Mazda MX 5

Il mito continua a vivere e a correre a tetto scoperto

7
Avanti
  • N.D.
  • 25500 - 36500 €
  • 6 L/100KM
  • 2
  • 130 L
Mettersi a descrivere auto come la Mazda MX-5significa cimentarsi in un’impresa non da poco, un po’ come se si volesse spiegare in poche righe “cosa sono” i Promessi sposi di Manzoni, o Guerra e Pace di Tolstoj. Insomma, in qualunque modo lo si faccia, l’unica cosa di cui si è certi è che si sbaglia; specialmente perché questa spiderina (per avere un’idea delle sue dimensioni si consideri che è più corta di una Fiat Grande Punto) fa parte di quella categoria di auto intramontabili che posseggono sé un’aurea di intoccabilità, e soprattutto milioni e milioni di fan al loro seguito. E descrivere in maniera semplicistica una mito del genere vuol dire quasi andare a toccare queste persone nelle corde più remote dei loro sentimenti… Un dato su tutti basta per capire quest’auto: il 25 aprile 2016 la Mazda MX-5 è ufficialmente entrata nel Guinness dei Primati, con il record di spider (non è una roadster) più venduta della storia: oltre 1 milione di esemplari in tutto il Mondo! Ci limitiamo allora a darne un’inquadratura generale. Nota in Giappone anche come Miata o Eunos Roadster, la Mazda MX-5 nasce nel 1989 come spiedrina vecchio stile (con un certo gusto british d’altri tempi, se vogliamo), ovvero pochi ingredienti, ma “sani”: peso piuma (sotto la tonnellata), trazione posteriore, motore anteriore longitudinale dalla piccola cubatura e rigorosamente aspirato, per gli alti regimi, uno sterzo da favola, un telaio ancora di più, e stop. La Mazdina è pronta a correre. Semplice come il pane fresco e amata profondamente proprio per questo, la Mazda MX-5 è giunta fino a noi nella sua quarta generazione del 2015 (denominata ND, l’ulimta in ordine di tempo dopo NA, NB, e NC… più semplice di così!), con gli stessi elementi caratterizzanti della prima serie del 1989. Perfino le dimensioni sono quasi invariate. In un’epoca in cui ogni generazione di auto cresce di 20 cm in lunghezza e 100 kg di peso, si capisce bene come quest’auto sia controcorrente, e fedele a se stessa. Per questa edzione, l’unica “pazzia” che i tecnici della Mazda si sono concessi per lei è una variante inedita denominata Mazda MX-5 RF (Retractable Fastback): questa presenta un tetto rigido retrattile, su di una struttura non rimovibile della carrozzeria. In parole povere, una variante “targa” (vedi Porsche Carrera). Rispetto alla versione tradizionale con capote in tela, questa amplia decisamente lo spetto di fruibilità della Mazda MX-5, e si propone ad un pubblico più maturo, brizzolato, che ama la guida sportiva, ma non può rinunciare a certi confort ritenuti inviolabili, come la silenziosità di marcia o il caldo in inverno. Si può dire che farla è stato un azzardo tanto quanto “aggiornare” la Gioconda con un tocco di mascara, ma il risultato finale è davvero bello, e ancora perfettamente in linea con la filosofia sportivamente verace della Mazdina originale. Insomma, i puristi possono dormire ancora sogni tranquilli. Riguardo all’estetica, c’è poco da dire: la Mazda MX-5 è bella, con il tipico Kodo design di Mazda che sembra fatto apposta per lei. I riferimenti a ciascuna delle precedenti generazioni ci sono tutti, nel pieno rispetto della tradizione; ma con una interpretazione che è in definitiva spiccatamente personale, al passo coi tempi e anche seducente. E’ infatti impossibile non notarla nel traffico, nonostante le sue piccole dimensioni. E poi alla guida, è un godimento assoluto: con il suo carattere sovrasterzante fino al midollo, permette di pennellare le curve con un tocco di gas, senza quasi muovere il volante, se non per le naturali (e afrodisiache) correzioni dei traversi. La Mazda MX-5 è quindi un’auto sincera, piatta, stabile, e anche bella duttile, nel senso che permette a chiunque di trovarvi soddisfazione, sia che la si guidi con un filo di acceleratore salendo a Cortina, sia che la si vogliia “fare sporca apposta” tra le curve del Mugello, e questo senza mai tradire il guidatore. Il motore asseconda questa sua innata scioltezza di guida: eroga una potenza non eccessiva, e ben spalmata su tutto il contagiri, così da non avere mai risposte brusco, ma un feedback al tempo stesso sempre pronto e delicato. Insomma, anche in pista si dimostra un’auto friendly da usare, sulla quale peraltro si può imparare a guidare nel vero senso della parola, e il tutto per un costo accessibile a una fascia molto ampai di utenti. “Tanto, per poco”: forse è questa la formula segreta alla base della sua gloria. Volendole proprio trovare un appunto, paradossalmente questo suo mantenersi quasi invariata nei decenni la porta adesso, alle soglie del 2020, ad offrire un pacchetto tecnico che non è dei più avanzati; il rischio di irrigidirsi troppo su certe scelte, tipico dei Costruttori giapponesi, può far perdere una fetta del pubblico specialmente giovane, che, pur amandola come auto sportiva, la considera troppo estrema in certe scelte: una di queste, offrire solo due motori, dalla potenza piuttosto scarsa per i tempi attuali. Prezzi elevati, 23 mila euro non sono pochi.

