Test per coronavirus, via libera al tampone in auto

Arriva in Italia il tampone "drive-thru" che si effettua direttamente a bordo della propria auto: ecco come funziona e quali sono i vantaggi

test per coronavirus

Foto Shuttertsock | di JHDT Productions

Il test per coronavirus, adesso, si fa anche in auto. La novità arriva da Bologna, dove è in corso la sperimentazione, e permette di avere tempi più rapidi di eseguire la prova di positività al Covid-19 controllando, in questo modo, un numero di persone maggiore direttamente a bordo della propria automobile, in maniera più sicura e veloce sia per i diretti interessati sia per gli operatori sanitari coinvolti nelle operazioni.

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Test per coronavirus, arriva il tampone “drive-thru”

Un nuovo modo di rilevare la positività al coronavirus, effettuando il test direttamente dal finestrino dell’auto, che è già stato testato con successo in Corea del Sud e in Australia, che verrà adesso è stato replicato a San Lazzaro, nella sede del Dipartimento di Sanità Pubblica. Non si tratta, però, di un nuovo test per coronavirus, ma nella somministrazione a bordo dell’automobile della persona chiamata a sottoporsi al controllo. In questo modo si può aumentare la capacità di effettuare i tamponi con una media di 1 ogni 5 minuti, 12 all’ora, ottimizzando le risorse professionali e i dispositivi di protezione degli operatori sanitari coinvolti. 

Il tampone drive-thru, così è stato definito, è stato eseguito su 50 persone che sono state identificate per mezzo della targa. Tra questi, molti contatti stretti di casi positivi, oltre a operatori sanitari e persone in isolamento domiciliare potenzialmente guarite. L’attività non sostituisce però i regolari tamponi effettuati a domicilio delle persone in isolamento da parte degli operatori dell’assistenza domiciliare e dell’igiene pubblica. Il test per coronavirus in auto, quindi, si affianca alle normali tecniche di rilevamento del virus come il tampone domiciliare o presso le strutture ospedaliere. Un modo per cercare di velocizzare le operazioni razionalizzando, al contempo, l’utilizzo delle risorse professionali e dei dispositivi di protezione degli operatori sanitari coinvolti. In attesa che l’epidemia lasci tutti gli italiani liberi di tornare alla propria vita.

Parole di Matteo Vana

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