Perché il superbollo potrebbe essere abolito

La tassa extra applicata alle auto più potenti potrebbe andare in pensione dopo 10 anni anche per dare una spinta al mercato dell'auto: sta valutando la Commissione finanza di Camera e Senato

Superbollo: ecco perché potrebbe essere eliminato

Foto Unsplash | Aaron Huber

Dopo dieci anni dalla sua introduzione il superbollo potrebbe venire abolito. La tassa sulle auto più potenti, infatti, non ha prodotto introiti fiscali notevoli nel corso di questa decade di attività e questo potrebbe portare alla sua abrogazione in occasione della prossima riforma fiscale.

Il superbollo è stato introdotto nel 2011 dal governo Berlusconi: l’addizionale erariale sulla tassa automobilistica, questo il termine tecnico, era originariamente di 10 euro per ogni kW di potenza oltre i 225, ovvero 305 cavalli. L’anno successivo con l’arrivo del governo Monti, nel pieno della crisi economica, la soglia minima a cui applicare questa tassa extra è passata da 225 a 185 kW, pari a 251 cavalli, e raddoppiandola,  alzando perciò a 20 euro il costo per kW extra. Il superbollo si applica esclusivamente alle auto nuove, poiché con l’invecchiare del mezzo diminuisce in era proporzionale.

Fin dalla sua introduzione ha creato molte polemiche e più volte diversi politici si sono attivati per eliminarlo, ma è solo oggi che se ne valuta l’effettiva archiviazione. Il motivo principale è che a differenza del bollo che è gestito in maniera locale, quello destinato alle auto più potenti viene riscosso direttamente dallo Stato, comportando spese di gestione e burocratiche che superano gli effettivi vantaggi. Secondo Quattroruote, tra il 2012 e il 2019 ha fruttato alle casse dello Stato in media 113 milioni l’anno, per un totale di 903, numeri decisamente inferiori rispetto alle aspettative iniziali. Alla luce di tutto questo il superbollo rientra nella categoria dei micro tributi, ovvero quelli che contribuiscono in totale meno dello 0,1%.

Dati questi numeri e soprattutto un mercato dell’auto in estrema difficoltà che ha bisogno di incentivi e non disincentivi per ripartire, anche nel settore sportivo e di lusso, la Commissione finanza di Camera e Senato sta valutando e proporre l’eliminazione di questa tassa in vista della riforma fiscale che dovrà mettere in atto il governo Draghi a breve, ma la decisione finale spetterà al Parlamento.

Parole di Carlotta Tosoni

"Una cosa bella è una gioia per sempre" diceva John Keats. Provo ad applicare questi versi nella pratica cercando e studiando tutto ciò che è esteticamente e intellettualmente interessante. Infatti arte, bellezza e comunicazione sono sempre stati la mia guida nello studio, nel lavoro e nella vita: ricercare contenuti validi da esprimere in maniera piacevole e da comunicare efficacemente. Solo così si può provare a cambiare le cose. La mia formazione è stata economica e artistica, la scrittura il mio mezzo preferito per raccontare il mondo, le mie passioni la storia dell’arte, il beauty, lo sport. Dal 2020, collaboro con Alanews nella produzione di contenuti per il network Deva Connection.