Alfa Romeo Stelvio: prova su strada, prezzi, interni e dimensioni [FOTO]

Alfa Romeo Stelvio: prova su strada, prezzi, interni e dimensioni [FOTO]

    Per la serie prove su strada di allaguida.it, andiamo a parlare del primo SUV della Storia del Biscione. L’Alfa Romeo Stelvio si presenta come una sorta di variante della Giulia, con la quale condivide il telaio e la maggior parte della meccanica e degli interni. Ecco quindi spiegato il motivo perché FCA aveva bocciato l’idea della station wagon. Esteticamente dinamico ed elegante, da guidare divertentissimo e molto coinvolgente: così potremmo descrivere brevemente lo Stelvio che abbiamo avuto modo di provare a St. Moritz nelle motorizzazioni 2.0 turbo benzina da 280 cavalli e 2.2 turbo diesel da 210 cavalli, entrambe abbinate al cambio automatico ad 8 rapporti ZF ed alla trazione integrale Q4. Ma andiamo ora a scoprirli nel dettaglio.

    Alfa Romeo Stelvio estetica

    Guardandolo da fuori è inconfondibilmente Alfa. Lo Stelvio ha infatti raccolto i tratti principali del family feeling introdotto dalla Giulia. La vista frontale è caratterizzata principalmente dallo scudetto e dalle altre due prese d’aria ai lati. Grandi i gruppi ottici con luci diurne a led e proiettore bixeno, dalla firma luminosa inconfondibile. L’insieme del frontale è proiettato in avanti, come se la vettura non vedesse l’ora di “mordere” l’asfalto. Nella vista laterale si notano i baffi aerodinamici a mò di splitter presenti sulla parte inferiore dello scudo paraurti. Diversi i disegni di cerchi in lega disponibili, anche da 20”, che accontenteranno sia i più sportivi che coloro dai gusti più discreti ed eleganti. Dietro ad essi si fanno notare le grandi pinze del potente impianto frenante, dotato di pinze a quattro pompanti all’anteriore. L’andamento discendente del tetto, rende la fiancata decisamente sportiveggiante senza rubare spazio all’abitacolo, contrariamente a quanto verrebbe naturale pensare. Alfa Romeo Stelvio posteriore Armonioso il posteriore, dove domina il finto estrattore aerodinamico inserito nel bel paraurti, dal quale fanno capolino i due terminali di scarico cromati. Da segnalare il gran lavoro svolto in galleria del vento che ha consentito di ottenere un coefficiente di penetrazione aerodinamica ai vertici della categoria: il Cx è infatti pari a 0.29. Valore che consente quindi di abbassare le emissioni di anidride carbonica e di contenere i consumi di carburante.

    Alfa Romeo Stelvio capacità di carico

    A vederlo in foto non sembrerebbe neanche così grande, eppure è lungo 4 metri e 68, largo 2 metri e 16 ed infine alto 1 metro e 67 centimetri. Il passo è lo stesso della sorella a tre volumi, ossia pari a circa 2 metri e 82 centimetri. Questo ha consentito di ottenere un abitacolo veramente molto spazioso, al pari del vano bagagli. Quest’ultimo offre un volume di carico di 525 litri con i sedili posteriori in configurazione d’uso, aumentabili ulteriormente abbattendo gli schienali posteriori agendo sulle comode leve presenti ai lati del vano di carico.

    Alfa Romeo Stelvio interni

    Ma accomodiamoci finalmente all’interno del Suv di Alfa Romeo. La prima cosa che notiamo è l’impostazione del sedile del guidatore, molto simile a quella della Giulia rispetto alla quale si differenzia solamente per la seduta rialzata di 19 centimetri. Per il resto, si vede che è un’auto improntata sul piacere di guida e sulle emozioni: tutti i comandi indispensabili per il conducente sono esattamente dove li si sta cercando. Bello il volante a tre razze con parte inferiore appiattita, forse dalla pelle un po’ troppo dura ma molto pratico come impugnatura. Nelle razze integra i comandi per cruise control, controllo della velocità in discesa e per l’impianto audio. Per navigare nelle varie schermate del chiaro quadro strumenti è necessario invece agire sul pulsante collocato sull’estremità della leva alla destra del piantone. Potrebbero richiedere qualche minuto di apprendimento i paddles fissi: per una persona abituata a quelli solidali al volante, non è intuitivo ma è solamente questione di abitudine. Esteticamente sono veramente belli da vedere e donano notevole sportività all’abitacolo dello Stelvio. Il design del cruscotto è dominato dalla palpebra che parte dal quadro strumenti e si estende fin sopra alla bocchetta d’aerazione lato passeggero. Al centro della plancia trova posto il sistema multimediale “Alfa-tainment”, dotato di schermo a colori (da 6.5 oppure 8.8 pollici di diagonale) attraverso il quale è possibile aver accesso al sistema di navigazione satellitare, come pure alla radio digitale DAB oppure a varie impostazioni della vettura. Particolarmente comodi i sedili in pelle Fiore riscaldabili e dotati di regolazioni elettriche, forse nella motorizzazione da 280 cavalli li avremmo preferiti un pelino più avvolgenti, visto l’invito continuo dell’auto a spingere in curva. Proviamo a sederci dietro e rimaniamo incantati dall’enorme quantità di spazio disponibile, sembra quasi di trovarsi su di una vettura di segmento superiore tanto è lo spazio a disposizione per le gambe e la testa degli occupanti. Veramente tanto di cappello agli ingegneri Alfa per quanto riguarda l’ottimizzazione dello spazio a bordo. Come qualsiasi auto da famiglia che si rispetti, non mancano diversi portaoggetti disseminati un po’ ovunque nell’abitacolo, oltre a due prese USB per i posi davanti ed altre due per la ricarica di dispositivi elettronici nei posti dietro. Nei nell’abitacolo? Alcune plastiche in zone poco visibili, risultano d’aspetto troppo economico e stonano su di una vettura che vuole inserirsi nel segmento premium.

