Auto elettriche? un bluff scandaloso al Comune di Catania

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    Una Fiat 600 elettrica, la stessa che, presumibilmente, hanno utilizzato i Comuni di Palermo e Catania, inutilimente

    Questo è l?esempio di una non sana amministrazione del denaro pubblico, questa è la spiegazione, o meglio, una delle tante spiegazioni che giustificano l?allontanamento dei cittadini alla politica misto a quel senso di repulsione che la stessa nutre nella gente.

    L?esempio ci viene dal Comune di Catania e non dall?attuale Giunta, semmai da quella che la precedette, nel periodo, 1998 fino al 2001. L?allora Amministrazione, utilizzò 5 miliardi di vecchie lire per l?acquisto di 100 veicoli, autovetture furgoncini e piccoli autocarri, elettrici; dovevano servire a tutelare l?ambiente e, per acquistarli, si fece ricorso a fondi della Comunità Europea. Soldi di tutti, insomma, o, almeno, nell?interesse di tutti, anche se provenienti da più lontano.

    Ottimo, si potrebbe pensare, un Comune attento alla qualità dell?aria, che primo di tutti si fa carico di non inquinarla, utilizzando gli strumenti che la Comunità gli mette a disposizione, atti allo scopo è, sicuramente, pregevole. No, invece, per il fatto che tali veicoli, nello specifico, possono percorrere solo 20 chilometri, con l? autonomia di cui dispongono, troppo pochi per una semi metropoli come Catania e che, per percorere le salite, di cui, per?altro Catania è colma, poco ci manca che non si debbano spingere.

    Risultato, meglio lasciarli marcire, al freddo e al gelo, inservibili, in un garage?. A lanciare l?allarme, stavolta, il consigliere comunale, Bartolomeo Curia, analogamente da quanto fatto, circa un anno e mezzo fa, da qualche altro suo collega del capoluogo siciliano, a proposito di un numero considerevole di Fiat 600, elettriche, anch?esse, prima di farle divorare dalla ruggine, messe all?asta per 100 euro, il che significa poterle acquistare anche per qualche decina di euro; poco male, se si pensi che all?epoca tali vetture elettriche furono acquistate a 40 milioni di lire ciascuna?. Ma, anche allora, dopo averle acquistate, col denaro pubblico, lo stesso che poteva essere destinato alla realizzazione di opere di vero interesse collettivo, qualcuno si accorse che, per come erano costruite quelle vetture, non potevano rispondere alle esigenze del Comune, come adesso capita a Catania, insomma.

    Risultato, nessuno controlla prima la qualità e la destinazione di certi beni acquistati col denaro pubblico, nessuno si stupisce se, a fronte di investimenti milionari, ci si porta a casa dei cartocci inservibili e, allora, qualcuno alla fine ci spieghi se, la famosa ?casta?,di cui tanto si parla e che è oggi oggetto di dibattito collettivo, imputata numero uno del rigurgito da parte della gente nei confronti di chi ci amministra, anche in questi aspetti, non abbia ragione d?esistere e non scateni nella collettività quella rabbia di fronte a quegli sprechi che, da sempre, haimè, almeno fin dalla costituzione della Repubblica, è stata responsabile del debito pubblico più alto d?Europa e del mondo, quasi, di cui l?Italia, detiene, ?fiera? (!), il primato, difficilmente, eguagliabile!