Supercar elettriche, le 5 potentissime da sogno sul mercato

Le auto elettriche, al contrario di ciò che si pensa, possono essere capaci di prestazioni fuori dal comune: ecco una selezione di auto completamente elettriche capaci di oltre 1000 CV e di performance mostruose

Pininfarina Battista

Foto Pininfarina

Quasi tutte le più rinomate case automobilistiche produttrici di supercar sportive, e forti di numeri importanti, stanno esplorando il settore dell’elettrico. Parliamo di brand dalla lunga tradizione come Aston Martin e Porsche ad esempio, pronte ad aggiungere al talento per il lusso, velocità e prestazioni a zero emissioni. In questo panorama manca ancora Ferrari, senza una 100% elettrica fino al 2025 (si dice). Ma a fare da padrone in questo mercato ci sono già da qualche anno piccole case per lo più sconosciute a coprire l’elettrico di fascia alta. E le supercar elettriche più potenti e maggiormente attraenti giungono proprio da piccoli brand capaci di creare bolidi con coppie massime monstre e forti di record impressionanti. E non parliamo di Tesla. Vediamo quali sono le 5 supercar elettriche da sogno attualmente in vendita.

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Nio EP9

Chiamata la “Tesla della Cina” la Nio EP9 è una delle supercar elettriche più potenti in circolazione. Il sistema propulsivo della Nio EP9, vale la pena ricordarlo, eroga una potenza complessiva di ben 1.341 CV: quest’ultima garantisce prestazioni incredibili, come uno sprint “zero-cento” coperto in 2,7 secondi e una velocità massima di 313 km/h, mentre l’autonomia è di circa 427 km. La EP9 è stata disegnata per generare la massima deportanza aerodinamica. E’ dotata di un’ala posteriore regolabile nell’incidenza e di sospensioni sportive con diverse possibilità di taratura. Un “hardware” che le permette di sviluppare qualcosa come 2,53 g di forza laterale alla velocità di 228 all’ora. Numeri da auto da corsa. Ne sono state prodotte 6 esemplari per gli investitori dell’azienda, ma ne saranno assemblate altre 10, vendute al prezzo di 1,48 milioni di dollari cadauna

Rimac C_Two

Si chiama Rimac Automobili, ma di italiano c’è solo il nome. Rimac ha sede in Croazia, per la precisione a Sveta Nedelja. L’azienda croata ha iniziato la scalata al successo grazie alla Concept One, presentata al Salone di Francoforte del 2011. Aveva tutto quello che serviva, a partire dal motore. 1124 cv complessivi, con una coppia di 1600 Nm per accelerare da 0 a 100 km/h in 2,5 secondi, e lanciarsi ad una velocità massima limitata elettronicamente a 340 km/h. Ogni ruota era spinta da un motore elettrico, con un sistema che gestiva l’allineamento della coppia. Freni in ceramica, telaio in carbonio e un’autonomia massima di 500 km.

Ora Rimac C_Two presentata al Salone di Ginevra 2018 è davvero un razzo a quattro ruote. Prestazioni impressionanti. La potenza tocca i 1.914 CV, mentre la coppia massima arriva a 2.300 Nm. Per non parlare dell’accelerazione. Da 0-100 km/h in meno di 2 secondi (1,97 s per la precisione) e una velocità massima di 412 km/h. La batteria al Litio Manganese Nichel da 120 kWh offre un’autonomia di 650 km nel ciclo NEDC, con ricarica ultraveloce a corrente continua da 250 kW in meno di 30 minuti per l’80% della carica. E se tutto questo non bastasse, c’è anche la guida autonoma di livello 4 con 8 telecamere, 6 radar, 1 o 2 lidar e 12 sensori a ultrasuoni.

Aspark Owl

Aspark Owl, ovvero un missile da 2000 CV.  La casa giapponese Aspark, una società di consulenza tecnologica con 25 sedi nel mondo, è la costruttrice di questa hypercar a zero emissioni da urlo. La produzione in serie limitata di 50 esemplari al prezzo unitario di 2,9 milioni di euro fa già intendere quanto tra le supercar elettriche sia esclusiva e con concetto di moderno lusso.

Le caratteristiche tecniche della Owl (che significa gufo in inglese) sono di alto livello. I quattro motori sincroni a magneti permanenti erogano 2.012 cavalli di potenza e 2.000 Nm di coppia (è tre volte più potente di una Formula E e due volte rispetto a una monoposto di Formula 1), che garantiscono uno scatto da 0 a 100 km/h in 1,69 secondi e una velocità massima di 400 km/h. L’autonomia è di 450 km (su ciclo NEDC) e la batteria, da 64 kWh, è dotata di un sistema di monitoraggio della temperatura. Il telaio è in monoscocca in fibra di carbonio, e Aspark Owl è altra solo 99 cm.  Inoltre è presente un alettone posteriore attivo, progettato per attivarsi automaticamente o manualmente.

Dendrobium D-1

La Dendrobium D-1 è una supercar elettrica prodotta da Vanda Electrics, azienda di Singapore, insieme alla Williams Advanced Technology, niente meno che gli ingegneri del team Williams di Formula 1. L’aspetto tradisce delle dimensioni in realtà importanti. L’auto è lunga 4 metri e mezzo, e larga 2 e 20, mentre è alta appena 1 metro è 22. Dispone di 4 motori elettrici per una potenza di 1500CV, una velocità massima di 320km/h e una coppia di 2000 Nm.  Il frontale è la parte più particolare, con i fari verticali che si piantano fino al pavimento, e la mascherina nera che rientra nell’abitacolo facendo una sorta di bocca. Molto belli e originali anche i cerchi, la cui forma potrebbe ricordare quella di un fiocco di neve. L’auto ha debuttato inizialmente al Motor Show di Ginevra 2017 e ha fatto la sua comparsa alla 24 Ore di Le Mans nel 2019.

Pininfarina Battista

Chiudiamo questa particola selezione delle auto elettriche più potenti sul mercato con una delle icone di questo particolare segmento. L’italiana Pininfarina Battista. Splendida hypercar a zero emissioni equipaggiata da un “mostro” silenzioso da 1900 CV, 2300 Nm di coppia e 500 km di autonomia con una singola carica. Tanti i consensi e il premio di “hypercar elettrica dell’anno“. Una vettura, la Pininfarina Battista, che a partire dalla fine del 2020, vedrà i non più di 150 esemplari creati a mano iniziare ad essere prodotti a Cambiano. La Pininfarina Battista scatta da 0 a 100 Km/h in meno di due secondi, raggiungendo una velocità massima di circa 350 km/h

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Parole di Riccardo Mantica

Nell’editoria online dal 2001 quando scrivere per il web era una chimera. Pubblicista dal 2005, blogger per caso nel 2010, ha vissuto l’avvento del web 2.0 e dei social network condividendone gioie e dolori. Le passioni coltivate negli anni per sport, motori e tecnologia sfociano oggi anche nel panorama della mobilità sostenibile. Il motto preferito? Guardare sempre avanti senza dimenticare il passato. Stay tuned!