Compleanno Alfa Romeo: riviviamo una storia lunga 107 anni

Dalla 24 HP del 1910 che segnò il debutto di Alfa sul panorama automobilistico al rilancio in atto con Giulia e Stelvio. Carrellata su 107 anni di storia del Biscione

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    Compleanno Alfa Romeo: riviviamo una storia lunga 107 anni

    Una storia lunga oltre un secolo, quella del marchio Alfa. Era il 24 giugno 1910 quando l’Anonima Lombarda Fabbrica Automobili iniziava l’attività. Centosette anni di innovazione tecnica, di successi nelle competizioni, di modelli iconici e altri decisamente da dimenticare. C’è di tutto nel film emozionante del marchio milanese, oggi alle prese con un piano industriale buono per riportare sulla scena da protagonista Alfa Romeo. Giulia e Stelvio le novità più recenti, in attesa che arrivino altri modelli. Nasce come ALFA, diventa Alfa Romeo nel 1918. Ed è grazie all’intervento dell’ingegnere e senatore Nicola Romeo che Alfa riuscirà a sopravvivere alla crisi della prima guerra mondiale. Prima degli eventi bellici aveva visto la luce l’Alfa 24 HP, il primo modello prodotto, ma con i venti di guerra a soffiare sull’Europa serviva riconvertire l’attività e fu con la nomina di Romeo, nel 1915, a direttore dello stabilimento del Portello, che Alfa da automobili si mise a produrre munizioni, motori per l’aeronautica e attrezzature per le miniere.

    Una storia comune a tanti marchi automobilistici storici. La “moderna” Alfa Romeo nasce il 3 febbraio del 1918 e battezza il nuovo corso con la 20-30 HP, prima auto a sfoggiare il marchio Alfa Romeo. Una storia, quella del Biscione, oggi sintetizzata al meglio al Museo Storico di Arese, dove in occasione delle celebrazioni per i 107 anni sono state organizzate visite guidate, attività di intrattenimento, momenti di incontro a tema – ricorrono i 30 anni dal lancio dell’Alfa Romeo 164 – e la possibilità di osservare i designer del Centro Stile operare dal vivo, nella produzione dei bozzetti che danno poi vita alle linee che hanno fatto innamorare milioni di appassionati.

    Alfa Romeo, suoi i primi mondiali in F1

    Torniamo però al racconto di una lunga storia, vissuta tra produzione di serie e trionfi eclatanti nelle competizioni. Ma anche di costanti difficoltà economiche, bilanci in rosso e salvataggi statali. Il primo arriva nel 1933, quando Mussolini decide di rilevare attraverso l’ente pubblico IRI l’azienda sull’orlo del fallimento, tale era il lustro che Alfa Romeo avrebbe potuto dare all’Italia. Nel 1925, ad esempio, fu la P2 di Vittorio Jano a vincere il primo campionato automobilistico mai disputato. Saranno anni Trenta splendidi per Alfa Romeo, sotto la guida di Ugo Gobbato e Vittorio Jano nasceranno la 6C 1500, la 8C 2300 e la 8C 2900, modelli che porteranno Alfa Romeo a guadagnare considerazione a livello internazionale.

    L’attività sportiva si interrompe nel 1933 e le vetture impiegate fino ad allora verranno gestite da Enzo Ferrari, anch’egli in origine pilota per la casa del Biscione. Alfa Romeo può vantare un primato unico: aver vinto le prime due edizioni del mondiale di Formula 1, nel 1950 con Nino Farina e nel 1951 con Juan Manuel Fangio. Non solo monoposto tra i grandissimi successi Alfa, ma anche il mondiale sport prototipi, vinto negli anni Settanta (’75 e ’77), per arrivare poi alle epiche lotte nel turismo tedesco negli anni Novanta, il DTM, dove Alfa Romeo 155 ha sfidato e battuto i mostri tedeschi, accrescendo l’aura magica del marchio.

    Dopo la guerra la svolta con la 1900

    La vera trasformazione da realtà “artigianale” a marchio impegnato nella produzione industriale di veicoli si ha subito dopo la seconda guerra mondiale, nel corso della quale Alfa Romeo riconvertì l’attività e ben l’80% della produzione era destinata al settore aeronautico. Finita la guerra è con l’Alfa Romeo 1900 del 1950 che si sviluppa il modello decisivo, realizzato a Milano, al Portello, con un’organizzazione in fabbrica diversa, arriva la catena di montaggio. La seconda offensiva, di successo, si produce nel 1955 con la Giulietta. Saranno i due modelli che permetteranno un forte sviluppo al marchio, che proseguirà negli anni Sessanta con l’emblematica Giulia e le sue declinazioni sportive. Sono gli anni d’oro di Alfa Romeo, il 1966 produce il simbolo del Duetto, che ebbe gran successo anche negli Stati Uniti. Capolavori di stile e tecnica come la 33 Stradale, realizzata in 18 esemplari appena, restano ancora oggi tra le auto più belle di sempre.

    Dagli anni Settanta una profonda crisi

    Anni Sessanta che aprono su uno scenario che sarà molto molto più difficile, gli anni Settanta della crisi petrolifera registreranno forti difficoltà. Non miglioreranno le condizioni negli anni Ottanta, anzi. Tra i più brutti modelli Alfa che si ricordino, la Arna, frutto di una collaborazione con Nissan. Un barlume di luce, invece, arrivò con l’Alfa 33. Complessivamente, però, i costi di produzione troppo elevati affondavano i bilanci, così l’IRI decise di vendere Alfa Romeo e nel 1986 passerà a Fiat, dopo un’aspra lotta con Ford. Si ricordano, degli anni ’80, l’Alfa 90 e l’Alfa 75 – l’ultima a trazione posteriore prima dell’attuale Giulia – resteranno nuovi modelli derivati da progetti precedenti, nell’ottica di contenimento costi che proseguirà sotto l’ala Fiat e vedrà una forte condivisione di componenti tra i due mondi. Un legame correttamente spezzato nella visione dell’ultimo piano industriale: Alfa Romeo brand premium, più vicino a respirare l’aria Maserati e Ferrari che non Fiat.

    La 156 il modello della riscossa

    Non mancano modelli importantissimi negli anni difficili di Alfa Romeo. La 156 disegnata da Walter De Silva segnerà un sussulto d’orgoglio, proseguito con l’Alfa Romeo 147. La splendida Brera pagherà, invece, caratteristiche tecniche non del tutto idonee a una coupé sportiva: troppo pesante. Stesso dicasi per la berlina e wagon 159. Così, Alfa Romeo Giulietta è rimasta a lungo, prima del lancio di Giulia e Stelvio, l’unico vero modello con il quale fare volume, giacché la MiTo ben poco del dna Alfa Romeo può vantare, trattandosi di un’operazione di maquillage di un progetto su base Fiat Grande Punto.

    La storia Alfa Romeo, al di là della produzione di serie e delle competizioni, è fatta di innovazioni tecnologiche assolute. Marchio innovatore, già nel 1928 arrivava la distribuzione bialbero sulla 6C 1500, poi la sperimentazione sull’iniezione comandata elettricamente nel 1940, l’utilizzo del telaio monoscocca sulla 1900 del 1950, la prima dello schema transaxle sulla Alfetta, con differenziale e cambio al posteriore per bilanciare il peso del motore all’anteriore; ancora: il primo cambio manuale robotizzato su un’auto di serie, il Selespeed della 156, il sistema di variazione di fase sulle valvole del Duetto, fino al primo motore turbodiesel con sistema common rail, diventato poi tecnologia standard nel campo dei motori diesel.

    Buon Compleanno, Alfa Romeo!