Aston+Martin+festeggia+i+100+anni+con+la+Vanquish+Centenary+Edition+a+Ginevra+2013+%5BFOTO%5D
allaguidait
/articolo/aston-martin-festeggia-i-100-anni-con-la-vanquish-centenary-edition-a-ginevra-2013-foto/170223/amp/

[galleria id=”11885″]

Il 15 gennaio 2013 l’Aston Martin ha compiuto 100 anni di storia e per festeggiare l’avvenimento ha svelato una versione speciale dell’ultima nata, la Aston Martin Vanquish Centenary Edition. L’auto, esposta in anteprima al Salone di Ginevra 2013, è sempre dotata dal solito motore da 6.0 litri V12 in grado di sviluppare 574 cavalli e 620 Nm di coppia, che la spingono fino ad una velocità massima di 295 km/h, con uno scatto da 0 a 100 km/h in 4,1 secondi. La vera caratteristica distintiva della supercar Aston Martin è, però, l’allestimento. Come potete notare anche dalle immagini, dal cofano inizia una sfumatura che parte dal grigio della carrozzeria fino a diventare nera in prossimità del tetto, per poi interrompersi nel posteriore. Questo processo di verniciatura richiede 18 ore in più di quella tradizionale, per un totale di 68 ore complessive. Gli interni si fanno apprezzare per i sedili rivestiti in pelle Deep Soft di colore nero (la stessa usata per la One-77) con impunture a contrasto color argento. Non conosciamo ancora il prezzo di questa Centenary Edition ma sappiamo che ne verranno realizzate solo 100. Sono attese delle versioni analoghe anche per gli altri modelli dell’azienda. Nel seguito dell’articolo potete trovare la storia dell’azienda e la sua gamma attuale.

La storia

Nel 1913 nasceva la Bamford & Martin, concessionaria d’auto fondata dal meccanico Robert Bamford e dal pilota Lionel Martin. Di li a pochi anni quell’autosalone che vendeva vetture prodotte dalla Singer, si sarebbe trasformata nella casa automobilistica britannica che negli anni ha prodotto auto che hanno affascinato molte generazioni di appassionati. Risale al 1914 la prima vettura “propria”: si trattava di una macchina da competizione dotata di un telaio firmato dall’italiana Isotta Fraschini. Proprio con questa vettura Martin vinse la cronoscalata Londra-Aston Clinton: fu questo evento che nel 1922 fece scegliere il nome Aston Martin per la neonata casa automobilistica. Tuttavia i primi anni di storia per l’azienda britannica non furono certo facili: in particolare nei primi quattro anni di attività l’azienda fu spesso sull’orlo del fallimento, visto lo scarso successo commerciale delle vetture prodotte. Nel 1926 ci fu il fallimento vero e proprio, ma il marchio fu rilevato dalla Renwick e Bertelli (azienda dedita alla produzione di motori aeronauti), che aveva da poco sviluppato un propulsore per automobili e necessitava di un nome noto nell’ambiente. Il nuovo motore fu un successo e fece conquistare all’Aston Martin Motors, secondo la nuova denominazione dopo l’acquisizione, la fama di casa automobilistica che faceva modelli affidabili e potenti.

