Formula Uno, tutte le curiosità | Le monoposto funzionano così

La F1 è la categoria motoristica più amata, ma solo pochi sono a conoscenza di come realmente funzioni una monoposto.

Il motorsport è sempre più seguito in tutto il mondo e il pregio di queste gare è il fatto che permette di mettere i migliori piloti l’uno contro l’altro nelle migliori condizioni possibili. Sono tantissime le categorie, ma non vi è dubbio alcuno sul fatto che la F1 sia quella che genera i maggiori introiti a livello mondiale.

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F1, come funziona la monoposto (Ansa – allaguida.it)

La classe regina delle quattro ruote si fa apprezzare per la capacità di unire un picco di velocità sensazionale a una tecnica straordinaria nel poter completare curve davvero molto complicate. I circuiti della F1 sono molto diversi da quelli che invece pullulano negli Stati Uniti, dove Nascar e Indy Car puntano invece molto di più sulla sola velocità.

Per questo motivo le monoposto non possono avere solo una grande componente aerodinamica e un motore in grado di sprigionare maggiore potenza. Lo si vedeva a inizio anni ’80 con i turbo nelle Renault, vetture velocissime ma che erano estremamente instabili e poco affidabili, imprendibili in qualifica e spesso deludenti in gara.

Lo stesso si può dire con la Ferrari del 2019, una monoposto che regalò anche alcune vittorie con Leclerc e Vettel, ma non fu mai competitiva per il titolo mondiale proprio per un assetto adatto solo alle massime velocità. Sono dunque tantissimi gli aspetti che compongono una monoposto e guidarla non è per nulla semplice.

Accelerazione, frenata e non solo: ecco come si usa una monoposto di F1

Sono cambiati moltissimo le automobili da F1 rispetto a quelle di un tempo e non è più possibile riproporre immagini come quelle di Ayrton Senna che vinse il GP di casa in Brasile con delle vesciche alle mani causa problemi al cambio. Oggi per cambiare marcia basta semplicemente toccare con il dito dei pulsanti che si trovano sul volante per aumentare o decrescere.

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F1, come funzionano le monoposto (Ansa – allaguida.it)

Ciò che non cambia invece sono acceleratore e freno che rimangono sempre a pedali, ma per poter resistere allo sforzo fisico dei piloti devono essere costruiti con grande attenzione. L’acceleratore presenta nella sua estremità un cavo con sensore e questo prende il nome di “throttle by wire” che permette di controllare la coppia che viene erogata dal motore.

L’acceleratore è prodotto nella maggior parte dei casi in acciaio, mentre per il freno invece si punta sulla fibra di carbonio e dovrà essere quest’ultimo a risultare molto più rigido per i piloti. Tra le varie novità degli ultimi anni in F1 inoltre si può notare la presenza dell’Halo, ovvero un sistema di protezione che limita la visibilità dei piloti, ma che protegge i piloti da possibili impatti dall’alto, come nel caso dell’incidente di Monza 2021 tra Verstappen ed Hamilton.

Anche il DRS è un sistema innovativo, con l’acronimo che sta per Drag Reduction System, ovvero si tratta di un sistema dove, non appena il pilota tocca un pulsante, permette di aprire un’ala mobile che riduce la resistenza aerodinamica. Infine il motore di queste monoposto è un 6 cilindri da 1600 di cilindrata che può erogare tra i 725 e i 745 cavalli.

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