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Scooter Sharing Milano: come funziona?

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Dove si potrà cicolare?

La portata dello scooter sharing potrebbe inoltre essere estesa anche ai comuni limitrofi al capoluogo lombardo, in modo da creare un effetto domino positivo che si estenda omogeneamente in tutta la “metropoli”. Stando ai rumors, in gioco ci saranno una “flotta” composta da una trentina di scooter elettrici di colore viola, destinati a diventare gradualmente 150 entro la fine del 2015. Per fruire del servizio bisognerà pagare un abbonamento di 20 circa. Fatto ciò sarà necessario individuare lo scooter più vicino con un app dello smartphone e adoperarlo al costo di 26 cents al minuto. I soggetti abilitati all’uso degli scooter dovranno avere almeno 21 anni ed essere muniti di patente. Ancora incerto il novero degli aspiranti “player” chiamati ad erogare il servizio. Tra i papabili spicca la società Motit, che ha già all’attivo un’esperienza di mobilità condivisa a Barcellona. Senza dimenticare altre azienda locali, già attive nell’ambito della produzione di veicoli elettrici. Chiaramente il business in questione farà gola a molti. Soprattutto in una grande città, quale Milano, che ha dato buoni riscontri in tal senso.

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Parole di Giuseppe Sbirziola

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