Come trasportare la bici in auto, consigli per scegliere il portabici perfetto

Panoramica completa dei portabiciclette per veicoli, per trasportare la bici in auto in sicurezza e secondo le regole. Tutte le informazioni sulle varie tipologie di portabici: a gancio, da tetto, posteriore.

Le regole per trasportare bici in auto

Foto Shutterstock | di Soloviova Liudmyla

Gli italiani, grazie agli incentivi per la mobilità sostenibile, hanno riscoperto l’amore per le due ruote, elettriche e non. Ora che in molti hanno acquistato una bici grazie ai bonus, però, la domanda che la maggior parte si pongono è: come trasportare la bici in auto? La bicicletta, infatti, non è utile solo per spostarsi nel traffico cittadino, ma può essere una valida compagna anche in vacanza o durante un weekend fuori porta. Ecco alcuni consigli o trucchi per il trasporto della propria bici in auto.

Il modo più rapido per trasportare la bici in auto è quello di caricarla all’interno del veicolo in modo da evitare l’esposizione alle intemperie. Se la vettura in questione è un SUV o un’auto familiare nessun problema: in questo caso, infatti, lo spazio spesso è sufficiente e basta smontare le ruote – operazione piuttosto semplice grazie alla leva di gancio – e i pedali e adagiare il corpo della bici sul pianale posteriore, magari stendendo un velo cerato sul pianale.

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I portabiciclette per veicoli

Se, invece, la vettura con la quale si decide di affrontare un viaggio è di dimensioni più contenute trasportare la bici in auto può diventare un’azione complicata. In questo caso, però, esistono i portabiciclette per veicoli che possono essere applicati sul tetto, sul portellone posteriore o a traino.

Vantaggi e svantaggi dei diversi modelli di portabici

Esistono tre diversi modelli di portabici per auto – da tetto, posteriore o gancio traino – ma ogni specifico modello ha delle caratteristiche che lo rendono adatto o meno al tipo di veicolo posseduto. Se, ad esempio, la macchina sulla quale dobbiamo caricare la bicicletta è un SUV o una fuoristrada, magari di quelle con la ruota sul portellone posteriore, i meno indicati sono quello posteriore e gancio traino. La scelta giusta, infatti, sarà quella che fa propendere verso il portabici da tetto che però rende più instabile la macchina, soprattutto alle alte velocità. Per chi, invece, vuole caricare biciclette per tutta la famiglia il dispositivo giusto è quello gancio traino che, nella maggior parte dei casi, può ospitare fino a 4 mezzi. Il portabici posteriore, invece, è particolarmente indicato a chi cerca praticità, ma limita la visuale posteriore rendendo difficoltose le manovre.

Il portabiciclette da tetto

Foto Shutterstock | di Evgeny Bakharev

Il portabiciclette da tetto è il più semplice e anche il più economico. Esso consiste, infatti, in uno o più binari che si agganciano alle barre portatutto del tetto. Il suo vantaggio principale è che, una volta montato all’inizio del viaggio, bisogna solo appoggiarci la bici sopra – in alcuni casi con le ruote, in altri senza – e fissarla affinché non cada. Oltre a questo lascia la possibilità di aprire il bagagliaio senza impedimenti. Tra le note negative, invece, c’è quella di dover prestare attenzione a sottopassi o ponti in quanto, con le biciclette sopra, l’altezza del veicolo aumenta così come un aumento del consumo di carburante perché l’attrito aumenta così come le turbolenze, soprattutto in caso di vento forte.

Il portabiciclette per il gancio traino

Foto Shuttertsock | di Juanan Barros Moreno

Un’altra soluzione per il trasporto delle bici in auto è quello di affidarsi al gancio traino, un dispositivo che – sfruttando proprio il gancio traino dell’auto- , consente di trasportare fino a quattro biciclette contemporaneamente. La facilità di utilizzo, con le bici ad altezza uomo, così come la stabilità sono tra i suoi punti di forza e può vantare anche luci posteriori mentre potrebbe essere utile una targa ripetitrice se quella del veicolo venisse coperta. Di contro, però, c’è il costo che può essere anche molto elevato.

Il portabiciclette per il portellone posteriore

Foto Shutterstock | di Flashon Studio

Tra le soluzioni per il trasporto delle biciclette in auto, poi, c’è anche quella relativa al portabici per il portellone posteriore che, probabilmente, è anche la più diffusa in quanto coniuga costi contenuti e facilità sia per quanto riguarda l’installazione sia per il suo utilizzo. Tra i suoi vantaggi, inoltre, c’è anche quello di essere più stabile rispetto alla versione da tetto, ma una volta montato impedisce l’apertura del portellone posteriore e, all’arrivo, bisogna prima di tutto sganciarlo per poter prendere tutto ciò che è contenuto nel bagagliaio.

Le regole da seguire per trasportare bici in auto

Prima di trasportare bici in auto, però, è bene conoscere anche ciò che il Codice della Strada impone in questi casi. L’articolo di riferimento è il numero 164 che specifica come “il carico dei veicoli deve essere sistemato in modo da evitare la caduta o la dispersione dello stesso; da non diminuire la visibilità al conducente né impedirgli la libertà dei movimenti nella guida; non compromettere la stabilità del veicolo; da non mascherare dispositivi di illuminazione e di segnalazione visiva né le targhe di riconoscimento e i segnali fatti col braccio”. Inoltre il carico non deve superare i limiti di sagoma stabiliti dall’articolo 61 e non può sporgere longitudinalmente dalla parte anteriore del veicolo mentre può sporgere longitudinalmente dalla parte posteriore fino a 3/10 della lunghezza del veicolo stesso.

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Possono poi essere trasportate cose che sporgono lateralmente fuori dalla sagoma del veicolo purché la sporgenza non superi i 30 cm dalle luci di posizione anteriori e posteriori e, qualora il carico dovesse sporgere oltre la sagoma del veicolo, dovranno essere adottate tutte le cautele per evitare pericolo agli altri utenti della strada segnalando la sporgenza mediante pannelli quadrangolari rivestiti in materiale retroriflettente. In caso di violazione si andrà incontro a una multa da un minimo di 85 euro fino a un massimo di 338 euro, ai quali si aggiungono anche la decurtazione di 3 punti sulla patente e l’impossibilità a proseguire il viaggio qualora il carico non possa essere sistemato.

Parole di Matteo Vana