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Patente a punti: come funziona, verifica e infrazioni

Patente a punti: come funziona, verifica e infrazioni

    patente

    Tutti conosciamo bene la patente a punti. O forse no? Comunque rinfrescarsi la memoria ogni tanto non guasta. In Italia è stata istituita dalla legge n. 214 dell’1/8/2003. Questa norma ha introdotto l’articolo 126 bis al Codice della strada, in cui si fissano appunto le regole per la patente a punti.

    Non è un gratta e vinci, qui si può solo perdere. Quando la legge è entrata in vigore, tutte le persone registrate nell’anagrafe nazionale degli abilitati alla guida (e tutti coloro che hanno conseguito la patente da quel momento in poi) hanno ricevuto un accredito di 20 punti. Quando l’automobilista incorre in una sanzione elencata in un’apposita tabella, perde un certo numero di punti. Se le violazioni proseguono e i punti scendono fino a zero, il titolare di quella patente ha trenta giorni di tempo per sottoporsi alla procedura di revisione della patente; significa che deve sostenere e superare un nuovo esame di abilitazione alla guida, al termine del quale gli verranno accreditati 20 nuovi punti. In caso contrario la patente viene sospesa a tempo indeterminato, fino a quando tale esame non venga superato. Le regole per la revisione della patente sono fissate dall’articolo 128 del Codice della strada. La tabella che elenca i tipi di violazione e il numero di punti che vengono tolti si può consultare ad un link dell’Aci (http://www.aci.it/?id=827); qui si specificano articolo e comma (paragrafo) del Codice della strada da consultare per capire di quale infrazione si tratta. Chi non ha azzerato i punti, ma si trova pericolosamente vicino allo zero, può volontariamente frequentare un apposito corso di aggiornamento organizzato dalle autoscuole o da altri soggetti abilitati dal ministero dei Trasporti; al termine del corso si sostiene un esame che permette di recuperare 6 punti.

    La massima decurtazione per una violazione singola è di 10 punti; se vengono accertate contemporaneamente più violazioni, si possono togliere al massimo 15 punti complessivi. Tuttavia, se tra le violazioni c’è n’è una che comporta la sospensione o la revoca della patente, allora tutti i punti vengono azzerati. Per i neopatentati, nei primi tre anni ad ogni violazione i punti persi vengono raddoppiati. Il punteggio non può scendere sotto zero.

    I punti vengono tolti a chi è al volante al momento dell’infrazione. Se si viene fermati da una pattuglia, l’agente intesta e consegna il verbale al conducente. Se la violazione viene accertata da sistemi automatici (autovelox e compagnia), il verbale viene spedito all’indirizzo del proprietario del veicolo o al rappresentante legale della società a cui è intestato. Il proprietario ha 30 giorni di tempo per comunicare all’organo di polizia che ha accertato l’infrazione dati personali e della patente di chi guidava il veicolo in quel momento. Se non viene fatta questa comunicazione, il proprietario dovrà pagare una multa da 250 a 1.000 euro, ma non perderà punti sulla propria patente.

    Se chi ha perso alcuni punti (ma non tutti) non commette più infrazioni per due anni, ritornerà alla quota iniziale di 20 punti. Chi invece ha 20 punti e non commette infrazioni per due anni, ne guadagna altri due. Si può arrivare ad un credito massimo di 30 punti. I neopatentati che non commettono violazioni guadagnano un punto per ogni anno, fino al massimo di tre.

    E’ possibile controllare lo stato dei punti (e anche molte altre informazioni e servizi legati alla nostra patente e ai veicoli a noi intestati) registrandosi gratuitamente al Portale dell’automobilista. Si tratta di un sito web del ministero dei Trasporti. L’indirizzo è https://www.ilportaledellautomobilista.it. In alternativa, per conoscere il solo saldo punti della patente, si può telefonare al numero a pagamento 848.782782. La tariffa è quella di una chiamata urbana. Questo servizio automatico è sempre attivo ma è il numero si può chiamare solo da un telefono fisso. Esiste anche un’app gratuita per smartphone Android e iOs: si chiama iPatente e si può scaricare dai rispettivi store. Offre gli stessi servizi del portale dell’automobilista.

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