Versione consigliata

I motori disponibili sono due benzina, entrambi ad iniezione diretta con tecnologia Skyactiv-G, fasatura variabile doppia e caratterizzati dagli alti regimi di rotazione: un 1,5 l da 131 espressi a ben 7000 giri, e un 2 l da 160 CV a 6000 giri. In virtù della loro scheda tecnica, la coppia motrice è piuttosto scarsa per i canoni odierni: 150 e 200 Nm rispettivamente. Va da sé che per ottenere brio dalla MX-5 occorre tirarle il collo: di certo non giovano i consumi. Ma quest’auto deve essere acquistata, e considerata, per quello che è: un giocattolo prezioso. A parità di allestimento, il divario economico tra i due propulsori è di appena 1000 euro: al quale vanno sottratti optional che la 2 l ha di serie rispetto all’altra, come i cerchi da 17”, il sistema di rigenerazione in frenata I-Eloop, e l’i-Stop. Insomma, per poche centinaia di euro e una spinta ben più appagante e corposa, specie visto le caratteristiche sportive del mezzo, ci sentiamo di ocnsigliare ad occhi chiusi il 2 l. La versione intermedia Exceed è da prendere al volo: è iperdotata, offrendo di serie perfino i Full LED, il MZD Connect d 7 pollici, l’impianto Bose con 9 altoparlanti (di cui 2 inseriti dentro i poggiatesta”!) e gli interni in pelle. Se invece si è orientati a qualche sana “pistata” tra amici, meglio investire un migliaio di euro in più per la Sport, che mette sul piatto sospensioni Bilstein, barra duomi, sedili Recaro in Alcantara e, soprattutto, un meraviglioso, preziosissimo differenziale autobloccante di tipo meccanico. Superflue, per motivi diametralmente opposti, la base Evolve, e la top di gamma Limited Edition (riservata quest’ultima solo ala 2 l RF). Se sceglierla spider o RF, beh, in questo caso è questione assolutamente personale. Da comprare rigorosamente col cambio manuale a 6 rapporti di serie: sennò l’esperienza di guida perde completamente di senso.

PRO

  • Immagine: La MX-5 è un mito, e già solo questo ne giustifica l’acquisto
  • Linea: La evoluzione del concetto originario di MX-5, reinterpretato in chiave moderna e sensuale
  • Alla guida: Se non si contano I secondi, in pista può appagare più di una Ferrari

CONTRO

  • Volante: Non regolabile in profondità: encomia grave per un’auto sportiva
  • MZD Connect: L’infotaiment mostra i segni del tempo
  • Scheda tecnica: Peccato “ostinarsi” a proporla solo con motori dalle potenze basse: meriterebbe anche qualcosa di più

SCHEDA TECNICA

I dati tecnici e le caratteristiche

MOTORI

Cambio manuale, automatico
Trazione posteriore
Coppia Massima 150/4800 - 200/4600 rpm

CONSUMI E EMISSIONI

Consumo medio 6 - 6/100 km
Consumi reali 7,7 - 7,7/100 km

DIMENSIONI E MISURE

Tipo di carrozzeria Cabriolet
Lunghezza 392 mm

PROVA SU STRADA

NEWS

MODELLI

Parole di Jacopo Scaggiante

© 2005-2020 Deva Connection s.r.l - Tutti i diritti riservati.

Allaguida, supplemento alla testata giornalistica NanoPress.it registrata presso il Tribunale di Roma n° 2 del 16 gennaio 2020.