Infiniti Q60

Una granturismo tradizionale, con lo sterzo del futuro

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Nuova Infiniti Q60 2016
  • N.D.
  • 46900-68900 €
  • 6,8 L/100KM
  • 4
  • 342 L
Con la nuova Infiniti Q60, la casa si butta in pieno in un segmento molto particolare, e con più estimatori di quanti si potrebbe pensare, delle coupé gran turismo. Un settore si potrebbe dire dominato da BMW Serie 4 e Audi A5, con la Classe E Coupè a fare da outsider d’eccellenza. Agli altri solo le briciole: per la Casa giapponese non è un compito facile, ma la Infiniti Q60 si presenta con doti di rilevo e anche qualche chicca. Basata sulla berlina Q50, ne condivide il passo lungo (285 cm, a favore dello spazio per gli interni), a fronte di una lunghezza ridotta di 11 cm, per conferire compattezza e sportività alla linea esterna. Questa giova degli stilemi della più recente produzione Infiniti, a partire dal bel frontale, con la mascherina trapezoidale attraversata da una suggestiva griglia a onde. Al centro il grosso stemma del Marchio, sotto cui si celano i sensori anti-tamponamento. I fari sono una rielaborazione di quanto già visto sulle sorella berlina Q50 e Q70, ma la somiglianza con quelli della Giulia è fin troppo evidente. Posteriormente bello il doppio scarico, e il montante “svirgolato”; meno bene ancora una volta la fanaleria, che anche in questo caso riprende alla lontana qualcosa di già visto (Laguna Coupè, Alfa Giulietta). Per i gusti di noi europei appare fin troppo eccessiva la cromatura, che è stata posizionata a profusione in varie parti della carrozzeria, appesantendo un po’la linea; e la modanatura subito dietro i passaruota anteriroe, per quanto piacevole, è pressocchè la stessa della BMW Serie 4. Nel complesso, comunque, il lavoro estetico svolto sull’Infinti Q60 è notevole: l’auto è di forte impatto, con fiancate attraversate da una profonda scalfitura a terminare nei larghissimi passaruota posteriori. La Q60 ha infatti le “spalle larghe”, che danno una sensazione di muscolosità, pur senza mai sfondare nell’eccesso. Dove la Infiniti Q60 svetta anche nei confronti con la migliore concorrenza è alla guida: l’assetto è ottimo, preciso e fermo quanto basta per togliersi qualche belle soddisfazione nei percorsi più guidati, senza far ciondolare i passeggeri, ma al tempo stesso gentile sulle asperità. Questo, sommato all’insonorizzazione a bordo ineccepibile (addirittura c’è un sistema che lancia onde acustiche in controfase con quelle del motore, per ridurre al massimo i rumori), fanno della Q60 una stradista eccellente, dal confort di bordo elevatissimo. E’ in altre parole un’ottima gran turismo, magari non adatta alla pista, ma a suo agio in qualsiasi situazione stradale. Internamente si vivono le stesse sensazioni di benessere: l’abitacolo è comodo, con i passeggeri posteriori ovviamente sacrificati, trattandosi pur sempre di una coupè. La plancia riprende la tecnologia della berlina Q50, con il doppio display centrale: uno da 8” in alto, per la navigazione, e un altro da 7 per le funzioni di bordo. Questa scelta è senz’altro scenografica, tuttavia nell’utilizzo quotidiano può rivelarsi poco pratica. Non si capisce la presenza di così tanti pulsanti ai lati, che inficiano negativamente a livello estetico. Sotto l’aspetto qualitativo e dei materiali, nulla da eccepire: la Q60 è un prodotto a livello delle migliori premium europee. In questo quadro generale ottimo, questa Infiniti sfoggia anche qualche chicca. La più interessante è senza dubbio lo sterzo “by-wire”, ovvero elettronico: tra volante e ruote non esiste infatti nessun cinematismo a cremagliera, ma “semplicemente” due notevoli centraline elettroniche. Non essendoci un collegamento fisico tra ruote e sterzo, il primo vantaggio è che le sconnessioni stradali non “vibrano” sul volante, per un maggior confort. Inoltre, questa soluzione consente di regolare la sensibilità dello sterzo su 6 modalità diverse. Unicum nella storia dell’automobile, il sistema, denominato Direct Active Driving, ha debuttato sulla berlina Q50, e sulla Q60 è in una forma aggiornata. Prezzo non certo alla portata di tutti: per avere questa Infiniti Q60 bisogna sborsare quasi 47.000 euro.

Versione consigliata

Per quanto riguarda la scheda tecnica, vi sono luci ed ombre macroscopiche. La Q60 infatti è equipaggiata con due propulsori a benzina di eccellenza: un 2 l da 211 CV mutuato direttamente dalla gamma Mercedes, e un esuberante, nonché nuovissimo, 3 l turbo da ben 405 CV. In entrambi i casi il cambio è un automatico a 7 rapporti di stampo convenzionale, quindi non particolarmente sportivo negli innesti. Ma il vero problema è la completa mancanza di un motore diesel in gamma, che pone la Q70 in netto svantaggio in termini di vendite nel confronto con le tedesche. Su strada entrambi elargiscono prestazioni ai vertici: il massimo è il 3 l, forte della trazione integrale, ma i consumi ne risentono. Come tipico delle Infinti, meglio puntare sui pacchetti Tech, che offrono di serie, tra gli optional, il pacchetto di guida intelligente, per la massima sicurezza su strada. Dopodichè, la scelta tra la versione Premium, più tradizionale nell’estetica, o Sport, più aggressiva, è puro gusto personale. Infiniti Q60 Black S invece è ancora sulo un concept.

PRO

  • Confort: Elevato in ogni condizione, complice anche il Sistema di abbattimento dei rumori.
  • Motori Benzina: Il 2 l è un ottimo propulsore, il 3 l turbo un piccolo concentrato di tecnologia.
  • Sterzo: rivela una grande messa a punto una volta su strada.

CONTRO

  • Linea : Nel complesso è riuscita, però sono troppi i richiami ad alcune concorrenti.
  • Scheda tecnica: Privarla dei motori diesel significa per Infiniti “tirarsi la zappa sui piedi”.
  • Plancia: Linee un po’ ridondanti, come eccessiva è anche la pulsantiera.

SCHEDA TECNICA

I dati tecnici e le caratteristiche

MOTORI

Cambio automatico
Trazione posteriore, integrale
Coppia Massima 350/1250 - 475/1600 rpm

CONSUMI E EMISSIONI

Consumo medio 6,8 - 6,8/100 km
Consumi reali 11,2 - 11,2/100 km

DIMENSIONI E MISURE

Tipo di carrozzeria Coupe
Lunghezza 469 mm
Larghezza con specchietti 205 mm

NEWS

MODELLI

Parole di Jacopo Scaggiante

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