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Mobilità sostenibile, la guida ai nuovi mezzi di trasporto green

Quando si parla di mobilità sostenibile si entra in un mondo in continua evoluzione, fatto di novità tecnologiche e di una nuova concezione nella quale mezzi di trasporto e ambiente sono in stretta correlazione uno con l’altro. I progetti legati alla mobilità sostenibile, infatti, hanno tutti un minimo comun denominatore: quello di ridurre le emissioni e consentire un risparmio energetico migliorando la qualità della vita sul pianeta Terra.

Comportamenti come spostarsi in bicicletta invece che in auto, preferire veicoli ibridi o elettrici rispetto a quelli “tradizionali”, utilizzare il trasporto pubblico, ricorrere alla condivisione di veicoli (bici, scooter, autovetture) ma anche poter usare in modo integrato vari mezzi per il percorso quotidiano in un percorso fluido sono alcuni dei comportamenti che caratterizzano la mobilità sostenibile all’interno delle città. Ma cosa si intende per mobilità sostenibile, quali sono i progetti ad essa legati e quali i mezzi presenti sul mercato? Ecco una guida per chiarire il concetto che ruota intorno alla mobilità sostenibile.

Cos’è la mobilità sostenibile

Audi e-tron GT quattro -Foto credits Audi media

Quando si parla di mobilità sostenibile si fa riferimento a un sistema di trasporti in grado di impattare il meno possibile sull’ambiente riducendo il rischio di inquinamento, salvaguardando la salute e orientando i propri bisogni verso il risparmio energetico. Concetti che stanno trovando sempre più spazio e che stanno modificando in maniera radicale il modo di spostarsi all’interno non solo delle città, ma di intere nazioni. Muoversi in maniera sostenibile, infatti, significa ricorrere alla più moderna tecnologia per strade ed autostrade, sempre più connesse, per spostarsi oppure rivolgersi alla mobilità integrata utilizzando servizi pubblici, car sharing o privati per agevolare il percorso quotidiano.

Obiettivo della mobilità sostenibile, secondo la definizione riportata nella strategia europea in materia di sviluppo sostenibile approvata nel 2006 dal Consiglio Europeo, è garantire che i sistemi di trasporto corrispondano ai bisogni economici, sociali e ambientali della società, minimizzandone contemporaneamente le ripercussioni negative sull’economia, la società e l’ambiente. Una missione che, piano piano, sta modificando le abitudini delle persone, sempre più convinte che quella delle mobilità sostenibile sia la strada giusta da percorrere.

Mobilità sostenibile in Italia

Foto Pixabay | andreas160578

In Italia, però, la mobilità sostenibile non è ancora così sviluppata. Al contrario dei Paesi del Nord Europa, ad esempio, dove è già una realtà, il Belpaese comincia a muovere adesso i primi passi verso una mobilità che abbia a cuore l’ambiente. A riportare i numeri del fenomeno in Italia è il rapporto MobilitAria 2022, realizzato dal gruppo di lavoro “Mobilità sostenibile” di Kyoto Club e dagli esperti di CNR-IIA (Consiglio Nazionale delle Ricerche, Istituto sull’Inquinamento Atmosferico), che ha evidenziato una crescita dei servizi in sharing unita a una diminuzione delle vetture a gasolio con una crescita significativa delle autovetture alimentate elettricamente o ibride, seppur ancora con una percentuale piuttosto bassa rispetto al totale delle vetture circolanti.

Di contro , però, nessuna città ha ottenuto la classe A. Il rapporto analizza e compara tra loro 36 città europee (tra cui le quattro italiane, Milano, Torino, Roma e Napoli) in 16 Paesi, valutandone le performance sui temi della mobilità sostenibile, dello spazio urbano e della qualità dell’aria. La prima italiana nella speciale delle città più sostenibili al mondo è Milano al 20° posto, seguita da Torinoal 23°, Roma al 32° e Napoli al 36°. In quasi tutte le città italiane prese in esame dal Kyoto Club, si è registrato un aumento di chilometri di piste ciclabili ma Torino, Roma e Napoli risultano essere, ancora oggi, tra le cinque città europee con meno spazio dedicato esclusivamente ai pedoni e alle bici mentre Torino e Milano sono tra le tre città europee dello studio con la peggiore qualità dell’aria.

Progetti per la mobilità sostenibile

La presa di ricarica della BMW iX – Foto credits BMW Press

Nonostante uno sviluppo non ancora in linea con le altre città europee, però, l’Italia sta cercando di correggere il tiro incentivando la mobilità sostenibile tramite diversi progetti. L’occasione giusta è rappresentata dal Pnrr – il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza – che ha portato alla creazione del Centro Nazionale per la Mobilità Sostenibile. Un investimento da 394 milioni di euro per i primi 3 anni (2023-2025) e che coinvolge 696 ricercatori dedicati e 574 quelli neoassunti; l’obiettivo è accompagnare la transizione green e digitale in una ottica sostenibile, garantendo la transizione industriale del comparto e accompagnando le istituzioni locali a implementare soluzioni moderne, sostenibili e inclusive nelle città e nelle regioni del Paese.

