Tesla non conosce la crisi dei chip, è un trimestrale da record

A segno nei tre mesi tra luglio e settembre una crescita dei ricavi del 57% a 13,76 miliardi di dollari con 241.300 vetture consegnate

Tesla record consegne terzo trimestre 2021

La crisi dei microchip ha messo in crisi vari settori, tra cui quello automobilistico, ma Tesla ha comunque registrato vendite in aumento, aggiornando il proprio record. 

Rendendo noti  i dati del terzo trimestre  la casa di Palo Alto stabilisce un nuovo record. Ben 237.823 vetture prodotte e 241.300 vetture consegnate. Considerando i volumi da inizio anno (184.800 auto nel primo trimestre e 201.500 auto nel secondo) ha raggiunto un ritmo produttivo che, su base annua, porterebbe alla realizzazione di un milione di vetture.

In dettaglio, la Tesla ha messo a segno nei tre mesi tra luglio e settembre una crescita dei ricavi del 57% a 13,76 miliardi di dollari, a fronte dei 13,7 miliardi attesi dal consenso degli analisti.

Le attività Automotive hanno generato un fatturato di 12,06 miliardi di dollari, in salita del 58% rispetto a un anno (cresciute del 73% a 241.391 unità).

La berlina Model 3 e la crossover Model Y rappresentano oltre il 95% dei volumi (232.025 consegne totali), mentre le più costose Model S e Model X sono sempre più marginali (9.275 consegne totali). Tesla è praticamente arrivata a produrre tra i 19.000 e i 20.000 veicoli a settimana di media.

Tesla vola verso un milioni di auto all’anno

Che a Palo Alto si siano raggiunti ritmi che su base annua porterebbero al milione di vetture è stato dichiarato anche in via ufficiale da Zach Kirkhorn, CFO della Casa, che ha spiegato come “verso la fine del trimestre siamo stati in grado di raggiungere ritmi di produzione che, tenuti costantemente per 12 mesi, ci porterebbero a realizzare un milione di auto in un anno. Questo perché abbiamo aumentato i volumi della Model Y a Shanghai, abbiamo accelerato sulla Model S e abbiamo iniziato con la nuova Model X”.

La crisi dei chip non tocca quindi il colosso californiano. Lo stabilimento di Austin è riuscito ad esempio a incrementare la produzione crescendo continuamente anche in un periodo come questo, in cui la crisi dei semiconduttori e la carenza di materie prime sta rallentando tutto il comparto. Il tutto grazie alla riorganizzazione della rete dei fornitori che è riuscita a dare supporto alle richieste del marchio. 

Inoltre Tesla non pare preoccupata nemmeno dalla nomina di Steven Cliff a capo del National Highway Traffic Safety Administration (Nhtsa), l’ente federale americano sul controllo delle strade e dei veicoli.

Cliff è colui che proprio, dopo vari incidenti ad auto automatizzate, ha aperto un’inchiesta per le vetture con l’autopilota. E Tesla di problemi e malfunzionamenti ne ha registrati in questi anni, ultimo quello dei problemi con il touch screen.

Parole di Riccardo Mantica

Nell’editoria online dal 2001 quando scrivere per il web era una chimera. Pubblicista dal 2005, blogger per caso nel 2010, ha vissuto l’avvento del web 2.0 e dei social network condividendone gioie e dolori. Le passioni coltivate negli anni per sport, motori e tecnologia sfociano oggi anche nel panorama della mobilità sostenibile. Il motto preferito? Guardare sempre avanti senza dimenticare il passato. Stay tuned!