Immatricolazione auto estera: costo, tempi e come fare per vetture nuove e usate

Immatricolazione auto estera: costo, tempi e come fare per vetture nuove e usate
da in Aci, Consigli e Guide
Ultimo aggiornamento: Martedì 05/05/2015 16:23

    Immatricolazione auto estera

    Acquistare vetture all’estero talvolta conviene poiché a parità di prezzo vi è una dotazione più ricca. Come fare poi per immatricolarla italiana? Con questo articolo andiamo ad illustrarvelo. L’articolo 132 del Codice della Strada indica che i veicoli immatricolati all’estero non possono circolare in Italia per un periodo superiore ai dodici mesi altrimenti è necessaria la re-immatricolazione presso una sede della Motorizzazione Civile e la successiva iscrizione al Pubblico Registro Automobilistico (comunemente chiamato PRA). Quando si acquista presso un concessionario od un importatore un’auto costruita all’estero è il concessionario o l’importatore stesso a provvedere all’immatricolazione nel suolo italiano. Se il veicolo mantiene invece l’immatricolazione estera sarà il proprietario a dover sbrigare le pratiche per la re-immatricolazione. Vi sono procedure diverse a seconda che si tratti di un veicolo proveniente da un Paese dell’Unione Europea oppure da uno Stato al di fuori dell’Unione Europea, andiamo a vederle nel dettaglio.

    Veicolo importato da uno Stato dell’UE

    Nel caso in cui il veicolo importato proviene da un Paese dell’Unione Europea vi sono due differenti metodi per la re-immatricolazione, il più usato è quello del STA, lo Sportello Telematico dell’Automobilista. Questo sportello è presente negli uffici di provincia dell’ACI e del Pubblico Registro Automobilistico (PRA) sparsi in tutto il territorio italiano ma anche negli uffici della Motorizzazione Civile (UMC) e nelle delegazioni degli Automobile Club e studi di consulenza automobilistica (quest’ultimi più comunemente chiamati agenzie pratiche auto).

    E’ necessaria la distinzione tra veicolo nuovo oppure usato. Se si tratta di un’auto nuova bisogna presentare un documento d’identità dell’acquirente, l’atto di vendita con la firma del venditore autenticata da un notaio e redatto in bollo, la dichiarazione di conformità (altresì chiamata certificato di conformità europeo) con omologazione italiana o certificato di conformità europeo accompagnata dalla dichiarazione di immatricolazione rilasciata dalla Casa Costruttrice.

    In caso di veicolo usato oltre ai documenti suddetti bisogna presentare anche la carta di circolazione estera con relativa fotocopia.

    Quando l’acquirente è un cittadino extracomunitario residente in Italia occorre presentare anche copia del permesso di soggiorno in corso di validità (oppure copia del permesso di soggiorno scaduto con allegata copia della ricevuta postale che attesta l’avvenuta presentazione della richiesta di rinnovo), oppure fotocopia del documento d’identità e fotocopia della ricevuta della presentazione d’istanza di primo rilascio del permesso di soggiorno, oppure copia del permesso di soggiorno CE per soggiornanti di lungo periodo. Se l’acquirente invece è un familiare extracomunitario di un cittadino dell’Unione Europea con residenza in Italia bisogna presentare copia della carta di soggiorno del familiare del cittadino dell’Unione Europea oppure copia della carta di soggiorno permanente per familiari di cittadini europei.

    La pratica appena descritta ha un costo che varia a seconda della provincia di residenza e del tipo di targa. Tra importi fissi ed imposte di bollo si parla comunque di circa 100 euro.

    Nel caso non si possa utilizzare lo Sportello Telematico dell’Automobilista (STA) è possibile recarsi presso un ufficio della Motorizzazione Civile per effettuare l’immatricolazione. Una volta effettuata, ed entro 60 giorni dalla data di rilascio della carta di circolazione, occorre procedere all’iscrizione del veicolo al Pubblico Registro Automobilistico (PRA).

    Veicolo importato da uno Stato non UE

    In caso di veicolo importato da Paese non appartenente all’Unione Europea bisogna recarsi presso un ufficio della Motorizzazione Civile e procedere con l’immatricolazione. Entro e non oltre sessanta giorni dalla data del rilascio della carta di circolazione bisogna inoltre procedere all’iscrizione al Pubblico Registro Automobilistico (PRA).

    Per procedere con l’immatricolazione di un veicolo importato da uno Stato non UE bisogna presentare il titolo di proprietà del veicolo. In caso che l’intestatario del veicolo sia già proprietario all’estero del veicolo stesso e che questo sia riportato sulla carta di circolazione estera, la dichiarazione di proprietà va presentata con firma autenticata. Nel caso in cui l’intestatario del veicolo sia diverso dall’intestatario riportato sulla carta di circolazione estera, l’atto di proprietà va presentato con firma autenticata da un notaio o da atto pubblico. Al titolo di proprietà vanno presentati anche i documenti indicati poco sopra per i veicoli importati da Paesi facenti parte dell’Unione Europea, in aggiunta occorre presentare anche il certificato di residenza dell’acquirente o la dichiarazione sostitutiva di certificazione, qualora la residenza non sia riportata sul documento presentato, anche se l’acquirente è un cittadino italiano residente all’estero e iscritto all’AIRE (Anagrafe Italiani Residenti all’Estero). I cittadini dell’Unione Europea possono inoltre presentare la fotocopia dell’attestazione rilasciata dal comune che comprova l’avvenuta richiesta di iscrizione all’anagrafe sopracitato, oppure la fotocopia del permesso di soggiorno permanente rilasciato sempre dal comune di residenza.

    Come nel caso precedente il costo totale varia a seconda della provincia di residenza e del tipo di targa ma rimangono i costi fissi e le imposte di bollo, stavolta pari a circa 50 euro.

    Per semplificare le pratiche è possibile rivolgersi ad una sede dell’Automobile Club (ACI) oppure ad un’agenzia pratiche auto, in questo caso bisognerà quindi aggiungere i costi dell’agenzia ma la pratica probabilmente sarà velocizzata.

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