Il Centro Nazionale per la Mobilità Sostenibile è infatti una risposta concreta ai bisogni di crescita di un settore chiave per l’economia che da solo, si stima, raggiungerà un valore complessivo di 220 miliardi di euro nel 2030, assorbendo il 12% della forza lavoro. Saranno cinque le aree di sviluppo, ossia, mobilità aerea, veicoli stradali sostenibili, trasporto per vie d’acqua, trasporto ferroviario, veicoli leggeri e mobilità attiva rendendo più green il sistema della mobilità attraverso soluzioni leggere e sistemi di propulsione elettrica e a idrogeno, sistemi digitali per la riduzione degli incidenti, soluzioni più efficaci per il trasporto pubblico e la logistica, un nuovo modello di mobilità, come servizio, accessibile e inclusiva.

Incentivi per la mobilità sostenibile

Un’auto elettrica in ricarica . Foto credits Cs Aretè

Per favorire lo sviluppo della mobilità sostenibile, inoltre, sono diverse le iniziative messe in campo dal Governo. La più importante riguarda gli ecoincentivi per chi decide di cambiare la proprio automobile scegliendone una “green”; tutti gli automobilisti che decidono di rottamare il proprio veicolo “tradizionale” acquistandone uno nuovo a basso impatto ambientale, avranno diritto a uno sconto in base alla fascia di emissioni del veicolo stesso.

La fascia di auto che hanno bonus di entità maggiore è quella con emissioni 0-20 g/km di CO2 per la quale le risorse disponibili ammontano a 220 milioni di euro, ovvero quelle elettriche e ibride plug-in. Lo sconto massimo previsto è di 5 mila euro in caso di rottamazione di un mezzo omologato Euro 0 – Euro 5 e di proprietà dell’acquirente da almeno 12 mesi, e scende a 3.000 euro senza rottamazione. Nella seconda fascia rientrano auto ibride plug-in con emissioni di CO2 comprese tra 21 e 60 g/km, che hanno la possibilità di usufruire di un incentivo da 4 mila euro con rottamazione che scende a 2 mila senza rottamazione.

Nella fascia 21-60 g/km di CO2 rientrano solo auto di tipo ibride plug-in, che possono usufruire di un incentivo di 4.000 euro con rottamazioni. Bonus che diventa di 2.000 euro senza rottamazione mentre nell’ultima fascia rientrano le auto nuove aventi emissioni di CO2 da un minimo di 61 a un massimo di 135 g/km. In questo caso, però, l’ammissione agli incentivi contempla l’obbligo di rottamazione di un veicolo di proprietà da 12 mesi Euro 0 – Euro 5 e lo sconto previsto è di 2 mila euro.

Presente e futuro della mobilità sosteniile

Scooter elettrici – Foto credits Envato | fxquadro

Parlare di mobilità sostenibile già oggi è possibile. Sono diversi, infatti, i mezzi di trasporto che sposano in pieno questa filosofia. A partire dalle auto elettriche che, nel 2022, vedranno arrivare molti nuovi modelli e con le case produttrici sempre più orientate allo sviluppo di questo tipo di vetture. Per chi non ha la possibilità di ricaricare l’auto alla presa nel proprio garage o non ha una colonnina di ricarica nei pressi della propria abitazione, invece, lo soluzione ideale è rappresentata dalle auto ibride, vetture che vantano una doppia alimentazione sia tradizionale sia green riducendo così l’impatto ambientale degli spostamenti.

Per chi, invece, preferisce spostarsi sulle due ruote, evitando così il traffico cittadino, la soluzione sono gli scooter elettrici, classici motorini che però si muovono grazie alla propulsione elettrica senza per questo risentirne in fatto di prestazioni o guidabilità. Esistono, poi, anche le moto elettriche, veri e propri bolidi green che nulla hanno da invidiare alle loro cugine tradizionali.

Dalla rivoluzione ecologica, infine, non solo esclusi neanche i mezzi più classici come le biciclette e i monopattini. Le e-bike, infatti, sono sempre più scelte dai cittadini che decidono di affidarsi a loro per compiere il tragitto casa-lavoro in maniera sostenibile così come i monopattini elettrici che permettono di avere un mezzo poco ingombrante, sostenibile e a prezzo contenuto con il quale muoversi liberamente all’interno della città.

Matteo Vana

Laureato in Editoria e Giornalismo, ha iniziato a muovere i primi passi con calcio e motori, due passioni delle quali ha fatto un lavoro. Pubblicista dal 2014, ama lo sport, i viaggi e i fumetti

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