Benzina…. la vergogna continua, insorgono le Associazioni Consumatori

Benzina…. la vergogna continua, insorgono le Associazioni Consumatori
da in Mondo auto, Sciopero benzinai
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    AGIP

    La benzina vola al nuovo record di 1,399 euro al litro e gli italiani si troveranno ad affrontare l’esodo estivo con un aggravio dell’11% annuo per ogni pieno: rispetto a luglio dell’anno scorso, infatti, la verde costa 0,14 euro in più e un pieno per un’auto di medio-alta cilindrata schizza così da 62,95 a 70 euro, con un aggravio, cioè, di oltre 7 euro a pieno, come ci informa prontamente, Help Consumatori.

    A mettere mano ai listini è stata per prima l’Agip, che ha aumentato il prezzo della verde di 3 centesimi di litro, facendola arrivare appunto a 1,399 euro negli impianti serviti (1,378 euro per il fai da te). Si tratta del livello più alto mai registrato in Italia presso i distributori tradizionali. L’Eni spiega che il rialzo si deve alla forte crescita delle quotazioni del greggio e del prodotto: “Il mercato internazionale – afferma il colosso petrolifero – continua a registrare quotazioni in salita e consolida giorno per giorno nuovi livelli massimi sia del greggio che dei prodotti. Il greggio, rispetto alla quotazione media del mese di aprile, pari a 70 dollari al barile raggiunge i quasi 75 dollari al barile”.

    In particolare in Campania e Molise, dove sono in vigore differenziali decisi dagli Enti locali in seguito al taglio dei trasferimenti nazionali per la sanità, l’aggravio è assicurato: un incremento dell’accisa ha infatti portato i prezzi al consumo ad essere più alti di 0,030 euro rispetto a quelli consigliati dalle compagnie ai propri gestori nel resto d’Italia. Secondo Contribuenti.it, infatti, a Ischia la verde già costa 1,460 euro al litro: un livello che pone l’Italia tra le nazioni top per il caro-carburante.

    Le associazioni dei consumatori Adusbef e Federconsumatori chiedono provvedimenti sui carburanti per limitare le ricadute per costi diretti ed indiretti per le famiglie italiane.

    Secondo le due associazioni bisogna allora intervenire rapidamente in attesa di un serio piano energetico in queste direzioni: anticipare la definizione dell’accisa mobile al fine di calmierare carico fiscale e relativo prezzo dei carburanti; costituire una commissione di controllo e verifica, con poteri di sanzione, della doppia velocità con cui si definisce il prezzo dei carburanti; accelerare il processo di produzione dei biocarburanti; eliminare l’obbligatorietà dell’accensione delle luci durante il giorno; accelerare il processo di liberalizzazione della vendita dei carburanti presso i centri commerciali come in Francia e in Germania e in generale il processo di razionalizzazione dell’attuale rete di distribuzione.

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