Il mercato motociclistico contemporaneo sta vivendo una vera e propria rinascita, guidata da una categoria che ha saputo conquistare il cuore di neofiti e motociclisti esperti: stiamo parlando delle naked di media cilindrata.
Questa tipologia di moto domina incontrastata le classifiche di vendita degli ultimi anni, grazie ai costi di gestione accessibili e al peso contenuto.
Per comprendere a fondo questo fenomeno, è possibile prendere in esame le due assolute protagoniste del segmento: le ultime versioni della Yamaha MT-07 e della Honda Hornet. Da un lato abbiamo la best seller di Iwata, che da anni detta le regole del gioco con il suo carattere ribelle; dall’altro, il grande ritorno di un nome storico di casa Tokyo, riprogettato da zero per offrire prestazioni al vertice della categoria. Entrambe rappresentano la quintessenza della naked media cilindrata, spogliate del superfluo per mettere in mostra la pura essenza del motociclismo, pronte a trasformare ogni tragitto casa-lavoro in un’esperienza esaltante.
Il cuore pulsante di queste due motociclette rivela approcci ingegneristici differenti, pur condividendo l’architettura a due cilindri.
La Yamaha MT-07 si affida al suo celebre bicilindrico parallelo CP2 da 689 cc con fasatura a 270 gradi. Questa configurazione garantisce un’erogazione della potenza estremamente corposa e pronta fin dai primissimi giri. La sua forza risiede nella straordinaria coppia ai bassi e medi regimi, che si traduce in accelerazioni brucianti al semaforo e in una sensazione di spinta immediata, ideale per chi cerca un carattere “teppistico” e reattivo.
Risponde la Honda Hornet con un nuovissimo motore bicilindrico parallelo da 755 cc, anch’esso con manovellismo a 270 gradi ma caratterizzato da una corsa corta, progettato per allungare maggiormente verso la zona rossa del contagiri. Con i suoi 92 cavalli, la Hornet offre un allungo superiore e una spinta che si fa via via più rabbiosa man mano che l’ago del contagiri sale. Se la Yamaha punta tutto sull’immediatezza della risposta, la Honda premia una guida leggermente più fluida in basso ma decisamente più sportiva quando si decide di sfruttare tutto l’arco di erogazione. Le dinamiche di guida dei motori bicilindrici moderni dimostrano come non servano cilindrate astronomiche per garantire un’esperienza di guida appagante su qualsiasi tracciato.
Quando si valutano prestazioni e ciclistica, le differenze tra le due moto si fanno ancora più interessanti. La Yamaha MT-07 adotta un telaio a diamante in tubi d’acciaio che fa della semplicità e della leggerezza le sue armi vincenti. Le sospensioni, tarate per assorbire bene le asperità cittadine, rendono la moto incredibilmente intuitiva, garantendo un’eccellente agilità nel traffico urbano. L’impianto frenante, con doppio disco anteriore, assicura frenate decise. Tuttavia, la MT-07 sceglie un approccio purista: l’elettronica è ridotta all’essenziale, affidandosi quasi esclusivamente all’obbligatorio sistema ABS, lasciando il controllo totale nelle mani (e nel polso destro) del pilota.
La Honda Hornet, al contrario, alza l’asticella per quanto riguarda la dotazione elettronica. Oltre a un telaio in acciaio estremamente bilanciato e a un comparto sospensioni Showa che offre grande stabilità nei percorsi extraurbani veloci, la naked di Tokyo mette a disposizione del motociclista un pacchetto tecnologico di derivazione superiore. Troviamo infatti l’acceleratore Throttle by Wire, diverse mappe motore (Riding Mode), il controllo di trazione regolabile (HSTC) e il sistema anti-impennata. Questi aiuti elettronici non solo incrementano la sicurezza passiva in condizioni di asfalto viscido, ma permettono di cucirsi la moto addosso, adattandola sia al commuting urbano sia alla guida sportiva sui passi di montagna.
Mettere sulla bilancia i pro e i contro di ciascun modello è fondamentale per aiutare il lettore a prendere una decisione d’acquisto consapevole. La scelta tra queste due eccellenti moto dipende intimamente dal proprio stile di guida e dalle aspettative.
La Yamaha MT-07 è la scelta d’elezione per chi desidera una moto a gestione meccanica, dalla risposta diretta e dal forte coinvolgimento di guida. Il suo motore pronto e la ciclistica svelta la rendono un modello perfetto per chi non sente il bisogno di filtri elettronici tra sé e la ruota posteriore.
Dall’altra parte, la Honda Hornet si rivolge a chi cerca una maggiore vocazione sportiva unita alla sicurezza della tecnologia moderna. I cavalli in più si fanno sentire nei tratti veloci, mentre i controlli elettronici offrono una rete di sicurezza preziosa per chi affronta spesso asfalti imperfetti.
Una volta analizzate le schede tecniche e firmato il contratto in concessionaria, la scelta del veicolo si rivela essere solo il primo passo. Il passaggio immediatamente successivo, fondamentale per potersi finalmente godere la propria naked, è stipulare subito una polizza moto.
A questo proposito, è bene ricordare che quando si assicura una due ruote, soprattutto un mezzo agile e prestazionale come una naked, la sola Responsabilità Civile obbligatoria potrebbe non essere sufficiente per tutelarsi al meglio da tutti gli imprevisti che possono verificarsi su strada.
Per accrescere il livello di protezione, è possibile inserire nel contratto anche una serie di garanzie accessorie. In quest’ambito, si può usufruire di un’ampia varietà di scelta optando per le polizze moto di Verti, la realtà del Gruppo Mapfre che da sempre si contraddistingue per un DNA digitale.
Tra le coperture da valutare per tutelare una moto naked ci sono innanzitutto la Infortuni del conducente, che protegge dai danni fisici permanenti il guidatore, e la Furto e incendio, che copre non solo i danni derivanti dalle fiamme, ma anche il furto e la rapina, includendo gli accessori del mezzo.
Per chi ama i lunghi viaggi o semplicemente non vuole imprevisti nel tragitto quotidiano, è possibile considerare l’Assistenza stradale, che garantisce un soccorso attivo 24 ore su 24, 7 giorni su 7, in caso di guasto o incidente. Altre soluzioni da valutare sono la Tutela giudiziaria, fondamentale per affrontare eventuali controversie legate alla circolazione, e la Super protetto, che prevede la rinuncia alla rivalsa per ebbrezza e la protezione della classe di merito al primo sinistro con colpa paritaria o principale.
Una valutazione attenta delle garanzie accessorie, condotta a partire dalle proprie reali esigenze di guida, è ciò che consente di beneficiare di una protezione davvero su misura, perfettamente aderente al modo in cui ciascuno vive la propria moto. È questa la condizione che permette al motociclista di mettersi alla guida con la giusta serenità, sapendo di aver fatto la scelta più adatta a sé.