Dopo una sorta di pausa a causa della Seconda Guerra Mondiale, nel dopoguerra l’azienda cambia di nuovo di proprietario: l’imprenditore David Brown la acquistò e la fuse alla Lagonda, un altro marchio inglese che non versava in buone acque economicamente parlando. Fu questo il periodo in cui cominciò la produzione delle Aston Martin più famose, ossia quelle distinte dalla sigla ‘DB’ nel nome, un omaggio al nuovo proprietario. Le vetture che sicuramente hanno segnato la casa in questo periodo sono state due. La prima, l’Aston Martin DB4, prodotta dal 1958 al 1963, era dotata di un motore da 3.7 litri capace di 240 cavalli. La seconda, l’Aston Martin DB5, prodotta tra il 1963 ed il 1965, fu la vettura che venne resa famosa in tutto il mondo grazie alla fortunata serie di film della saga dell’agente segreto James Bond. Oltre al suo stile unico ed elegante, era spinta da un potente sei cilindri da 4.0 litri capace di erogare ben 282 cavalli. Nel 1972 Brown decise di vendere l’azienda, oramai completamente risanata. Dopo alcuni passaggi di proprietà, nel 1986 la Ford decise di rilevare la pregiata firma britannica e di aumentarne la capacità produttiva grazie ad un ampliamento della gamma. Da ricordare anche che nel 2004 l’Aston Martin si affaccia nuovamente al mondo delle corse, dopo una lunga assenza. Nel 2007 avviene un ulteriore passaggio di proprietà: il gruppo di investitori guidati da Frederic Dor, John Singers e David Richards rilevano l’Aston.

I modelli storici

[secgalleria id=”10457″]

Tra i modelli storici, oltre alle già citate DB4 e DB5, ci sono molte altre vetture che hanno segnato in un certo senso la storia della casa di Gaydon. L’erede della DB5 fu l’Aston Martin DB6, che ne rappresentava una sorta di evoluzione (l’estetica, tanto per fare un esempio era simile). Un altro modello interessante fu la Aston Martin V8, conosciuta anche come AM V8, una delle prime vetture che abbandonavano la denominazione ‘DB’, e che si faceva apprezzare per uno stile molto diverso da quello canonico e per un generoso motore da 320 cavalli. Nata per cercare di conquistare il mercato americano, questa vettura non era particolarmente brillante dal punto di vista delle prestazioni, visto che era più lenta della Aston Martin DBS V8 da cui derivava, ma rappresenta un modello che ha segnato la volontà della casa di ampliare i propri orizzonti. Proseguendo, L’Aston Martin Lagonda fu una berlina sportiva a quattro porte, nata dall’esigenza commerciale dell’azienda di perdere quell’aria da costruttore artigianale. La Lagonda era contraddistinta da uno stile moderno e ricchissima di gadget tecnologici, una vera chicca per l’epoca.

L’Aston Martin Virage, prodotta dal 1989 al 2000, rappresenta in un certo senso la svolta della casa sotto la nuova guida della Ford: rispetto all’auto che sostituiva, la AM V8, era molto più moderna esteticamente, pur adottando tutta una serie di particolari derivati da vetture normali (Audi 200, Citroen CX, Volkswagen Scirocco, Peugeot 605, ecc.). La potenza era di 335 CV, che garantivano all’auto prestazioni tutto sommato interessanti. Nel 1994 nasceva la Aston Martin DB7 che non solo riportava in auge la vecchia denominazione ‘DB’, ma anche a livello di stile cercava di tornare a quell’eleganza delle forme, tutta inglese, che negli anni si era andata un po’ perdendo. La DB7 è il modello Aston Martin che riscuote un ottimo successo commerciale con oltre 7.000 esemplari venduti e resta sul mercato fino al 2003, quando viene rimpiazzata dall’altrettanto apprezzatissima Aston Martin DB9. Un gradino sopra c’era l’Aston Martin Vanquish, ancora una volta con uno stile elegante, sportivo e senza tempo, spinta da un potente 6.0 litri V12 da 520 cavalli. La sostituta della Vanquish è stata l’Aston Martin DBS V12, realizzata su base DB9.

Aston Martin DB9

[secgalleria id=”10459″]

