Una berlina elettrica che cambia passo proprio dove l’Europa ama discutere di mobilità: al Salone di Bruxelles la nuova Xpeng P7+ si prepara a dire la sua, tra promesse concrete e qualche sorpresa ancora coperta.
Bruxelles è un termometro onesto: niente fuochi d’artificio, solo auto messe alla prova da un pubblico esigente. In questo contesto la nuova P7+ suona come un test di maturità per Xpeng. Il marchio cinese ha già mosso pedine importanti nel nostro mercato, ma qui si decide la credibilità sul lungo periodo.

Prima una lente: Xpeng è cresciuta con un approccio ingegneristico sobrio, aggiornamenti software frequenti e attenzione alla qualità percepita. La precedente P7 ha già messo radici in alcuni Paesi europei, con dati alla mano: autonomia WLTP fino a circa 576 km nelle versioni a trazione posteriore e ricarica rapida DC intorno a 175 kW. Non sono record assoluti, ma sono numeri che in città e in autostrada fanno la differenza, soprattutto se abbinati a un’ergonomia onesta e a un pacchetto ADAS di livello 2+, sempre soggetto a omologazione UE.
Qui entra in campo la Xpeng P7+ 2026
Il nome lascia intuire un’evoluzione, non una rivoluzione: design fastback, abitacolo pulito, infotainment reattivo e OTA sul serio, non di facciata. Ma il punto vero, quello che interessa agli automobilisti europei, è a metà tra sostanza tecnica e sostenibilità di possesso. Vedremo a Bruxelles se ci saranno migliorie su efficienza termica, calibrazione sospensiva e riduzione dei consumi reali su autostrada, dove molte elettriche ancora soffrono.
Perché il segmento delle berline elettriche sta tornando appetibile. Tesla Model 3 ha rimesso pressione a tutti, Hyundai Ioniq 6 e Polestar 2 hanno alzato l’asticella su qualità e comfort. La P7+ si inserisce qui, promettendo un bilanciamento tra prezzo, dotazioni e tecnologia. Oggi la P7 in alcuni mercati parte poco sotto i 50.000 euro, ma il listino della P7+ per l’UE non è ancora confermato: conviene aspettare l’annuncio ufficiale. Lo stesso vale per eventuali upgrade su batteria, potenza di ricarica e assistenza alla guida con sensori più evoluti; in Cina Xpeng usa anche lidar, ma l’arrivo di quelle funzioni in Europa dipende dalle norme locali e non è garantito.
Chi fa 25.000 km/anno, mix 60% extraurbano e 40% autostrada, con ricarica domestica a 11 kW, trova nella P7 attuale un consumo che, in condizioni reali, può oscillare tra 15 e 18 kWh/100 km. Se la P7+ limasse anche solo il 7-10% su questi valori, l’effetto su costi e soste si sentirebbe subito. Al Salone sapremo se la promessa regge i numeri.
La compatibilità con le grandi reti europee è ormai uno standard: roaming diffuso e, dove supportato, Plug&Charge. Dettagli su eventuali partnership dedicate e sulla copertura dell’assistenza verranno chiariti a Bruxelles; sono aspetti cruciali quanto l’autonomia. Per chi viaggia, conta più la stabilità della curva di ricarica tra il 10 e il 60% che il picco assoluto. E conta un’immobilità vettura ridotta in caso di guasti: tempi e trasparenza del post‑vendita faranno la differenza tanto quanto un 0‑100 brillante.
Le cinesi di ultima generazione hanno già dimostrato di saper fare comfort e silenzio. Quello che cerchiamo ora è una guida precisa sul bagnato, una frenata modulabile e un software che non distragga. Se la Xpeng P7+ mostrerà questo equilibrio, allora il “+” non sarà un semplice suffisso.





