Alla guida di Hyundai Bayon, la prova su strada dell'inedito B-SUV compatto

Un viaggio di quasi 2.000 Km tra autostrade e tratti collinari più impegnativi, le nostre sensazioni con l'urban SUV coreano

nuova Hyundai Bayon prova su strada

Una delle grosse novità della prima metà del 2021 nel panorama degli Sport Utility compatti è senza ombra di dubbio Hyundai Bayon. Il SUV/crossover del segmento B, progettato sulla base della i20, con i suoi 418 cm si pone a tutti gli effetti all’interno di un segmento particolarmente gettonato dal pubblico nel corso degli ultimi anni. Quello degli urban SUV.

L’avevamo già incontrata con uno “speed dating” all’inizio dell’estate e abbiamo avuto di averla con noi durante tutto il mese di agosto, in una trasferta impegnativa lungo le strade del centro-nord della Sardegna, le quali ci hanno permesso di avere una visione più “intima” di Hyundai Bayon. Sotto il cofano il valido 1.0 a tre cilindri turbo da 100 CV con tecnologia mild-hybrid 48V che ha prestazioni adeguate e beve poco.

Allestimento X-Class, la più ricca versione che include anche climatizzatore automatico, cerchi in lega da 17’’, fari anteriori e posteriori Full LED, presa USB posteriore e specchietto retrovisore elettrocromico, a cui si aggiungono ulteriori sistemi di sicurezza quali il Blind Spot Collision Warning e il Rear Cross Traffic Collision Warning (rispettivamente Blind Spot Collision Avoidance e Rear Cross Traffic Collision Avoidance se in abbinamento al cambio DCT.

Hyundai Bayon, la prova su strada

Hyundai Bayon racconto di viaggio

Valige alla mano carichiamo quel poco che serve per una persona. Un trolley piccolo occupa poco spazio. Uno grande occupa quasi tutto il bagagliaio, il quale purtroppo paga dazio della presenza della batteria 48 V del sistema mild hybrid, e di fatto “ruba” circa 90 litri di spazio.

I 321 litri che restano sono perfetti per il carico di viaggio di due persone, ma chiaramente si possono reclinare i sedili posteriori e creare un bel piano di carico lineare da 1115 litri (dato fornito dalla Casa). Perfetti a quel punto per una trasferta vacanziera.

bagagliaio Hyundai Bayon

Prima tratta Milano-Piombino, percorso totalmente autostradale con finale extraurbano. Sistema Blue-Link presente attivato, impostazione della navigazione impeccabile, display touchscreen da 10,25” a corredo super stiloso, impianto BOSE Sound System a 8 canali con subwoofer (previsto con l’X Class) graditissimo a bordo e si parte.

Parliamo quindi di 384 Km con tratto stradale della CISA (Autostrada A15) ricca di curve e gallerie. E qui in particolare abbiamo rilevato il massimo del beneficio da questo propulsore registrando con marcia morigerata (media di 110 Km/h) un consumo di 18,4 km/litro, grazie anche al particolare cambio IMT, Intelligent Manual Transmission.

Quest’ultimo ha una frizione gestita elettricamente che può disinnestarsi automaticamente quando si toglie il piede dall’acceleratore. E come se si mettesse il cambio in folle, e si procede “veleggiando”.

Ma ci ha dato gioia anche spingere un po’ sulle impegnative curve tra pendenze collinari dell’A15, particolarmente temuta ma anche spesso buon banco di prova per verificare la tenuta di strada di un’auto. E Hyundai Bayon ci ha davvero stupito.

Pur risultando a volte “leggerina” su avvallamenti stradali e in particolare sui dossi (in città), in entrata su lunghi tornanti garantiva una precisione e un’agilità estrema. Zero rollii, sterzo diretto, pronto ed incisivo.

consumi Bayon percorso misto

Qui i consumi si sono però attestati sui 14,2 Km/litro, considerato che i cambi di marcia erano più frequenti e abbiamo dato particolare brio alla nostra guida.

Sulle strade collinari della Sardegna abbiamo invece riscontrato qualche difficoltà con il 1.0 T-GDi 48V, soprattutto nei lunghi tratti stradali in salita dove spesso questo 3 cilindri faticava a prendere coppia e spesso bisognava scalare marcia per avere più spinta.

Hyundai Bayon panoramica

Qui paga un po’ la modalità Sport (sono tre Eco, Normal e Sport) dove ci si attenderebbe maggiore coppia anche su rapporti più alti come terza e quarta marcia. Diciamo maggiore verve non guasterebbe sebbene parliamoci chiaro, Hyundai Bayon è chiaramente destinata alla città e non a percorsi “off-road”.

In generale la guida della Hyundai Bayon è agile e piacevole ed è un’auto che infonde sicurezza. Inoltre gli interni giovano di un ambiente armonioso, ospitale, spazioso e le sono poltrone soffici e ben sagomate, con un design apprezzatissimo e una seduta lunga 52 cm. Tanti per un’auto di questa categoria. 

Hyundai-Bayon-2022-panorama-interni

Con questo urban SUV abbiamo percorso circa 2.000 Km e la sensazione dopo il nostro lungo test drive è che possa competere per prezzo/qualità in un segmento davvero competitivo ma in forte crescita.

L’offerta Hyundai per l’urban SUV e lo spot di lancio

E Hyundai lancia la campagna dedicata a nuova BAYON, “Cambia Prospettiva” proprio mentre lo stiamo raccontando, presentando sul mercato italiano il nuovo inedito e urban SUV di segmento B, che si aggiunge alla gamma elettrificata Hyundai e rappresenta la porta d’ingresso alla gamma SUV del brand coreano.

Ordinabile negli showroom Hyundai di tutta Italia, nuova BAYON nella ricca versione di lancio XLine è proposta con un anticipo di 4.100 euro e quote da 139 euro al mese per 36 mesi, polizza furto e incendio inclusa.

Aderendo alla soluzione di finanziamento Hyundai i-Plus (TAN 2,95% – TAEG 4,73%), nuova BAYON è proposta a un prezzo di 15.300 euro per un vantaggio cliente di 4.100 euro comprensivo di Ecobonus statale (in caso di rottamazione di un veicolo con almeno 10 anni). Dopo 3 anni i clienti sono liberi di scegliere se tenere l’auto, sostituirla con un nuovo modello Hyundai, o restituirla.

Parole di Riccardo Mantica

Nell’editoria online dal 2001 quando scrivere per il web era una chimera. Pubblicista dal 2005, blogger per caso nel 2010, ha vissuto l’avvento del web 2.0 e dei social network condividendone gioie e dolori. Le passioni coltivate negli anni per sport, motori e tecnologia sfociano oggi anche nel panorama della mobilità sostenibile. Il motto preferito? Guardare sempre avanti senza dimenticare il passato. Stay tuned!