatto di dettagli, anche questo pesa. Forse è per questo che, guardando le due RC213V, la mente corre a un’immagine semplice: due lame affilate in modo diverso, ma chiamate a tagliare lo stesso tempo sul giro. Quale delle due troverà prima la sua linea?