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Auto ibride 2016: vantaggi, svantaggi e convenienza

Auto ibride 2016: vantaggi, svantaggi e convenienza
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Ultimo aggiornamento: Giovedì 17/11/2016 15:01

    L’auto ibrida conviene? L’auto ibrida è migliore? Quali sono i suoi vantaggi? E i punti deboli? Chi la può comprare? Domande interessanti alle quali proveremo a rispondere. Il mondo dell’ibrido sta sempre più prendendo piede, in tutto il mondo e anche in Italia le vetture alimentate a benzina+elettrico sono vendute sempre di più scalando le classifiche nei mercati. Oggi ci interroghiamo sui vantaggi, gli svantaggi, pro e contro di queste auto.

    Qualcosa comincia a muoversi ma siamo ancora lontani da una larga diffusione. Nei primi sei mesi del 2016 in Italia sono state immatricolate 19.947 auto ibride, su un totale di circa un milione di autovetture. La quota di mercato è ancora irrilevante: 1,8%. Però la crescita è interessante, 27,4% rispetto allo stesso periodo del 2015. Si tratta dell’aumento più alto fra tutte le forme di alimentazione. Fra le ibride, la scelta sembra ormai chiara: sono quasi tutte ad alimentazione benzina/elettrica; sono state vendute infatti solo 305 auto diesel/elettriche. Parallelamente assistiamo ad un crollo delle vendite nelle auto a gas: -22,9% per il Gpl (5,6% del mercato), -32,6% per il metano (2,4% del mercato). Le vendite delle ibride sono ora molto vicine a quelle delle auto a metano, queste solo 26.971. Ma nel complesso l’Italia ama ancora soprattutto il diesel: 57,3% del mercato, +15,1%; le auto a benzina invece contano per il 32,8% del mercato e sono aumentate del 20,1%. Quali sono state le ibride più vendute in Italia nei primi sei mesi del 2016? Toyota Yaris e Auris, con la prima che vende quasi il doppio della seconda. Ancora più lampante: di che marca sono le prime 10 ibride in Italia? 4 Toyota fra le prime 5, poi 3 Lexus (quindi sempre Toyota), una BMW, una Suzuki e una Volkswagen. Più avanti vedremo perché, anche se è molto intuitivo.

    audi ibrida

    Esistono diversi tipi di auto ibride. Le micro-ibride non hanno due motori, ma solo dei sistemi di riduzione dei consumi come lo Start/Stop e la frenata rigenerativa (l’energia cinetica della frenata che di solito si disperde in calore viene invece recuperata e convertita in elettricità). Poi ci sono le “ibride leggere“, in inglese mild-hybrid: qui il motore elettrico può esclusivamente fornire assistenza al motore termico, ma non è in grado di muovere l’auto da solo. Le auto ibride vere sono quelle che ci interessano in questo momento: qui il motore elettrico può autonomamente spingere il veicolo. Ne esistono due tipi. Le Full Hybrid non necessitano di ricarica esterna delle batterie, che avviene tramite rigenerazione in frenata e decelerazione oppure attraverso il motore termico. Invece nelle Plug-in Hybrid si possono ricaricare le batterie anche esternamente, collegando la spina ad un apposita colonnina oppure anche alla normale rete elettrica domestica. Le ibride plug-in hanno inoltre batterie di maggiore capacità e consentono di viaggiare in modalità solo elettrica più a lungo. E’ infine diversa l’elettronica di gestione, più efficiente rispetto all’ibrida full.

