Renault 5: storia dell’utilitaria francese [FOTO]

Renault 5: storia dell’utilitaria francese [FOTO]
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    Era il 1967 quando nascque il cosiddetto progetto 122, quello che poi quattro anni dopo avrebbe dato alla luce la Renault 5. La piccola utilitaria francese nasceva con l’intento di proporre una vettura economica, che fosse compatta più di una Renault 4, ma allo stesso tempo che potesse offrire delle prestazioni brillanti, dei costi di gestione e di acquisto contenuti, ma che fosse sufficientemente comoda da poter affrontare anche un viaggio. La R5, come fu ben presto chiamata dal pubblico, era una piccola macchina pensata per i single o per le giovani coppie, ma anche in generale per chi non aveva particolarmente l’esigenza di far accomodare qualcuno sul divanetto posteriore. Rispetto alla R4 era più piccola, ma proponeva un livello di finiture e di qualità ben superiore, unito ad uno stile che per l’epoca era veramente moderno e rivoluzionario.

    Design

    Renault 5 Viste varie

    Michel Boué è l’uomo a cui si deve lo stile della 5. Oltre ad una forma generale particolare per l’epoca, che abbandonava lo stile a tre volumi in favore di una più pratica soluzione a due volumi, senza la coda, proponeva anche alcune caratteristiche degne di nota. Tanto per cominciare dobbiamo notare la presenza, in anteprima assoluta in quegli anni, dei paraurti anteriore e posteriore realizzati in materiale plastico anzichè in acciaio. Oltre alla resa estetica più gradevole, l’uso del poliestere consentiva di offrire un maggior assorbimento dei piccoli urti, a tutto vantaggio della sicurezza dei passeggeri. Il muso si contraddistingueva per la presenza di gruppi ottici rettangolari, uniti tra loro da una sottile mascherina, sopra alla quale spiccava il logo della Losanga. Le fiancate avevano numerosi accenti sportivi, come i passaruota leggermente squadrati, gli sbalzi ridotti ed il portellone posteriore piuttosto inclinato. Innovativa anche la forma dei fanali posteriori, a sviluppo verticale.

    Gli interni erano moderni e particolarmente curati per la fascia di mercato. Ad esempio la plancia includeva una console centrale, caratteristica da vettura di segmento superiore, e la leva del cambio, che dal 1976 venne trasferita sul pavimento.

    Dimensioni

    Renault 5 GTL 5 porte

    La Renault 5 era molto compatta, con una lunghezza di 3.520 mm, unita ad una larghezza di 1.530 mm ed un’altezza di 1.400 mm. Il passo era abbondante, pari a 2,40 metri, e permetteva di avere un abitacolo molto spazioso, poco compromesso dall’ingombro dei passaruota. Il bagagliaio era anche capiente se rapportato alle dimensioni esterne: 200 litri con i sedili in configurazione standard, 900 abbattendo il divanetto posteriore.

    Motori e versioni

    Renault 5 Porte aperte

    Quando venne lanciata sul mercato nel 1972, la gamma era ridotta ad appena due versioni: la L e la TL. La prima monta un motore da 782 centimetri cubici capace di una potenza massima di 36 cavalli, mentre la seconda è equipaggiata con un’unità da 956 cc da 47 cavalli. Per entrambe c’è un cambio manuale a quattro rapporti, mentre l’assetto prevede un avantreno a barre di torsione longitudinali ed un retrotreno a barre di torsione trasversali. Il telaio è monoscocca, mentre sono molti anche gli sforzi in tema di sicurezza: basti pensare che l’auto presenta numerose traverse in acciaio o nervature per proteggere l’abitacolo e renderlo indeformabile.

    Nel 1974 arriverà una nuova versione, denominata LS (dal 1975 si chiamerà TS), dotata di un 1.3 litri da 64 cavalli e dotata di serie di: cerchi specifici, fari allo iodio, lavavetri elettrico, moquette per bagagliaio e pavimento dell’abitacolo, contagiri elettrico, econometro, ventilatore a due velocità e posacenere illuminato con accendisigari.

    Renault 5 Versione americana

    La R5 ebbe una carriera anche oltreoceano, dove venne venduta con il nome di Renault Le Car. La vettura adottava alcune modifiche per essere adeguata alle norme americane. Nel 1978 verrà offerta la variante con cambio automatico a tre marce, la Automatic, mentre nel 1979 verrà sottoposta ad un aggiornamento. Cambiava lo stile della plancia e della console centrale, nonchè la forma di volante e sedili (questi ultimi ridisegnati per essere più ergonomici). In quello stesso anno debbutterà anche la versione a cinque porte.

    La francese sarà aggiornata costantemente fino all’anno del suo pensionamento, il 1984, quando venne rimpiazzata dalla Supercinque, che ne riproponeva uno stile similare, seppur nascondendo numerose novità meccaniche.

    Versioni sportive

    Alpine Turbo

    Quando si pensa alla Renault 5, però, non si può fare a meno di pensare anche alle sue varianti pepate. Già a partire dal 1977, infatti, i francesi della Renault hanno pensato di introdurre nei listini la 5 Alpine (Gordini per il mercato britannico), che montava un 1.4 litri a benzina aspirato, in grado di sviluppare una potenza massima di 93 cavalli, abbinato ad un cambio manuale a cinque rapporti. Grazie all’elevata potenza in rapporto al peso di appena 850 kg, la piccola vettura della Losanga era in grado di prestazioni interessanti per l’epoca: velocità massima di 175 km/h ed accelerazione da 0 a 100 km/h in appena 9 secondi. Esteticamente la si poteva riconoscere per alcuni particolari specifici, nonchè per un allestimento interno pensato ad hoc.

    Nel 1982 arriverà la Alpine Turbo, che rimpiazza la versione aspirata. Grazie all’adozione della turbina Garrett T3, il piccolo 1.4 arrivava fino a quota 110 cavalli, che consentivano di raggiungere i 100 km/h da fermo in appena 7 secondi e mezzo, con una velocità di punta di 185 km/h.

    Renault 5 Turbo

    Un cenno a parte merita la mostruosa R5 Turbo, versione sportivissima nata nel 1980 con l’intento principale di partecipare alle corse. Nonostante esteticamente ricordasse da vicino la normale utilitaria, sotto alla carrozzeria si nascondeva una meccanica tutta nuova, progettata specificatamente per questa variante. Basti pensare che il motore era in posizione centrale, anzichè anteriore, mentre la trazione era posteriore. Questa rivoluzione meccanica aveva obbligato i progettisti a rimuovere il divanetto posteriore ed a trasformarla in un’auto per soli due passeggeri. Il motore restava il solito 1.4 litri, profondamente rivisto con un sistema di iniezione elettronica al posto del carburatore e con l’adozione dell’intercooler. Il risultato? Una potenza massima di 160 cavalli a 6.500 giri al minuto, che facevano schizzare la 5 Turbo da 0 a 100 km/h in soli 6,5 secondi e di farle toccare i 200 km/h. Nel 1982 arriverà la Turbo 2, che sostanzialmente era la stessa auto, dotata di alcuni affinamenti per renderla più affidabile e meno costosa.

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