Strade più pericolose d'Italia, quali sono e dove si trovano

Strade extraurbane e autostrade: dove si rischia di più? Ecco quali sono i tratti più pericolosi per due e quattro ruote, i giorni e i mesi critici in cui guidare

strade più pericolose d'italia

Foto Shutterstock | di Nejron Photo

Vi siete mai chiesti quali siano le strade più pericolose d’Italia? Ogni anno nel Belpaese si registrano in media più di 170.000 incidenti stradali. Stando all’ultima rilevazione Istat, relativa all’anno 2018, le vittime sono state 3.334. Gli utenti della strada più colpiti sono inevitabilmente gli automobilisti (1.423 decessi), seguiti dai motociclisti (687) e dai pedoni (612), con questa categoria in aumento al pari dei ciclomotoristi (108 con +17,4% rispetto all’anno precedente). Quali sono però i tratti di strada sui quali si rischia di più?

Strade più pericolose d’Italia: dove si verificano gli incidenti

Dove si verificano gli incidenti stradali in Italia? Secondo quanto elaborato da Aci-Istat, 76 sinistri ogni 100 sono avvenuti in centri abitati. Dei restanti 24, solo 6 si sono verificati in autostrada e 18 su strade extraurbane. Nel primo caso il numero è rimasto stabile, ma a causa del disastro del Ponte Morandi è cresciuto il numero delle vittime. Crescono gli incidenti ma restano stabili i decessi sulle extraurbane (rispettivamente + 4% e -0,7%), mentre sono in contrazione sia i sinistri che le vittime nei centri abitati (-2,7% e -4,2%).  

Giorni e orari critici

Il giorno in cui risulta più pericoloso mettersi alla guida è il venerdì. Prima dell’inizio del weekend si concentra il 15,4% degli incidenti, mentre la fascia oraria peggiore è quella che va dalle 18 alle 20. I mesi estivi si confermano invece quelli con la maggiore incidentalità. A giugno si tocca la quota del 9,9%, a luglio addirittura del 10,4% del totale annuo.

Gli utenti deboli

Per quanto riguarda le strade extraurbane, gli utenti vulnerabili per antonomasia sono ciclisti, motociclisti e pedoni. Queste tre categorie, da sole, fanno registrare quasi una vittima (31%) ogni tre. Nello specifico nel 20,6% dei casi è deceduto un motociclista (277), nel 10,2% un pedone (137) e nel 3% un ciclista (39). Se la statistica viene presa in considerazione rispetto al totale dei morti per modalità di trasporto, i pedoni salgono al 22,4%, i ciclisti al 17,8% e i dueruotisti (a motore) al 34,8%. Da soli i veicoli a due ruote, con motore o senza, sono coinvolti nel 22% dei sinistri e il loro indice di mortalità è decisamente più elevato rispetto a quello dei mezzi a quattro ruote: 3,6 morti ogni 100 incidenti rispetto all’1,3 delle auto.

Strade più pericolose d’Italia: le autostrade in cui si verificano più incidenti

Per quanto riguarda la classifica delle strade più pericolose in Italia, viene preso in considerazione il numero di incidenti per chilometro. Sulla rete autostradale la media nazionale è di 1,3 incidenti/km. A far registrare la maggiore densità di sinistri, a causa degli elevati flussi di traffico, sono le autostrade urbane. Questo il podio:

  • Penetrazione urbana della A24, con 12,9 incidenti al chilometro
  • Raccordo di Reggio Calabria, con 12,5 incidenti al chilometro
  • Tangenziale Nord di Milano (tratto in provincia di Monza), con 10,3 incidenti/km

Le strade extraurbane più pericolose

Nelle strade extraurbane la media nazionale è invece di 0,6 incidenti ogni chilometro. Una media che cresce esponenzialmente nella top 3:

  • Statale 36 del Lago di Como e dello Spluga (tratto provincia di Monza e della Brianza): 9,8 incidenti/km
  • SS131 dir-Carlo Felice (provincia di Cagliari): 8,6 incidenti/km
  • Statale 36 del Lago di Como e dello spluga (provincia di Milano): 7,6 incidenti/km

Le strade più pericolose d’Italia per le moto

Per quanto riguarda le strade pericolose Italia per le due ruote, c’è una maggiore “democrazia”. I centauri devono infatti tenere le antenne dritte da Nord a Sud, se è vero che questa classifica non risparmia nessuna porzione dello Stivale, isole comprese. La classifica delle strade più pericolose d’Italia per le moto si compone infatti così:

  • SS 001 Aurelia in Liguria
  • Grande Raccordo Anulare di Roma
  • SS 145 Sorrentina in provincia di Napoli
  • SS 249 Gardesana Orientale in provincia di Verona
  • SS 114 orientale Sicula in provincia di Messina

Strade più pericolose d’Italia: chi migliora?

Cattive notizie, ma non solo. Tra le strade più pericolose d’Italia ce n’è anche qualcuna che sta migliorando i propri livelli di sicurezza. Una sorta di luce in fondo al tunnel che si traduce nella diminuzione degli incidenti soprattutto in questi segmenti:

  • SS 7 quater Domiziana
  • SS 69 di Val d’Arno
  • SS 325 di Val di Setta e Val di Bisenzio
  • SS 222 Chiantigiana
  • SS 229 del Lago d’Orta
  • SS 513 di Val D’Enza
  • Raccordo Tangenziale Nord Città di Bologna (Casalecchio-Aeroporto-San Lazzaro)

Strade più pericolose d’Italia: dove si registrano più vittime

Finora abbiamo classificato le strade più pericolose d’Italia in relazione al numero di incidenti per chilometro. Soffermandosi invece soltanto al numero di vittime nell’anno 2018, il ranking si compone così:

  • A 01 Milano-Roma-Napoli: 51 decessi su 44 incidenti mortali
  • A 10 Genova-Ventimiglia (Autostrada dei Fiori): 47 morti/5 incidenti mortali
  • SS 016 – Adriatica: 42 decessi/31 incidenti
  • A 04 Torino-Trieste: 37 decessi/34 incidenti mortali
  • SS 001 – via Aurelia: 30 morti/25 incidenti
  • A 14 Bologna-Taranto (Autostrada Adriatica): 22 morti/20 incidenti
  • SS 106 Jonica: 20 morti/19 incidenti
  • SS 007-via Appia: 19 morti/18 incidenti
  • A 21 Torino-Piacenza-Brescia (Autostrada dei Vini): 19 morti/13 incidenti
  • SS 010 Padana Inferiore: 18 morti/17 incidenti

Distrazione alla guida, mancato rispetto della precedenza ed eccesso di velocità sono le cause principali di incidenti stradali. Prima di mettersi al volante, soprattutto con le vacanze estive alle porte, è allora fondamentale seguire poche semplici regole per limitare i rischi.

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Parole di Marco Ferri

Nasce come giornalista e vive di content marketing. Pubblicista dal 2010, già caporedattore allo sport per quotidiani regionali e direttore di testate online. Fatica sulle due ruote senza motore, si diverte come un bambino su quattro.