Allaguida di Ford Puma, la prova su strada dell'ibrida più venduta d'Italia

Abbiamo testato il nuovo crossover compatto dell'Ovale Blu nell'allestimento ST-Line X. le nostre sensazioni al volante, i consumi realizzati e cosa ci è piaciuto di quest'auto

ford puma

Foto sito media Ford

Era alta l’attesa di guidare la nuova Ford Puma. Un nome altisonante per la generazione X. Ford Puma, negli anni ’90, era una piccola coupé sportiva molto ambita dai giovani di quell’epoca. Quell’apprezzamento che potrebbe cavalcare la sua reincarnazione in una versione totalmente rivisitata. Quello di un crossover compatto. Assetto rialzato, linee sinuose e sportive, lunghezza 4,20 metri. Ovvero quel segmento ambito da tanti big del panorama automotive dove il SUV dell’Ovale Blu se la dovrà vedere con rivali del calibro di Volkswagen T-Roc, Hyundai Kona, Peugeot 2008. E se i primi due mesi del 2020 parlano di una Ford Puma vettura ibrida più venduta in Italia, le premesse per il successo ci sono tutte.

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Cosa piace di Ford Puma

Indubbiamente l’aspetto estetico conta. Diciamo subito quanto ci abbia stupito percepire un’auto che dal vivo sembra più grande rispetto a foto e video. Il passo di 259 cm, guardandola di profilo, si fa notare. Grazie anche alle profonde nervature che la caratterizzano e i montanti posteriori molto inclinati, che le conferiscono maggior ampiezza e la rendono affascinante. Il frontale è grintoso e tutta l’auto mostra un carattere muscoloso senza cadere nel pacchiano.

Un ambiente tecnologico. Ford ha lavorato decisamente bene sulla strumentazione. La plancia è dominata dal cruscotto digitale da 12,3” con una serie di grafiche accattivanti e piacevoli da osservare. Durante la fase di stand by dell’auto, una volta entrati nell’abitacolo, si è accolti da una breve animazione con un fascio di luci sullo schermo. Appare quindi un puma illuminato per qualche secondo, prima di mostrare il quadrante di default in colorazione blu ad indicare lo stato di guida “normale”.

Ed una delle caratteristiche coinvolgenti su questo crossover è l’abbinamento dell’ambientazione grafica alle modalità di guida. Infatti, la tecnologia dei Drive Modes consente al conducente di impostare i parametri di acceleratore, sterzo e controllo della trazione, per modulare le prestazioni ai diversi scenari. Quindi abbiamo ad esempio uno schermo verde per la guida in modalità Eco e rosso nella modalità Sport. Il tutto facilmente selezionabile con un apposito tasto posto all’altezza del cambio. Nel dettaglio le modalità di guida, sono NormalEcoSportSlippery (bassa aderenza) e Trail (sterrato).

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Interni spaziosi e curati nel dettaglio. Oltre ad una posizione di guida alta e una visibilità eccelsa, nuova Ford Puma annovera la presenza di sedili anteriori in forma semi-anatomica (parzialmente in pelle) molto morbidi nella seduta e rifiniti da materiali di percepita eleganza e qualità. Apprezzato anche lo spazio ravvicinato con il SYNC 3. Rispetto a Ford Fiesta ST, ad esempio, si raggiunge più facilmente con la mano il sistema di infotainment che significa maggior velocità di esecuzione dei menù e minor distrazione dalla strada. Sul volante, poi, a disposizione ci sono i tasti più essenziali per il controllo dei comandi vocali e del sistema audio dell’impianto B&O. Da segnalare, inoltre, la presenza del sistema di ricarica wireless per gli smartphone, compatibile con gli standard Apple CarPlay ed Android Auto. I sedili posteriori sono altrettanto comodi ed eleganti sebbene lo schema garantisca una seduta perfetta per sole due persone e possibilmente non più alte di 175 cm.

Come va in strada

Abbiamo guidato nuova Ford Puma per circa 600 km in percorsi urbani ed extra urbani, con una percentuale maggiore su tratto autostradale. Si può dire fin da subito quanto Ford Puma infonda sicurezza e l’auto dia una totale sensazione di controllo di ogni minima sbavatura durante un tragitto. I dispositivi ADAS di ausilio attivo alla guida sfruttano – come per nuova Ford Focus – una tecnologia “new gen” che si avvale di tre radar, due telecamere e dodici sensori ad ultrasuoni. Tutti questi elementi fanno capo al nuovo sistema Ford Co-Pilot. Il cruise control adattativo, invece, va regolato tramite il computer di bordo altrimenti può risultare a volte troppo invasivo. A scelta si può disattivare. Sui sistemi ADAS, una peculiarità di Ford, è quella di concedere libero arbitrio. Presente sulla Puma del nostro test drive anche il sistema di parcheggio automatico e sistema di accesso all’auto e avviamento auto senza chiave.

