Il mercato dell’usato è da sempre il terreno degli affari migliori e, purtroppo, anche delle delusioni più amare. Un’auto con pochi chilometri e un prezzo invitante può nascondere un passato ben diverso da quello raccontato nell’annuncio. La buona notizia è che oggi gli strumenti per verificare la storia di una vettura sono più numerosi e accessibili che in passato. Basta sapere dove guardare e, soprattutto, incrociare le informazioni.

Perché il chilometraggio conta così tanto
Il numero sul contachilometri è il primo indicatore dello stato di salute di un’auto. Influisce sul prezzo, sull’usura di componenti come frizione, sospensioni e freni e sulle scadenze di manutenzione più costose, dalla cinghia di distribuzione alla sostituzione degli ammortizzatori. Proprio per questo è anche il dato più esposto alle manipolazioni: abbassare i chilometri, purtroppo, non è un’operazione complicata per chi dispone degli strumenti giusti.
Il primo esercizio è di semplice buon senso: confrontare chilometri e anno di immatricolazione. Molti automobilisti percorrono tra i 10 e i 20 mila chilometri l’anno; un’auto di sei anni con 30 mila chilometri non è impossibile, ma merita qualche domanda in più.
Lo strumento ufficiale: il Portale dell’Automobilista
Il primo controllo da fare è gratuito e istituzionale. Sul Portale dell’Automobilista del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, inserendo tipo di veicolo e targa, la funzione dedicata alle revisioni mostra le date dei controlli effettuati e i chilometri rilevati dall’operatore in quel momento. Il servizio copre le revisioni eseguite dal 1° giugno 2018 in poi.
La regola d’oro è che i chilometri devono crescere in modo coerente nel tempo. Un valore che diminuisce tra una revisione e l’altra, o che aumenta in modo anomalo, è un campanello d’allarme.
Lo strumento ha però due limiti da conoscere. La prima revisione è obbligatoria dopo quattro anni dall’immatricolazione, quindi per le auto più giovani non c’è ancora alcun dato. E le vetture d’importazione, per il periodo trascorso all’estero, non compaiono nello storico italiano.
Il libretto di manutenzione, letto con attenzione
Il secondo livello di verifica è documentale. Un libretto tagliandi affidabile riporta per ogni intervento tre elementi: timbro dell’officina, data e chilometri. Anche qui i valori devono essere progressivi e compatibili con le revisioni registrate online.
Oltre al libretto, chiedete le fatture dei tagliandi e degli interventi più importanti: sono più difficili da contraffare e raccontano molto sul modo in cui l’auto è stata gestita. Sempre più costruttori registrano inoltre la manutenzione in archivi digitali consultabili dalle officine autorizzate: un’ulteriore conferma, quando disponibile.
Utile anche una visura al PRA, che permette di conoscere il numero dei proprietari precedenti e di verificare l’assenza di fermi amministrativi o ipoteche.
Report a pagamento e diagnosi elettronica
Per un’analisi più approfondita esistono servizi a pagamento che, partendo da targa o numero di telaio, raccolgono in un unico report storico dei chilometri, eventuali sinistri, importazioni e segnalazioni di furto. Non sono infallibili, ma aggiungono un tassello prezioso, soprattutto per le auto provenienti dall’estero.
C’è poi un controllo che solo un professionista può fare: la lettura delle centraline. Chi manomette il contachilometri spesso interviene solo sul quadro strumenti, dimenticando che altri moduli elettronici, come quelli di ABS, cambio automatico o filtro antiparticolato, possono conservare traccia dei chilometri reali. Una diagnosi con strumentazione dedicata può far emergere incongruenze.
I segnali di un’auto tenuta bene
Al di là dei numeri, l’auto parla da sola. L’usura di volante, pomello del cambio, pedali e sedile di guida deve essere coerente con i chilometri dichiarati: un volante lucido e un sedile sfondato non appartengono a un’auto da 40 mila chilometri.
Sono buoni indizi pneumatici della stessa marca e con usura uniforme, la presenza di entrambe le chiavi, il manuale d’uso completo, l’assenza di odori di umidità nell’abitacolo e di trafilamenti d’olio nel vano motore. Un avviamento a freddo regolare e un cambio che innesta senza impuntamenti completano il quadro, insieme a una prova su strada di almeno una ventina di minuti.
Comprare da un professionista: le tutele in più
Chi acquista da un concessionario gode di una tutela che il privato non può offrire: la garanzia legale di conformità, che per l’usato non può essere inferiore a dodici mesi. Molti rivenditori aggiungono garanzie convenzionali più estese e controlli tecnici prima della consegna. In ogni caso, è bene che il chilometraggio sia riportato nero su bianco sul contratto di vendita.
Per consultare una selezione di vetture controllate e garantite, con schede dettagliate su chilometri, anno e dotazioni, è possibile visitare autoalpina.it/auto-usate, la sezione dedicata all’usato di Nuova AutoAlpina, e partire da lì con la propria lista di verifiche. Per chi vive ad Alba e nelle Langhe, le sedi del gruppo a Torino e Pinerolo sono raggiungibili in poco più di un’ora: l’occasione per vedere l’auto dal vivo e controllarne lo storico insieme ai consulenti, perché anche la scelta più sicura merita sempre uno sguardo attento.



