nanoFlow cell New Quant F

Nanoflow New Quant F 2015: una fuel cell senza idrogeno e prestazioni record [FOTO]

nanoFlow cell New Quant F

La Nanoflow New Quant F ha qualcosa di decisamente originale per segnalarsi all’attenzione degli appassionati della tecnica. E’ un concept, teoricamente pronto per l’omologazione, con accorgimenti da apportare agli interni, e capace di un’autonomia di 800 km. Com’è possibile? Grazie alla diversa strada intrapresa in materia di fuel cell. La pila a combustibile fa a meno dell’idrogeno, per impiegare una soluzione di composti chimici costituiti unicamente da ioni: liquido ionico è definito dall’azienda, stoccato come fosse carburante ma senza gli svantaggi di pericolosità e infiammabilità propri del petrolio.

Motori

Partiamo da qui, anziché dallo stile, perché è la vera innovazione di Nanoflow cell, giunta alla seconda Quant proposta a un salone dell’auto. I motori elettrici sono quattro, collocati su ciascuna ruota e in grado di assicurare una duplice trazione, posteriore o integrale. Come vengono alimentati? Da due diversi pacchi batteria a elevatissima intensità, 50 ampere per un sottosistema che funziona da buffer (una sorta di riserva pronta all’utilizzo da parte dell’accumulatore principale) a un altro da oltre 2000 ampere. Mai prima d’ora si erano raggiunti tali spunti.

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Oltre 1.00 cavalli di potenza

nanoFlow cell New Quant F (2)

Il tutto si traduce in una potenza di ben 1090 cavalli, seppur per brevi fasi, e un voltaggio di 735 volt, che per ragioni tecniche in futuro verrà stabilizzato a 400 volt.
La New Quant F è così in grado di superare i 300 km/h, anche per merito di una trasmissione a due marce. Il tutto, ospitando quattro passeggeri in un corpo vettura da ammiraglia, visti i 5 metri e 25 centimetri di lunghezza.
Torniamo per un istante ai liquidi ionici usati nella pila a combustibile al posto dell’idrogeno. Uno è caricato positivamente, l’altro negativamente, e sono ospitati in due serbatoi da 250 litri ciascuno. Grazie alla loro atossicità e non infiammabilità, i liquidi possono essere conservati in taniche ospitate in tutte le cavità dell’auto.

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Restano da valutare i costi di produzione di tali liquidi su vasta scala per capire i benefici in termini economici rispetto al “classico” idrogeno. A primo impatto, invece, la sicurezza di immagazzinamento appare superiore. Sarà il futuro? Tra diversi decenni, forse.

Fabiano Polimeni

Parole di FP

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