Cinture di sicurezza: quali sono gli obblighi in Italia

Le cinture di sicurezza sono obbligatorie per tutti gli occupanti di un veicolo (salve rare eccezioni)

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    Le cinture di sicurezza sono uno di quegli argomenti che non riusciranno mai a mettere tutti veramente d’accordo. Sebbene la legge ne imponga l’obbligo in tutte le circostanze (salvo rare eccezioni) per il guidatore e per tutti i passeggeri, anche posteriori, sono veramente poche le persone che conoscono le norme del codice della strada in materia di dispositivi di ritenuta. Cerchiamo di fare un po’ di chiarezza su quali sono le leggi che regolano l’uso delle cinture di sicurezza e su quali sono le sanzioni per chi viene colto in contravvenzione.

    CINTURE DI SICUREZZA: OBBLIGO DI UTILIZZO

    La legge italiana prevede l’obbligo di utilizzo delle cinture di sicurezza praticamente per tutti i veicoli chiusi, dalle minicar (categoria L6e) alle auto della categoria M1 (massimo sette passeggeri), delle categorie M2 ed M3 (pullman, autobus e furgoni adibiti al trasporto di persone con più di sette passeggeri) e delle categorie N1, N2 ed N3 (veicoli per trasporto merci).

    L’obbligo di utilizzare le cinture di sicurezza vale per tutti i posti sui mezzi nuovi. Nel caso di auto, furgoni o autobus di vecchia data, i dispositivi di ritenuta sono obbligatori anche quando non installati in origine, ma solo se la vettura ne prevede gli attacchi. Le cinture di sicurezza sono obbligatorie in qualsiasi condizione di marcia. I bambini sotto i 150 cm devono essere assicurati ad un dispositivo adeguato.

    CINTURE DI SICUREZZA: SANZIONI

    Nel caso di mancato utilizzo delle cinture si può incorrere in diverse sanzioni. Chi non le indossa correttamente o le manomette è soggetto alla decurtazione di cinque punti dalla patente (10 se è neopatentato) e da 74 a 299 Euro di multa. Inoltre, se la contravvenzione viene riscontrata per una seconda volta entro due anni, scatta anche la sospensione della patente fino a 2 mesi.

    Il mancato uso delle cinture di sicurezza non solo espone a sanzioni, ma può anche essere un fattore determinante nella valutazione delle responsabilità in seguito ad un sinistro, oltre a poter causare una diminuzione del risarcimento. Attenzione: se a contravvenire è un minore la responsabilità ricade sul conducente se a bordo non ci sono i genitori.

    CINTURE DI SICUREZZA: ESENZIONI

    Dall’uso della cintura di sicurezza sono esentate solo alcune categorie di guidatori e passeggeri. Innanzitutto le forze dell’ordine, i vigili del fuoco o altri corpi di pubblica sicurezza nell’espletamento di una missione d’emergenza. Sono esentati anche i dipendenti di società di sicurezza privata, se legalmente riconosciute, quando in servizio di scorta.

    Per motivi medici sono esentati dall’uso dei dispositivi di ritenuta le donne incinte se in possesso di adeguato certificato medico e le persone affette da patologie che rendono controindicato l’utilizzo delle cinture di sicurezza. Infine l’esenzione riguarda gli istruttori di scuola guida durante le lezioni e i proprietari di auto storiche immatricolate prima del 1976 (a meno che non siano previste dall’inizio sulla vettura).