    Suzuki Swift ibrida

    Spiegare in dettaglio il funzionamento di un’auto ibrida esula dallo scopo di questo articolo. Per sintetizzare in modo estremo, il motore elettrico aiuta a consumare meno carburante in tutte quelle situazioni dove sono frequenti le fermate e ripartenze, le accelerazioni, le decelerazioni e le frenate a bassa velocità. Perchè è in questi casi che un motore termico consuma di più; decelerazioni e frenate frequenti consentono di ricaricare la batteria del motore elettrico “gratis”, recuperando un’energia (quella cinetica) che viene comunque consumata per far muovere il veicolo ma normalmente finisce sprecata sotto forma di calore. Di conseguenza la città è l’ambiente preferito di un motore elettrico. Il vantaggio direttamente collegato al minor consumo di carburante ad origine fossile è la riduzione delle emissioni inquinanti. Alcuni studi americani hanno calcolato che, a parità di utilizzo, un’auto ibrida plug-in richiede il 60% di energia in meno rispetto ad una vettura a benzina e il 20% in meno di un’ibrida full. Meno energia si consuma, meno si inquina. Poi il costo dell’energia elettrica è solo una piccola frazione rispetto a quello dei carburanti tradizionali. Tuttavia è importante sottolineare che l’effettiva riduzione delle emissioni inquinanti dall’uso di un motore elettrico dipende anche dal modo in cui l’energia elettrica è prodotta alla fonte. L’inquinamento di una centrale elettrica a metano o derivati del petrolio (per non parlare del carbone) è di molto superiore a quello prodotto da una centrale nucleare. L’Italia non ha più centrali nucleari quindi l’Italia inquina di più, cosa che certi fondamentalisti mantengono sempre sotto silenzio. Un altro vantaggio non disprezzabile delle auto ibride, a seconda dell’impostazione tecnica scelta dal costruttore, è la possibilità di far funzionare contemporaneamente entrambi i motori quando è necessaria una spinta molto forte per tempi brevi; ad esempio un sorpasso, una salita ripida o semplicemente perché si ha voglia di divertirsi un po’. In questo caso si dispone della potenza e della coppia motrice sommata. Soprattutto, il motore elettrico eroga la sua coppia in modo lineare: cioè tutta e subito. Però quando si sfrutta tutta la potenza del motore elettrico le batterie si scaricano rapidamente, allora si torna al solo motore termico, il quale dovrà anche ricaricare le batterie. In conclusione, il vantaggio supremo di un’auto ibrida è la grande efficienza nell’uso dell’energia, che può portare a consistenti risparmi economici e minore inquinamento. Inoltre la manutenzione non richiede alcun accorgimento. Le batterie generalmente durano circa 100.000 Km. Aggiungiamo anche alcune facilitazioni fiscali e nell’accesso alle zone a traffico limitato (ma non sempre e non dappertutto).

    Volvo V60 ibrida

    Niente è veramente gratis. L’auto ibrida ha anche degli svantaggi da non trascurare. Il peso della vettura è maggiore a causa delle batterie supplementari; un’auto più pesante richiede maggiore energia. Fuori dalla città, in condizioni di marcia a velocità costante ed elevata, il motore elettrico non offre alcun vantaggio significativo; dato che la sua energia si esaurirebbe dopo pochissimi chilometri, è quasi sempre disattivato. Il maggiore svantaggio attuale delle auto ibride è il prezzo. Attualmente sul mercato italiano ci sono nel listino solo 45 modelli ibridi, sui 438 totali. Sono quasi tutti premium. Solo 12 modelli hanno un prezzo di listino sotto i 40.000 euro, in larga parte Toyota. L’auto ibrida meno cara è la Yaris che parte da 18.700 euro, poi troviamo la Auris a 24.000. Un confronto con un modello molto popolare in assoluto? La Volkswagen Golf ibrida costa 38.300 euro. Più della GTI. La Golf più economica, a benzina, costa 18.900 euro. Quante migliaia di chilometri in modalità solo elettrica si devono percorrere per recuperare la differenza di quasi 20.000 euro? In quanti anni? Andando in casa Toyota il discorso è diverso. La casa giapponese è stata la prima a credere in questa tecnologia e ha una lunga esperienza. Qui l’ibrido è parte integrante della strategia produttiva e i livelli di prezzo sono quelli adeguati per una larga diffusione. La Yaris è un’auto soprattutto urbana. La 1.3 a benzina, di potenza quasi identica all’ibrida, ha un prezzo di partenza di 15.650 euro, quindi 3.500 in meno; la versione diesel (10 cavalli in meno) costa 14.300, cioè -4.400. Tanto, ma non un’enormità. Sulla Auris berlina il discorso si fa ancora più interessante. La 1.6 diesel, con 24 cavalli in meno, parte da 24.450; la 1.2 a benzina, 20 cavalli in meno, parte da 22.200. Qui la differenza è quasi annullata.

    porsche panamera SE hyvrid auto ibrida

    Date le condizioni attuali, sono due le tipologie di cliente principale per un’auto ibrida oggi in Italia. Innanzitutto privati senza problemi economici o aziende di un certo livello che possono permettersi i modelli premium e magari darsi un’immagine “verde”, che oggi è tanto di moda. Senza escludere chi vuole veramente, senza secondi fini, contribuire al risparmio energetico e alla diminuzione dell’inquinamento, persone che meritano il massimo rispetto. In secondo luogo troviamo chi deve fare i conti col portafoglio (persone comuni, professionisti e aziende piccole) ma ha necessità di percorrere tantissimi chilometri soprattutto nei centri urbani, però non può permettersi un’auto elettrica e vuole usare il proprio mezzo anche fuori dalla città. Quindi sceglie per il momento Toyota, in attesa che le altre case aumentino l’offerta nelle vetture piccole e medie. Di conseguenza, a livello generale le auto ibride saranno certamente la tipologia più importante di un futuro non molto lontano, perché uniscono il meglio dei due mondi (benzina ed elettrico). Facciamo il tifo perché quel momento arrivi al più presto. Ma non sarà oggi. I listini dovranno prima riempirsi di tanti modelli a prezzo medio-basso.

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