Senza frecce e con il cellulare in mano, ecco come guidano gli italiani

Una ricerca ha rivelato i "vizi" degli automobilisti italiani alla guida: ecco quali sono i comportamenti errati più diffusi

Un uomo al cellulare in auto

Un uomo al cellulare in auto - Foto credits Shutterstock di NDAB Creativity

Gli automobilisti italiani sono indisciplinati, mettono a rischio la sicurezza altrui e, in caso di incidente, danno quasi sempre la colpa al comportamento altrui e mai a se stessi: è questa la fotografia che viene scattata dalla ricerca, commissionata da Anas, sugli stili di vita degli utenti e presentata durante il convegno “Sicurezza stradale: obiettivo zero vittime”.

Troppo spesso, infatti, le regole del Codice della Strada non vengono rispettate dagli automobilisti. Tra le infrazioni più commesse c’è il mancato o l’errato utilizzo degli indicatori direzionali tanto che il 54,1% degli automobilisti non utilizza le frecce in fase di sorpasso, il 35,4% non segnala l’ingresso in strada da rampa di accesso e il 19,5% l’uscita.

I “vizi” degli italiani alla guida

C’è poi un 10,3% che usa il cellulare alla guida non riuscendo a fare a meno del proprio dispositivo neanche con il volante in mano mentre l’11,4% non indossa la cintura di sicurezza (per i passeggeri sul sedile posteriore, il dato raggiunge il 75,7%). Su oltre 357mila veicoli monitorati da Anas, invece, il 9,6% supera i limiti di velocità, il 77,7% non rispetta la distanza minima di sicurezza.

Altra violazione al Codice della Strada è quella relativa ai dispositivi di ritenuta per bambini: il 41,7% non li utilizza sul lato anteriore dell’auto (percentuale che sale al 48,4% nel sedile posteriore). Comportamenti che non aiutano di certo a raggiungere l’obiettivo zero vittime e che, anzi, portano quasi sempre all’incidente tanto che il 93% dei sinistri deriva dal comportamento errato del guidatore.

Parole di Matteo Vana

Laureato in Editoria e Giornalismo, ha iniziato a muovere i primi passi con calcio e motori, due passioni delle quali ha fatto un lavoro. Pubblicista dal 2014, ama lo sport, i viaggi e i fumetti