Dalle vetture ai ventilatori polmonari, i marchi auto contro il coronavirus

Lamborghini sta producendo mascherine e visiere, Seat realizza respiratori grazie al ‘riutilizzo’ dei motorini dei tergicristalli, scopriamo le case automobilistiche impegnate contro l'epidemia da COVID-19

Dalle vetture ai ventilatori polmonari, i marchi auto contro il coronavirus

Sito media Seat

I marchi auto contro il coronavirus, tutti uniti per sconfiggere il nemico. Servono aiuti per contrastare le infezioni e curare chi è affetto da COVID-19. I ventilatori polmonari sono i macchinari medici di prima necessità per la terapia intensiva. Con i respiratori si salvano vite umane. Le case automobilistiche non hanno fatto attendere il proprio supporto. E nel migliore dei modi. Attivandosi per produrre nelle proprie fabbriche componenti per la realizzazioni dei respiratori. Vediamo come.

Fca produrrà elettrovalvole

Nello stabilimento Fca di Cento (Ferrara), dove si fanno motori ad alte prestazioni per i mercati di tutto il mondo, per Fca parte la produzione di elettrovalvole, cuore pulsante dei ventilatori polmonari, di cui c’è bisogno in Italia e in altri Paesi per far fronte al Coronavirus. Le elettrovalvole provenienti da Cento saranno utilizzate nei laboratori della Siare permettendo una riduzione dei tempi di produzione delle apparecchiature complete all’interno dell’impianto di Valsamoggia di almeno il 30-50%.

PSA punta a 10mila ventilatori polmonari

Il Gruppo PSA, con le altre aziende francesi Air Liquide, Valeo e Schneider Electric, avvia il progetto per produrre 10.000 respiratori polmonari in 50 giorni, tra l’inizio di aprile e metà maggio. Le aziende hanno istituito una task force, composta da circa 30 esperti di acquisto e industrializzazione, con lo scopo di definire un piano d’azione per aumentare la produzione di respiratori Air Liquide Medical Systems, referenziati già da un gran numero di ospedali in Francia e all’estero. Per far fronte a questa sfida industriale, si cercherà anche l’eccezionale contributo di 100 aziende partner in modo da fornire i 300 componenti essenziali, necessari per la fabbricazione di questi sistemi medici. Groupe PSA sta contribuendo direttamente ad aumentare il potenziale di produzione con la creazione di un laboratorio specifico nella sua fabbrica di Poissy, con oltre cinquanta dipendenti volontari.

Ferrari si unisce a Fca e Magneti marelli

La Ferrari produrrà respiratori, insieme a Fca e alla multinazionale di componenti automobilistici Magneti Marelli, per aiutare a contrastare l’emergenza coronavirus. La Siare Engineering International, pur avendo annullate tutte le commesse estere, non riesce a produrre un numero sufficiente di respiratori polmonari. La casa di Maranello ha già dato l’ok per fornire più macchinari possibili o alcuni componenti di esse.

Lamborghini produce mascherine

Lamborghini è scesa in campo per fornire un aiuto concreto nella lotta al coronavirus. Alcuni reparti dello stabilimento produttivo, infatti, sono stati riconvertiti per la produzione di mascherine chirurgiche e visiere protettive mediche in favore del Policlinico S. Orsola-Malpighi di Bologna, impegnato nella lotta alla pandemia di Covid-19. Verranno realizzate 1.000 mascherine al giorno. In contemporanea saranno prodotte visiere protettive mediche in policarbonato con l’uso di stampanti 3D – circa 200 al giorno – all’interno dello stabilimento di produzione compositi e presso il reparto di Ricerca e Sviluppo.

Ford, obiettivo 50 mila ventilatori

Ford ha in programma di produrre, in collaborazione con la GE Healthcare, dei ventilatori polmonari sulla base di un progetto della piccola società biomedicale Airon. L’obiettivo è di realizzarne 50 mila esemplari entro 100 giorni e, in seguito, fino a 30 mila al mese.  La produzione avverrà presso la fabbrica Rawsonville Components di Ypsilanti, in Michigan. La Casa prevede di produrne 1.500 entro la fine del prossimo mese, 12.000 entro la fine di maggio e 50.000 entro il 4 luglio, aiutando così il governo degli Stati Uniti a raggiungere il suo obiettivo di dotarsi di 100.000 ventilatori in 100 giorni.

Seat fa ventilatori con i motorini tergicristallo

foto credit: VOLKSWAGEN GROUP ITALIA

La linea dove viene prodotta la Seat Leon presso lo stabilimento di Martorell sfoggia un’immagine inedita. Oggi non vengono prodotte automobili bensì respiratori assistiti, per collaborare con il sistema sanitario in piena crisi del COVID-19. La chiave è nel tergicristallo. Con gli ingranaggi stampati SEAT, l’albero del cambio e il motorino adattato di un tergicristallo, il progetto ha presso forma. L’obiettivo era quello di realizzare respiratori di altissima qualità e il risultato è OxyGEN. Progettati in collaborazione con Protofy.XYZ, vengono assemblati presso lo stabilimento della casa automobilistica Seat. Test di qualità. In questo momento, un respiratore è sottoposto a un test di lunga durata per superare la fase di omologazione. Nel frattempo, la linea continua a funzionare grazie a molti collaboratori dipendenti che contribuito alacremente al progetto.

Mercedes F1 produce ventilatori polmonari

In questo scenario compare anche Mercedes High Powertrains, ovvero la divisione che sviluppa e fornisce i motori per le auto di Formula 1. In tempi record infatti il reparto ha iniziato a produrre tecnologie mediche che tra l’altro si sono rivelate anche super efficaci per far fronte all’epidemia. Si tratta in particolare di un ventilatore speciale che serve per i pazienti affetti da Coronavirus e che presto verrà usato negli ospedali. Secondo gli esperti si tratta di uno strumento nuovo che serve per una ventilazione non invasiva e per applicare una pressione positiva continua nelle vie aeree in tutte le fasi della respirazione, cercando di evitare l’intubazione.

Skoda fa respiratori in stampa 3D

foto credit: VOLKSWAGEN GROUP ITALIA

Sfruttando le competenze avanzate del centro di sviluppo di Česana, solitamente impegnato nella modellazione e sviluppo di prototipi, la Skoda ha messo a punto un processo di stampa in 3D di respiratori di categoria FFP3, che identifica il più alto livello di protezione. Grazie al filtro sostituibile, questi respiratori possono essere riutilizzati più volte. Dopo lo sviluppo e la successiva certificazione, la produzione di questi dispositivi sta procedendo a pieno ritmo, con una produzione attuale di circa 60 respiratori al giorno. La condivisione del progetto con Università e altre aziende private dotate di stampanti 3D simili, permette di portare la produzione giornaliera a parecchie centinaia. Alcuni esemplari di respiratori in stampa 3D, insieme a oltre 10.000 tute protettive, sono stati inviati dal Governo della Repubblica Ceca all’Italia, come dimostrazione di vicinanza e supporto alla comune lotta al virus COVID-19.

Parole di Riccardo Mantica