Gomme invernali: quando scatta l'obbligo, chi deve montarle e le sanzioni

Con i primi freddi scatta l'obbligo di dotare le automobili delle gomme invernali: ecco cosa sono, come funzionano, quando montarle e le eventuali sanzioni per chi non rispetta l'obbligo

Gomme invernali: quando scatta l’obbligo, chi deve montarle e le sanzioni

Foto Shuttertsock | di Galina_Lya

Dal 15 novembre, e fino al prossimo 15 aprile, su strade e autostrade scatta l’obbligo per tutti gli automobilisti di dotarsi delle gomme invernali o in alternativa di circolare con le catene da neve a bordo della propria vettura.

Come riconoscere le gomme invernali

A stabilirlo è la direttiva del ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti del 16 gennaio 2013 che prevede come l’ente proprietario o gestore della strada possa prescrivere che i veicoli “abbiano a bordo mezzi antisdrucciolevoli o pneumatici invernali idonei alla marcia su neve e ghiaccio”. La direttiva che prevede l’utilizzo delle gomme invernali si applica fuori da centri abitati per il periodo compreso tra il 15 novembre e il 15 aprile con un mese di anticipo – e uno di proroga – per tutte quelle vetture che montino gomme con un codice di velocità inferiore a quello previsto sulla carta di circolazione fino a Q, vale a dire 160 km/h. La legge, in questo caso, è molto chiara: sono considerati a norma di legge tutti quegli pneumatici che riportano la dicitura “M+S” sul fianco della gomma con il disegno di una montagna a tre punte e un fiocco di neve all’interno. Questo simbolo, infatti, serve a identificare il superamento di determinati test volti a garantire performance sufficienti a garantire la sicurezza su neve e ghiaccio.

Le caratteristiche degli pneumatici invernali

Le gomme invernali con pittogramma alpino, infatti, presentano una diversa forma dei tasselli del battistrada che, riempendosi di neve, assicurano la giusta trazione anche in condizioni difficili mentre ad assicurare un buon grip sulla strada anche alle basse temperature ci pensa una maggiore quantità di silicio presente nelle gomme. Secondo quanto stabilito dalla legge, inoltre, se i pneumatici hanno la marcatura “M+S” è consentita la circolazione durante la stagione invernale e in presenza di ordinanze mentre se si vogliono utilizzare in tutte le stagioni è necessario che essi abbiano un codice di velocità uguale o superiore a quello indicato sulla carta di circolazione preferibilmente abbinati al pittogramma alpino.

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L’obbligo di circolare con gomme da neve su strade e autostrade fuori dai centri urbani, dove l’ordinanza lo prevede, deriva dal fatto che, in inverno, le condizioni climatiche sono più difficili con pioggia, neve e ghiaccio a rappresentare pericoli da non sottovalutare per gli automobilisti al volante; gli pneumatici invernali, infatti, offrono prestazioni superiori rispetto a quelli estivi non solo di fronte a ghiaccio o neve, ma anche in condizioni di pioggia e con temperature inferiori ai 7° C, riducendo lo spazio di frenata dal 15% al 50%. Importante, infine, ricordare che la scelta di montare le gomme invernali deve riguardare tutte e 4 le ruote del veicolo e non soltanto le due sull’asse di trazione per assicurare al veicolo di avere stabilità in frenata e comportamenti omogenei oltre, ovviamente, all’omologazione, indicata sul fianco dal marchio “E” seguito dal numero seriale che indica il paese che l’ha rilasciata.

Le sanzioni previste per chi non utilizza le gomme invernali

Nel periodo che va dal 15 novembre al 15 aprile sono obbligati a montare le gomme invernali automobili, autocarri, autobus, camper e trattori che viaggiano sulle strade interessate dalle ordinanze. Esistono però delle categorie esentate da questo obbligo: si tratta, in questo di caso, di tutti quei veicoli che sono equipaggiato con pneumatici “4 stagioni”, contrassegnati dalla sigla M+S, oppure i mezzi non motorizzati. Chi trasgredisce alle regole è sottoposto a sanzione da parte delle Forze dell’Ordine: la multa prevista, infatti, va da un minimo di 41 euro fino a un massimo di 168 se l’infrazione viene commessa in un centro abitato mentre si parte da un minimo di 84 euro, per arrivare a un massimo di 335 euro, se la violazione viene riscontrata fuori dai centri abitati quindi su autostrade o strade extraurbane. A questo, poi, si può aggiungere anche la decurtazione di 3 punti patente qualora il conducente, una volta fermato non equipaggia la propria autovettura dei dispositivi antisdrucciolevoli previsti dalla legge con il rischio di vedersi aggiungere al conto altri 39 euro per guida pericolosa e 5 punti in meno sulla patente.

Parole di Matteo Vana

Laureato in Editoria e Giornalismo, ha iniziato a muovere i primi passi con calcio e motori, due passioni delle quali ha fatto un lavoro. Pubblicista dal 2014, ama lo sport, i viaggi e i fumetti