Omicidio stradale, lo smartphone alla guida sarà considerato aggravante

Il ministro della Giustizia ha convocato un tavolo di maggioranza per chiedere un via libera tempestivo a un disegno di legge per inasprire le pene dell'omicidio stradale

Un uomo al cellulare mentre guida

Foto Shutterstock | di bbernard

Il governo  punta a una rivisitazione delle pene per il reato di omicidio stradale che già poco tempo fa aveva incassato l’ok da parte della Corte Costituzionale sulle questioni di legittimità, presentate da diversi Tribunali italiani, con riferimento alla revoca della patente di guida a seguito dei reati di omicidio stradale e lesioni personali stradali.

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La proposta sull’uso del cellulare alla guida

Adesso una proposta punta a inasprire le pene sull’uso dello smartphone durante la guida. L’utilizzo scorretto del cellulare mentre si è al volante sarà considerato un’aggravante. Come guidare ubriachi. Chi uccide o ferisce gravemente o uccide distratto dal cellulare, subirà il processo per reato di omicidio e lesioni stradali. A voler mettere nero su bianco è il ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede, il quale ha convocato un vertice di maggioranza in via Arenula per rendere più efficaci le norme di contrasto alla pirateria stradale.

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Se il disegno legge sullo smartphone legato all’omicidio stradale diverrà realtà, allora ci si baserà su pene minimali nel più frequente caso di lesioni colpose gravi (da un anno e 6 mesi a 3 anni) o gravissime (da 2 a 4 anni). Come quelle causate da tasso alcolemico di 0,8 g/litro o da manovre pericolose. Eccesso di velocità, guida contromano. Ma anche transitare col semaforo rosso. In sostanza la guida con smartphone in mano sarà equiparata alla guida sotto effetto dell’alcol

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Nel DDL si prevede anche l’arresto obbligatorio (e non più facoltativo) del conducente che in caso di omicidio stradale o lesioni aggravate si dà alla fuga, omettendo il soccorso. Oppure, anche in caso di collaborazione, se chi ha causato l’incidente costato la vita a qualcuno è un soggetto con precedenti penali.

Parole di Riccardo Mantica

Nell’editoria online dal 2001 quando scrivere per il web era una chimera. Pubblicista dal 2005, blogger per caso nel 2010, ha vissuto l’avvento del web 2.0 e dei social network condividendone gioie e dolori. Le passioni coltivate negli anni per sport, motori e tecnologia sfociano oggi anche nel panorama della mobilità sostenibile. Il motto preferito? Guardare sempre avanti senza dimenticare il passato. Stay tuned!

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