Permuta auto: come funziona e quali sono le differenze tra privati e concessionario

Permuta dell'auto: come cambiano le spese mettendosi in proprio o affidandosi a un rivenditore

permuta auto

Foto Shutterstock | di Nestor Rizhniak

La permuta auto usata è il contratto che prevede il passaggio della proprietà di un veicolo tra due soggetti. Questo tipo di transazione è prevista dal Codice Civile. Come conviene fare il passaggio di proprietà e cosa bisogna sapere prima di farlo?

Cos’è e come funziona la permuta auto

La permuta di un’auto è il trasferimento della proprietà di un veicolo tra due soggetti, senza che ci sia uno scambio di denaro per operarlo. Non si tratta quindi della compravendita di un bene, ma di un istituto equiparabile al baratto. Questo tipo di operazione può avvenire in due modi: tra privati oppure tramite concessionaria. In base all’accordo dipende anche la suddivisione delle spese per il trasferimento della proprietà. Le differenze non mancano, ma preferire una soluzione all’altra dipende soprattutto dalle esigenze.

Permuta auto: quali documenti servono?

Prima di entrare nel dettaglio, vediamo quali sono i documenti necessari per effettuare la permuta automobili. Quelli di cui dovrà entrare in possesso il nuovo proprietario del veicolo sono:

  • Libretto di circolazione in copia originale o autenticata
  • Tutte le ricevute attestanti le manutenzioni effettuate e, di conseguenza, efficienza e buono stato del veicolo che si sta acquistando
  • Documenti attestanti eventuali sostituzioni o modifiche effettuate al veicolo
  • Attestazione del pagamento del bollo
  • Assicurazione RCA in corso di validità

Inoltre bisognerà consegnare al nuovo proprietario le chiavi originali dell’auto e quelle di riserva.

Permuta auto tra privati

In caso di permuta auto tra privati, sono i due soggetti in causa a gestire le spese per il passaggio di proprietà. Solitamente ciascuno prende in carico quelle per il proprio veicolo, ma non esiste una regola da rispettare. Ad entrare in ballo è solo l’articolo 1552 del Codice Civile, secondo cui le spese previste andrebbero suddivise in parti uguali anche per modelli con potenza differente e, dunque, con costi per il passaggio di proprietà diversi legati ai kW.

Permuta auto e concessionario: differenze

Quando si decide di affidarsi a un concessionario, invece, le cose cambiano. In questo caso, infatti, si cede il bene di proprietà (automobile) per beneficiare di uno sconto sull’acquisto di uno nuovo. In ogni caso la permuta deve essere obbligatoriamente finalizzata all’acquisto di un veicolo nuovo. L’articolo 1552 del Codice Civile, come detto, prevede la ripartizione in parti uguali delle spese da sostenere. In questa circostanza l’istituto diventa obbligatorio, altrimenti si configurerebbe un rapporto di cessione e vendita del bene. Non trattandosi di uno scambio tra due auto usate, le spese per il passaggio di proprietà si suddividono equamente tramite il consenso scritto di entrambe le parti.

Auto in permuta: quale soluzione scegliere?

Quando si dà l’auto in permuta al concessionario si ha modo di accorciare i tempi previsti per la sua vendita. Di fatto ad occuparsene è la concessionaria e il privato non deve farsi carico della ricerca di un nuovo acquirente. Questa soluzione, però, si scontra anche con un handicap legato alla valutazione del veicolo ceduto. Ovviamente il concessionario tenderà a rivendere l’automobile a un prezzo inferiore rispetto a quello che, autonomamente, il cedente proverebbe a spuntare.

Il vantaggio della permuta tra soggetti privati risiede proprio nella possibilità di determinare il prezzo del veicolo che si cede, anche se poi non si ottiene un corrispettivo in denaro ma un altro bene in cambio. Optando per questa soluzione, però, bisogna fare attenzione alle spese per il passaggio di proprietà, soprattutto nel momento in cui si scambiano veicoli con potenze differenti. In questo caso dividere i costi in maniera paritaria può diventare controproducente per una delle due parti e può essere ragionevole cercare un compromesso.

Parole di Marco Ferri

Nasce come giornalista e vive di content marketing. Pubblicista dal 2010, già caporedattore allo sport per quotidiani regionali e direttore di testate online. Fatica sulle due ruote senza motore, si diverte come un bambino su quattro.