Cambio manuale a sei rapporti per il nostro modello in colorazione desert island blu. Rispetto ad altri 1.0 Ecoboost 3 cilindri testati di Ford, questo risultava avere una frizione leggermente più dura, mentre il cambio fluido e piuttosto veloce nelle cambiate. Il motore in accelerazione può risultare un po’ rumoroso, ma una caratteristica del 3 cilindri da considerare è sempre il sound tipico di questo propulsore. Motore che trova la sua maggior spinta con la seconda e la terza marcia, dove Ford Puma scarica grinta notevole. Sopratutto in modalità Sport dove il 3 cilindri si “slega” e concede una gratificante coppia e maggior piglio. Piace l’impianto frenante. Pedale morbido, frenata modulata e precisa, non si rischiano strattoni e rallentamenti bruschi. Bene la presenza del segnale di angolo cieco sui retrovisori e illuminazione top con fari abbaglianti automatici. Presente anche il tasto per attivare il controllo del mantenimento della carreggiata in testa al devio frecce. Nell’allestimento ST Line-X i sedili e volante sono riscaldabili, clima presente, ma non b-zona, vetri posteriori oscurati e tettuccio panoramico con doppia tendina (anteriore e posteriore), con l’anteriore a scomparsa tramite comando elettrico. Ampio e funzionale il bagagliaio (401 litri per le versioni ibride), con il grande pozzetto, il famoso Megabox di 80 litri, sotto il piano di carico. Una novità assoluta firmata Ford Puma.

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Quanto consuma la nuova Puma

Per parlare dei consumi è giusto fare una premessa. La propulsione Mild-Hybrid è una soluzione sì economicamente vantaggiosa, ma prettamente in città o su strade collinari. Durante le fasi passive, lo starter/generator consente di recuperare l’energia e di ricaricare la batteria, garantendo il corretto funzionamento di tutti i componenti elettrici della vettura. E su Ford Puma il computer di bordo fornisce dati ben precisi. Sia sulla qualità di guida, restituendo dei valori percentuali su parametri valutati dal sistema elettronico (ad esempio cambi di marcia adeguati, velocità, accelerazione, sistema eco) sia su quanto il sistema ibrido sia stato “efficiente”. Evidente quanto più frequenti siano le situazione di guida passive e migliore sia il rendimento del motore elettrico, alimentato da una batteria agli ioni di litio a 48V. Per cui il vero vantaggio lo si ha quando il maggior numero di frenate interviene a vantaggio del sistema elettrico. Il dato sui consumi medio rilevato dal computer di bordo alla fine della nostra prova era di 7,9 litri ogni 100 Km/h. Il che significa 12,65 km con un litro di carburante, lontano dai 17,9 dichiarati dalla casa. Guidare in modalità Sport piuttosto che Eco, sfruttando poco il sistema ibrido su tratti autostradali, sono fattori determinanti per le potenzialità di questo ibrido leggero.

Quanto costa Ford Puma ST-Line

Nuova Ford Puma ST-Line X S&S Ecoboost Hybrid costa di listino 26.250 euro. Attualmente è in promozione a 21.250 euro se acquistata tramite finanziamento Ford Credit. Si può acquistare con la formula di finanziamento idea Ford con 36 rate da 320 euro iva inclusa e zero anticipo. Al termine si può scegliere cosa fare. Cambiarla con una nuova, tenere l’auto saldando il valore futuro garantito o restituirla l’auto (nel rispetto delle condizioni contrattuali). Bisogna fare quindi un attenta valutazione sull’acquisto di una versione benzina a solo motore termico, attualmente in promozione con una rata di 278 euro. Per chi non auspica grosse esigenze di utilizzo urbano, la scelta potrebbe essere maggiormente strategica.

Parole di Riccardo Mantica

Nell’editoria online dal 2001 quando scrivere per il web era una chimera. Pubblicista dal 2005, blogger per caso nel 2010, ha vissuto l’avvento del web 2.0 e dei social network condividendone gioie e dolori. Le passioni coltivate negli anni per sport, motori e tecnologia sfociano oggi anche nel panorama della mobilità sostenibile. Il motto preferito? Guardare sempre avanti senza dimenticare il passato. Stay tuned!

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