Volvo abbassa i prezzi, ma è una politica che si diffonde

Volvo abbassa i prezzi, ma è una politica che si diffonde

L'orientamento della moderna industria automobilistica verso l'abbassamento dei prezzi delle proprie auto

da in Mondo auto, Volvo
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    Volvo XC90

    La notizia che Volvo, per le auto commercializzate in Malesia, taglia i prezzi, sull’esempio di Proton e di Nissan, che lo farà nei prossimi giorni, potrebbe non interessare gli occidentali, troppo distanti da realtà commerciali che si sviluppano dall’altro capo del mondo.

    Tuttavia, non siamo neanche tanto avulsi da non accorgerci di una realtà industriale che sta cambiando e di qualcosa di importante che sta avvenendo nei Paesi industrializzati rispetto ad altri poco o per nulla evoluti.

    Intanto, la flessione dei prezzi di vendita, non è limitata a qualche punto percentuale solamente, ma, come avvenuto per Volvo, si parla del 7% e non è poco e, mentre per la Casa svedese l’offerta è limitata al solo modello XC90 SUV, almeno inizialmente, le altre Case che hanno aderito a questa iniziativa, ripetiamo, Nissan e Proton, l’hanno estesa a tutto il listino, con abbattimenti anche dell’ordine del 10,12% .

    Tutto ciò, si inserisce in una politica globale che si è estesa all’intero pianeta coinvolgendo costruttori diversi per storia, filosofia, ambizioni e quant’altro caratterizza le proprie aziende, orientando, da questo millennio in poi, la propria politica commerciale verso la ricerca di strategie di vendita dove, gioco forza, ad essere interessato fosse il prezzo, in primis e tutto il resto, dopo.

    Con questo non si vuole ammettere che la compressione del costo di vendita di un’auto sia andata a scapito della qualità, tutt’altro; il successo, almeno letto come interesse, per auto low cost, ci riferiamo alla Alif, alla Ratan, proprio per estremizzare i concetti e molto più vicini a noi, l’interesse dimostrato per vetture a basso costo e di qualità, ci riferiamo a Logan Renault, chiarifica questa nuova esigenza e visione da parte del pubblico. La stessa spinta dei mercati emergenti, ha inciso tanto profondamente nella mentalità dei costruttori di automobili più importanti, alcuni veri e propri leader di mercato, da stravolgere, in pochissimo tempo, la stessa logica di vendita dei propri modelli, anche di successo.

    Risultati, questi, sicuramente, degli effetti della tanto amata-odiata globalizzazione e dei tanto studiati fenomeni di comunicazione di massa che hanno aperto nuove frontiere dove spettatore attivo, ma soprattutto interprete principale, non è più il costruttore, artefice assoluto delle scelte di tutti, quanto invece, il consumatore che detta, oggi, le nuove leggi del mercato, incide sempre più sui destini di un’impresa, ne determina il successo o il fallimento e veramente poco possono fare le stesse campagne pubblicitarie, se la costante, prezzo, non è sufficientemente adeguata al mercato più di ogni altra variabile.

    Un processo che ha delineato due fronti netti e separati rappresentati da due realtà diverse e distantissime le une dalle altre; le auto a prezzi stratosferici che risentono di un mercato rappresentato da una strettissima minoranza di consumatori in cui il prezzo d’acquisto è solo una variabile relativa, da una parte, la stragrande maggioranza dei fruitori dell’automobile, a cui, invece, il costo di acquisto di un’auto, assume un significato che condiziona le scelte in maniera determinante.

    Una logica che ha riunito sotto la stessa bandiera costruttori diversi e distantissimi fra di loro, accomunati da un unico denominatore comune, la concorrenza; in un mercato aperto a nuovi ingressi, se ce ne saranno, ma soprattutto con una base ampissima manovrata e gestita dalle scelte dell’utente che, davanti alle nuove istanze di vita, chiede, mai come adesso, di poter scegliere sulla base di quelle che sono le proprie disponibilità economiche, senza accontentarsi, ma contando su una vastissima gamma di modelli nella quale, prima o poi, troverà per sé, quello che rappresenta il meglio.

    Il tutto, senza svenarsi e soprattutto senza inchinarsi, come un tempo, all’arroganza di chi decideva ed incideva sulle logiche, spesso bieche di un mercato, in passato, chiuso ad ogni innovazione e oggi, suo malgrado, aperto alle nuove esigenze dettate dalla concorrenza.

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