Prezzo benzina: le 10 accise più assurde

Le accise incidono sul prezzo della benzina e degli altri carburanti in modo molto pesante. Paghiamo ancora per eventi di molti decenni fa. Le imposte più assurde

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    Prezzo benzina: le 10 accise più assurde

    Prezzo della benzina e accise, le 10 più assurde sono anche quelle più antiche. Prima di rinfrescarci la memoria, ricordiamo cosa sono le accise. Sono delle imposte su fabbricazione e vendita di alcuni prodotti al consumo. Ogni nazione ha le sue. Come funzionano le accise sulla benzina e sugli altri carburanti? Si applica un’aliquota fissa su ogni mille litri. Quindi l’accisa, a differenza dell’Iva, è un’imposta basata sulla quantità di prodotto venduto e non sul suo valore (L’Iva è applicata in percentuale sul prezzo di vendita). Quanto paghiamo di accise sulla benzina? Per il 2017 l’imposta è di 728,40 euro per mille litri, pari a 0,7284 euro al litro; l’accisa sul gasolio è invece di 617,40 euro per mille litri (0,6174 €/l); l’accisa sul GPL è di 267,77 euro per mille litri (0,26777 €/l); l’accisa sul metano per autotrazione è invece calcolata in 0,00331 euro al metro cubo.

    Dove finiscono le accise sulla benzina? Ciò che fa più arrabbiare noi poveri tartassati è il fatto che le accise sono state introdotte dai vari governi come provvedimenti temporanei per finanziare necessità contingenti, come calamità naturali o interventi militari. Ma poi si sono trasformate in un semplice metodo per mettere le mani nelle tasche della gente per qualsiasi motivo. Inoltre i provvedimenti temporanei sono diventati definitivi. Mai un’accisa è stata eliminata. Andiamo a vedere quante e quali sono le accise sulla benzina in Italia, partendo proprio dalle 10 più assurde. Sono le più antiche; assurde proprio perché le paghiamo ancora.

    10 – Rinnovo del contratto degli autoferrotranvieri del 2004

    Accisa di 0,02 euro al litro. A parte che non si capisce perché una sola componente, il trasporto privato, debba pagare per un contratto di categoria (cioè, lo capiamo benissimo: ideologia); se è un servizio pubblico essenziale allora dovrebbe essere finanziato dalla fiscalità generale, cioè da Irpef e Irpeg. Se non lo è, deve finanziarsi con i proventi di biglietti e abbonamenti. E comunque sono passati 13 anni. Basta.

    9 – Finanziamento della missione militare in Bosnia del 1996

    Accisa di 0,0114 euro al litro. Non risulta che attualmente in Bosnia sia ancora in corso una guerra, dopo 21 anni dall’intervento. E poi fa ridere che paghiamo ancora per una missione vecchissima quando i fondi per la Difesa vengono tagliati in continuazione. I soldi che rientrano dalla porta, escono dalla finestra.

    8 – Finanziamento della missione militare in Libano del 1983

    Accisa di 0,106 euro al litro. L’Italia mandò i Bersaglieri e alcune navi della Marina in Libano nell’ambito della Forza multinazionale di pace, così venne chiamata, composta da forze americane, francesi, britanniche e italiane. La Missione Italcon durò dal 1982 al 1984. Perché paghiamo ancora?

    7 – Ricostruzione dopo il terremoto in Irpinia del 1980

    Accisa di 0,0387 euro. Il fiume di denaro pubblico riversato in Irpina si disperse in mille rivoli più o meno fangosi, come sappiamo bene. E non si sono prosciugati nemmeno oggi, dopo 35 anni.

    6 – Ricostruzione dopo il terremoto in Friuli del 1976

    Accisa di 0,0511 euro. A differenza di quello dell’Irpinia, il terremoto in Friuli venne superato rapidamente e molto del denaro impiegato fu delle popolazioni locali. Dopo 41 anni, chi sta ancora incassando quei soldi e per fare cosa?

    5 – Ricostruzione dopo il terremoto nel Belice del 1968

    Accisa di 0,00516 euro. Fu un disastro colossale, non solo per colpa del terremoto. La località siciliana ha subìto a lungo tutti i danni tipici di un apparato pubblico torbido. Le ultime baracche furono smontate nel 2006. Ma oggi, dopo 49 anni?

    4 – Ricostruzione dopo l’alluvione di Firenze del 1966

    Accisa di 0,00516 euro. L’espressione “fiume di denaro” in questi casi calza a pennello. Ormai nessuno si vergogna più.

    3 – Ricostruzione dopo il disastro del Vajont del 1963

    Accisa di 0,00516 euro. Di tutti i veri colpevoli che avrebbero dovuto pagare per quella scellerata tragedia di 54 anni fa, solo noi continuiamo a tirare fuori soldi ancora oggi. Che finiscono naturalmente altrove.

    2 – Finanziamento della crisi di Suez del 1956

    Accisa di 0,00723 euro. Sì, per poco non si rischiò una guerra nucleare; sì, il prezzo del petrolio aumentò. Come migliaia di altre volte in seguito. Sono passati 61 anni, trovate almeno una scusa diversa per metterci le mani in tasca.

    1 – Finanziamento della guerra d’Etiopia del 1935-1936

    Accisa di 0,000981. Record del mondo per l’accisa sulla benzina più assurda. La paghiamo ancora. Forse nemmeno lo stesso Mussolini avrebbe la faccia tosta di tenerla in vita dopo 81 anni, una guerra mondiale e un mondo ribaltato più volte anche dopo. Vergogna.

    Le altre accise sulle benzina

    Pensavate che fosse finita qui? No, il prezzo della benzina ha accise anche attuali. Eccole.

    - Acquisto di autobus ecologici nel 2005, 0,005 euro;

    - Terremoto dell’Aquila del 2009, 0,0051 euro;

    - Finanziamento alla cultura nel 2011, da 0,0071 a 0,0055 euro;

    - Sbarchi migranti dopo la crisi libica del 2011, 0,04 euro;

    - Alluvione in Liguria e Toscana del novembre 2011, 0,0089 euro;

    - Decreto Salva Italia del dicembre 2011, 0,082 euro sulla benzina e 0,113 sul gasolio;

    - Terremoto in Emilia Romagna del 2012, 0,02 euro.