    Alfa Romeo Stelvio 2.0 turbo 280 cavalli

    La nostra prova su strada dell’Alfa Romeo Stelvio parte da St.Moritz a bordo di un esemplare First Edition spinto dall’attuale motore più potente a listino: il quattro cilindri turbo benzina da 2.0 litri di cilindrata accreditato di 280 cavalli di potenza e 400 newtonmetro di coppia. Dire che è un motore “nervoso” potrebbe sembrare un esagerazione, eppure questo sembra il miglior aggettivo da assegnargli. Spostando il selettore dna in modalità dynamic è infatti sempre pronto all’acceleratore, che sia per effettuare sorpassi fulminei come anche per fiondarsi con prepotenza nelle curve guidate. Il tutto ovviamente sempre assecondato da un cambio automatico spettacolare (impossibile trovargli difetti) e ad un assetto veramente piatto. Lo Stelvio si guida come una berlina sportiva, rispetto alla quale ha il plus della posizione di guida rialzata che consente di dominare la strada ed avere un’ottima visuale in tutte le direzioni, tranne dietro dove il lunotto risulta veramente piccolo. Un guidatore dinamico non può non amare lo Stelvio, una persona dal carattere più pacato potrebbe invece trovarlo tarato troppo rigido: le asperità si sentono tutte, come su di una sportiva. Però questa taratura ha consentito di ottenere valori di handling al top della categoria, anzi più simili alle berline della concorrenza che non ad altri suv simili. Se vi capita di guidarlo in un percorso tutto curve, apprezzerete fin da subito la forza con la quale vi catapulta fuori anche dalle curve più impegnative, sempre con una tenuta di strada veramente eccelsa (anche in condizioni di scarsa aderenza). Richiede invece un leggero apprendimento il pedale del freno. Al contrario di qualsiasi altra vettura, non è infatti direttamente collegato all’impianto frenante quindi il rischio è quello di avere una sorta di feeling “falso” con i freni. Una volta assuefatti a questo pedale “virtuale” si riesce ad apprezzare appieno il potente impianto frenante. Alfa Romeo dichiara spazi di arresto degni di nota: solamente 35.7 metri da 100 a 0, valore misurato in condizioni di aderenza perfetta ma ripetibile più di una volta. I freni infatti non mostrano segni di cedimento anche dopo ripetute frenate aggressive. Molto piacevole il sound del motore, appena avvertibile in normal, diventa più corposo in dynamic ed invoglia ad alzare il ritmo. A velocità costante invece risulta molto confortevole, peccato per i fruscii a 130 all’ora avvertibili in corrispondenza dei grandi specchietti laterali. Non crucciatevi sul fatto che non sia disponibile manuale, l’automatico ad 8 rapporti risulta infatti perfetto in qualsiasi situazione e qualsiasi sia il vostro stile di guida. Guidando in souplesse, le cambiate sono inavvertibili e sempre molto dolci. Ma è forzando il ritmo che tira fuori la sua vera anima ed inizia a buttar dentro le marce a 20-30 ms: da paura! Ma lo sterzo? Con la taratura più diretta della categoria (12:1) è veramente piacevole ed improntato alla guida dinamica: in una scala da 1 a 10 gli daremmo un bel 9!

    Alfa Romeo Stelvio 2.2 diesel 210 cavalli

    Scesi dall’esuberante benzina, montiamo sul diesel da 210 cavalli. Apprezziamo fin da subito l’ottimo lavoro di insonorizzazione che non fa quasi sembrare a gasolio il propulsore montato all’anteriore verso il centro della vettura. Decisamente più fluido nell’erogazione, questo motore risulta ottimo nei lunghi viaggi dove dimostra di aver poca sete di gasolio ed essere un ottimo macinatore di chilometri. Non per questo però si sottrae alla guida sveglia. La forte coppia di 470 newtonmetro disponibile già a partire da 1750 giri infatti consente di riprendere molto rapidamente ed effettuare sorpassi in brevi spazi. Alla fine della nostra prova, con uno stile di guida non troppo votato al risparmio, abbiamo rilevato al computer di bordo un consumo medio attorno ai 7-8 litri per 100 chilometri.

    Alfa Romeo Stelvio meccanica

    Il segreto del piacere di guida dello Stelvio lo troviamo sotto la pelle: il pianale infatti è lo stesso della Giulia, rispetto alla quale si differenzia solamente per le sospensioni rialzate e le carreggiate allargate. Dal quartier generale del Biscione ci tengono però a sottolineare che i movimenti del gruppo ruota sono rimasti gli stessi della berlina, nonostante l’aumento dell’altezza da terra. L’Alfa Romeo Stelvio risulta neutro alla guida grazie alla ripartizione dei pesi 50-50 ed allo schema sospensioni denominato Alfa-Link, un multilink ancora più raffinato. Centro di controllo della trazione integrale Q4 e dei sistemi elettronici di stabilità e trazione è la centralina “Alfa Chassis Demain Control”, anch’essa derivata pari-pari da quella della Giulia.

    Benzina:

    • 2.0 Turbo 280 cavalli Q4 AT8 First Edition – 57.300 euro
    • 2.0 Turbo 280 cavalli Q4 AT8 Super – 52.800 euro
    Diesel:
    • 2.2 Diesel 210 cavalli Q4 AT8 Business – 50.800 euro
    • 2.2 Diesel 210 cavalli Q4 AT8 Super – 51.250 euro
    • 2.2 Diesel 210 cavalli Q4 AT8 Executive – 54.000 euro

    1955

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