Emissioni inquinanti e ciclo RDE: le novità in Europa

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Il Parlamento europeo si è pronunciato. Dal 2017 si introdurranno i test di misurazione delle emissioni inquinanti secondo lo standard RDE, Real Driving Emissions, quelle rilevate in condizioni di marcia reali, ma non è l’applicazione che avrebbero voluto i sostenitori della linea più “pulita” e ritenuta dai costruttori di auto troppo radicale.
C’è, infatti, un compromesso di non poco conto che si è dovuto sottoscrivere. La commissione Ambiente e Trasporti della UE spingeva affinché venisse bocciata la proposta di innalzamento delle soglie di sforamento rispetto ai valori consentiti dallo standard Euro 6, ma la maggioranza qualificata non è stata raggiunta.

Il nuovo quadro vedrà, da settembre 2017 e fino a gennaio 2020, emissioni inquinanti definite dalla legge nel limite di 80 mg/km di NOx emessa (Euro 6, votata nel 2007) ma con un margine di tolleranza pari a ben il 110%, ovvero, saranno ritenuti in regola i motori turbodiesel che emetteranno fino a 168 mg/km di NOx. Le critiche sono state aspre da parte dei rappresentanti dell’organo Trasporto e Ambiente, che vedono la decisione come un regalo ai costruttori e alle pressioni dei paesi membri con industrie automobilistiche sul loro territorio.

Dal gennaio 2020, invece, la soglia di “tolleranza” per le emissioni di NOx scenderà al 50%, pertanto, un diesel con emissioni di NOx pari a 120 mg/km risulterà in regola, ma pur sempre oltre il limite che vorrebbe la normativa Euro 6. Le pressioni sul parlamento europeo sono state marcate nei giorni che hanno preceduto il voto, perché si riteneva che la bocciatura della proposta potesse mettere in crisi gran parte dell’industria automobilistica, “impreparata” nell’affrontare una normativa molto più stringente sulle emissioni di NOx in breve tempo.

Le misurazioni che saranno svolte anche nel ciclo RDE, tuttavia, secondo l’associazione dei costruttori europei d’auto (ACEA), rappresenta di per sé una sfida impegnativa da affrontare e vincere, pur dicendosi lieti che il parlamento europeo ne abbia deliberato l’introduzione dal 2017.

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