L’Aston Martin DB9 è il modello forse più noto della produzione recente della casa britannica. La DB9 è nata nel dicembre del 2004 per rimpiazzare l’oramai vecchiotta DB7 e vanta delle caratteristiche che l’hanno resa molto apprezzata nel suo genere. La scheda tecnica dell’Aston Martin DB9 non ha niente da invidiare a quella delle più celebri supercar: il motore è un 6.0 litri V12, lo stesso della Vanquish tra l’altro, ma con una potenza leggermente inferiore di 477 cavalli ed una coppia di ben 600 Nm. Le prestazioni dell’Aston Martin DB9 sono logicamente all’altezza delle aspettative generate da simili numeri: la casa dichiara un’accelerazione da 0 a 100 km/h in 4,8 secondi ed una velocità massima di ben 306 km/h. Oltre alla tradizionale variante coupè, l’Aston Martin DB9 è anche cabrio, con una carrozzeria che, pur dotata del tetto in tela retrattile, resta ugualmente affascinante. I prezzi dell’Aston Martin DB9 partono da € 179.763 per la Aston Martin DB9 Coupé Touchtronic e da € 194.505 per la Aston Martin DB9 Volante Touchtronic (ovvero la spider).

Aston Martin DBS V12

[secgalleria id=”10461″]

Derivata dalla DB9, nel 2007 nasce l’Aston Martin DBS V12 come nuova supercar destinata a prendere il posto della Vanquish. La casa l’ha subito definita come una sorta di “trait d’union” tra la più tranquilla DB9 e la sua versione da corsa, la Aston Martin DBR9. Infatti a livello estetico la DBS si riconosce per un body kit specifico, più aggressivo di quello della DB9, in modo da esaltare anche alla vista le maggiori prestazioni offerte dal propulsore. L’Aston Martin DBS V12 è stata anche l’auto di James Bond e questo non ha fatto che accrescere il suo successo da parte del pubblico che, a parte tutto, resta anche allettato dalle prestazioni e dalla potenza. La scheda tecnica dell’Aston Martin DBS V12 è di tutto rispetto: il motore è sempre il solito 6.0 litri dodici cilindri della DB9, ma la potenza è stata portata a 517 cavalli. Grazie a questi valori l’accelerazione da 0 a 100 km/h viene bruciata in soli 4,3 secondi, mentre la velocità massima raggiungibile è di 307 chilometri orari. Il prezzo? L’Aston Martin DBS V12 ha un listino che parte da € 256.478 per la Coupè e da € 271.220 per la Aston Martin DBS Volante Touchtronic 2.

Aston Martin Vanquish 2012

[secgalleria id=”10463″]

L’Aston Martin Vanquish 2012 è l’auto che prenderà il posto DBS nel listino della casa inglese. Esteticamente era già stata anticipata dalla concept car Aston Martin Project AM310 esposta dall’azienda di Gaydon al Concorso d’Eleganza Villa d’Este 2012. Insomma in Aston hanno deciso di rispolverare un nome oramai andato in disuso: la Vanquish sarà anche il top di gamma della casa, tutto merito delle prestazioni offerte dal generoso propulsore da 6.0 litri V12. La scheda tecnica della Aston Martin Vanquish 2012 è di tutto rispetto: la potenza massima è di 574 cavalli, mentre la coppia è di 620 Nm, completamente scaricata sull’asse posteriore. Per la trasmissione è stato scelto il solito cambio automatico a 6 marce Touchtronic 2 con paddle al volante. In base alle dichiarazioni rilasciate dalla Aston Martin, la nuova Vanquish scatta da 0 a 100 km/h in appena 4,1 secondi, raggiungendo una velocità massima di 295 km/h. L’Aston Martin Vanquish 2012 avrà un prezzo di circa 189.995 sterline, più o meno 236.000 euro.

Aston Martin One-77

[secgalleria id=”10465″]

