Auto elettriche e zero emissioni, le parole d’ordine al Salone di Ginevra 2018

Dove si sta dirigendo il futuro del mercato dell'auto? Il mondo chiede l'elettrificazione, ma siamo ai passi con i tempi e con gli obiettivi? Alcune riflessioni post Salone di Ginevra 2018

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    Auto elettriche e zero emissioni, le parole d’ordine al Salone di Ginevra 2018

    Il Salone di Ginevra ha chiuso i battenti dell’edizione 2018. Un anno che si presume sarà un primo spartiacque per capire quali saranno le strategie rivolte al futuro dei motori. Perché il quesito, non propriamente amletico, dopo aver respirato le novità dell’auto show internazionale, ha una risposta piuttosto chiara. Elettrico, elettrico, elettrico.

    Obiettivo numero uno? Mettere le basi per raggiungere gli obiettivi dell’accordo di Parigi che prevede, entro 20 anni, 600 milioni di auto elettriche circolanti rispetto alle attuali 2 milioni. E da questo Salone di Ginevra, il passaggio all’elettrificazione, con segmenti coinvolti come quello dei SUV (Jaguar, Hyundai e Skoda in prima fila) intensifica uno switch verso la mobilità a zero emissioni sempre più costante e capillare.

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    auto elettriche Ginevra 2018

    A far da contorno, anche le soluzioni sperimentali percorse da Honda e Toyota, due case giapponesi che credono ancora nella possibilità di propulsori ad idrogeno, e i coreani di Hyundai che in coda stanno proponendo concept car come il nuovo Hyundai Nexo, seconda generazione di SUV a idrogeno del brand. In sostanza, l’utilizzo di una fuel cell alimentata a idrogeno liquido per generare elettricità con cui alimentare un motore elettrico. Dallo scarico dell’auto esce vapore acqueo e le emissioni sono dunque pari a zero.

    Il collante, ad una transizione che si prospetta quindi inevitabile, lo fanno case automobilistiche come Toyota e Mercedes che da anni sono pioniere del sistema ibrido, con Volkswagen, Hyundai, Volvo e Kia a ruota. Macchine dotate di motore a combustione interna (a gasolio o benzina) a cui viene abbinato un motore elettrico. E l’ibrido plug-in, che rispetto alle ibride classiche, hanno batterie che non si caricano tramite il motore termico ma direttamente da comuni prese di corrente.

    Tutto fantastico. Ma quando poi usciamo dalle porte del Salone di Ginevra e rientriamo in Italia lo scenario che ci si prospetta e tutt’altro che in linea con quello che l’Europa e il mondo chiedono, energia pulita.

    La guerra dichiarata ai motori diesel

    guerra ai motori diesel

    Nel settore media in tanti annunciano che sarà certa la fine dei motori diesel, ipotizzando un mercato europeo che passerà dal 50% al 9% entro il 2030.

    FCA, primo marchio in Italia per vendite e con un corposo parco di veicoli diesel, parla addirittura di bandire i motori diesel entro il 2022. Le ragioni? Crollo della domanda ed elevati costi per rendere la tecnologia in linea con gli standard delle emissioni. Il sindaco di Roma, Virginia Raggi, tuona dalla recente riunione del C40 a Città del Messico: “A partire dal 2024, nel centro della città di Roma sarà vietato l’uso di veicoli privati alimentati a diesel”. E già le città di Parigi, Madrid, Atene e appunto Città del Messico hanno affossato il diesel fissando la croce definitiva ai motori a gasolio: 2020 per la capitale francese e 2025 per le altre tre.

    E se tra i primi brand ad alzare la mano per salutare i diesel, annunciando una netta svolta verso l’elettrificazione dei propri veicoli di produzione, abbiamo Volvo, anche grossi marchi come Toyota, Porsche e Mercedes iniziano ad “alzare i veli” sui motori diesel. Sarà quindi la Germania, principale produttore di auto diesel a definire se sarà davvero “l’ultima mortis” dei propulsori a gasolio?

    Nel frattempo il dato in Italia recita che nel 2017 il mercato delle nuove immatricolazioni di auto diesel è cresciuto del 3,8% arrivando a quota 57%. E continua a salire. Why? Presto detto. Incentivi che vengono dati per l’acquisto e benzina sempre più cara.

    E le auto elettriche in Italia?

    mercato auto elettriche 2017
    Fonte dati – Correre.it

    E tornando a bomba sul discorso elettrico, elettrico, elettrico, in Italia come siamo messi? Siamo messi che non c’è un programma chiaro per giungere all’obiettivo. Nel 2017 l’Italia non appare nemmeno nelle classifiche di vendita nel mondo. Per dare qualche numero. I veicoli elettrici venduti in Italia nel 2017 sono solamente 1.967. Praticamente solo lo 0,1% del totale di auto vendute nel nostro paese, che lo scorso anno sono state 1.970.962. La Cina che è il primo mercato in fatto di vendite di auto elettriche si assesta al 2,6%. Sembrerebbe poco ma parliamo di 652.000 unità elettriche messe in strada nel 2017. In Europa il mercato della vendita delle auto elettrica è aumentato del 43,6%. E attualmente parliamo di 501.798 vetture elettriche circolanti nei paesi dell’UE.

    auto elettriche ricarica batteria

    A bloccare il mercato, si dice giustamente, il prezzo delle vetture: si parla in media di 30 mila euro, e su questa cifra pesa fino al 50% la batteria.

    Ma uscendo da questo Salone di Ginevra dove “zero emissioni” arriva come un messaggio dritto al cuore… sorge un forte dubbio. Siamo sicuri che gli italiani pensino davvero all’elettrico come l’auto del futuro?

    Una volta abbattuti i costi di acquisto saremo pronti al cambiamento?

    Dovranno essere gli incentivi a farla da padrona ma non solo. Bisognerà sensibilizzare e istruire le generazioni future ad una mobilità più green e che non solo abbia impatto positivo al portafoglio ma anche e soprattutto al problema del riscaldamento del pianeta. Ma eliminare il piacere di guida di un’auto con motore termico sarà così semplice? Dura rispondere…

    Che dir si voglia nel frattempo numerosi Paesi stanno prendendo provvedimenti legati al discorso ambientale. L’Olanda dice no al motore termico e vuole vietare la vendita a partire dal 2025 proibendo addirittura la circolazione entro il 2035, per poi giungere nel 2050 all’obiettivo zero emissioni. La Norvegia ha deciso di mettere fine all’acquisto di auto a benzina o diesel entro il 2025 con l’ingresso di pesanti imposizioni fiscali. La Germania ha messo il limite a partire dal 2030. E questo è un segnale forte considerata la fetta di mercato tedesco nel comparto auto mondiale. Per l’Italia l’obiettivo è il 2040 quando verrà vietata la vendita di auto a benzina e diesel. Alcune date sono vicine altre più lontane. E non dimentichiamoci che l’elettrico prevede un consumo di energia che andrà prodotta. Molta energia in più…