L’Aston Martin One-77 è forse la più esclusiva di tutte le vetture della casa britannica degli ultimi tempi. Il nome deriva dal fatto che l’auto è realizzata in soli 77 esemplari. Questa bellissima coupè inglese è stata mostrata la prima volta nel 2008 al Salone di Parigi di quell’anno, mentre la produzione è stata avviata a partire dal 2009. Oltre ad avere un’estetica molto aggressiva, la Aston Martin One-77 vanta delle caratteristiche estremamente raffinate: il telaio è di tipo monoscocca completamente in fibra di carbonio, mentre per i pannelli della carrozzeria si è optato per l’alluminio, lavorato a mano. Il motore è in posizione anteriore arretrata e non stiamo parlando di un propulsore come tanti altri, ma di un dodici cilindri a V aspirato dalla sorprendente cubatura di 7.3 litri che scarica la sua potenza rigorosamente all’asse posteriore. La scheda tecnica dell’Aston Martin One-77 si compone di numeri da capogiro: parliamo di una potenza massima di 750 cavalli e di una coppia di 750 Nm, che consentono alla supercar inglese di accelerare da 0 a 100 km/h in soli 3 secondi e mezzo e di raggiungere una velocità massima di 354 km/h. Si tratta comunque di una supercar per pochissimi eletti, non solo perchè in tiratura limitata, anche per il prezzo: l’Aston Martin One-77 costa circa un milione e mezzo di euro.

Aston Martin Rapide

[secgalleria id=”10467″]

Con l’Aston Martin Rapide la casa inglese si è affacciata (nuovamente, se consideriamo la vecchia Lagonda che abbiamo citato in precedenza) al segmento delle grosse berline quattro porte sportive. Concorrente delle ben note Porsche Panamera o Maserati Quattroporte, la Rapide è però probabilmente la più bella della categoria, anche se per questioni di stile ha dovuto rinunciare a qualcosa in termini di abitabilità. Infatti mentre la tedesca e l’italiana sono molto accoglienti nella zona posteriore dell’abitacolo, l’Aston non lo è allo stesso modo e per salire dietro si devono fare molti contorsionismi. La linea esterna segue perfettamente il più recente family feeling dei modelli firmati Aston Martin e riesce a nascondere molto bene anche le due portiere supplementari. Meccanicamente la Rapide condivide il motore con la DB9, infatti possiamo trovare il solito 6.0 litri V12 capace di erogare una potenza massima di ben 477 cavalli ed una coppia di 600 Nm. Con una simile scheda tecnica non è facile capire che l’Aston Martin Rapide abbia prestazioni di tutto rispetto per una berlina: lo 0 – 100 km/h è coperto in 5,2 secondi, mentre è in grado di toccare una velocità massima di 303 km/h. L’Aston Martin Rapide ha un prezzo a partire da € 197.112: insomma, tutt’altro che popolare.

Aston Martin Cygnet

[secgalleria id=”10469″]

Un’auto molto controversa l’Aston Martin Cygnet, la prima, e per il momento unica, citycar della casa di Gaydon. E’ stata molto criticata dagli irriducibili amanti dell’Aston Martin perchè non è un’Aston a tutti gli effetti: infatti come probabilmente molti sapranno, la Cygnet nasce a partire da una semplice Toyota iQ. La casa giapponese invia la iQ alla fabbrica Aston Martin, dove viene modificata nell’estetica e completamente personalizzata negli interni tanto da guadagnarsi la sigla di “handcrafted in England”. La casa si è ritrovata quasi costretta ad includere una citycar nella propria gamma, in modo da abbassare drasticamente le emissioni medie di CO2 dei propri modelli. Infatti a parte la cura artigianale e minuziosa nella realizzazione degli interni, l’Aston Martin Cygnet ha ben poco a che spartire con le supercar normalmente prodotte dall’azienda inglese. La scheda tecnica dell’Aston Martin Cygnet, infatti, è un po’ misera: il motore è lo stesso 1.3 litri da 98 cavalli e 123 Nm di coppia normalmente montato sulla Toyota. Le prestazioni sono quelle di una citycar: l’accelerazione da 0 a 100 km/h avviene in 11,8 secondi e la velocità di punta è di 170 km/h. Il prezzo dell’Aston Martin Cygnet è comunque salato, vista la cura minuziosa impiegata nella realizzazione degli interni e l’ampia possibilità di personalizzazione: si parte da 41.425 euro.

FOTOGALLERY DELLE HOSTESS AL SALONE DI GINEVRA 2013

[secgalleria id=”12221″]

CA

Published by
CA
Tags: Supercar