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Bonus Ferrari 2015: un’altra maxi gratifica di 2.570 euro

Bonus Ferrari 2015: un’altra maxi gratifica di 2.570 euro
da in Auto di lusso, Ferrari, Mercato Auto, Sergio Marchionne
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    Bonus Ferrari 2015: un’altra maxi gratifica di 2.570 euro

    Quando si parla di Ferrari, tutto ha un prezzo molto alto. Anche i bonus ai dipendenti. Dopo la riunione di fine 2015 tra dirigenti e maestranze della Ferrari, in cui il presidente Sergio Marchionne aveva annunciato un sostanzioso bonus natalizio per i dipendenti di 5.000 euro lordi, ora ne arriva un altro. Infatti nella busta paga di aprile 2016 i lavoratori troveranno una gratifica di 2.570 euro. Si tratta di un premio di competitività, legato ai buoni risultati di redditività ottenuti dall’azienda di Maranello nel 2015. E’ il bonus più alto in assoluto degli ultimi quattro anni, cioè da quando è stato firmato l’attuale contratto di lavoro con i sindacati. Insieme agli acconti versati a giugno e ottobre 2015, il totale raggiunge i 4.570 euro. Decisamente non male per i 2.800 dipendenti dell’azienda che sul finire dello scorso anno è stata quotata alla borsa di Wall Street, indice NYSE, e a gennaio 2016 ha fatto il suo ingresso anche nel listino azionario di Milano, contemporaneamente allo scorporo dal gruppo FCA per entrare nella holding controllata direttamente dalla famiglia Agnelli, cioè la Exor.
    I maxibonus non sono una novità per i lavoratori della più prestigiosa fabbrica di automobili al mondo. L’ultima gestione Montezemolo aveva assegnato un premio di 4.500 euro.

    D’altra parte i numeri aziendali consentono sicuramente il perdurare di questi incentivi. Durante il terzo trimestre 2015 l’utile netto è stato di 94 milioni di euro, poco meno del doppio rispetto a quello registrato nello stesso periodo del 2014, cioè 57 milioni. Il fatturato è salito nello stesso periodo da 663 a 723 milioni. Del resto la crescita del marchio Ferrari è stata costante: nel triennio 2012-2014 l’utile di fine anno è salito da 225 a 261 milioni di euro.

    L’aumento dei profitti segue quello delle vendite. Trattandosi di un marchio che vende auto ad alto prezzo e bassi volumi di produzione, la logica è differente da quella adottata dall’industria di massa. Non si può aumentare troppo la produzione, altrimenti il valore del marchio, cioè la sua esclusività, scende.

    L’aumento dei profitti si regge su un delicato equilibrio tra prezzi alti, bassa produzione e controllo delle liste di attesa. Questo non esclude l’aumento della produzione, ipotizzato fino a 10.000 vetture annue dalle attuali 7.000, ma in modo molto graduale e con estrema attenzione. Come lo stesso presidente ha più volte puntualizzato: “Il mercato è in evoluzione e aumenta il numero di clienti in grado di accedere al marchio. Dobbiamo essere in grado di farvi fronte, altrimenti esiste il rischio che la lista di attesa si allunghi troppo e i potenziali clienti si stufino. Ma un eventuale aumento della produzione è da valutarsi nel tempo, con una crescita razionale per non impattare sull’integrità del marchio“.
    Nel terzo trimestre 2015 sono state consegnate nel mondo 1.949 vetture Ferrari, pari ad un aumento del 17% sullo stesso periodo del 2014. Per i primi tre trimestri 2015 il totale ammonta a 5.643 esemplari, il che significa un aumento del 7% rispetto ai primi 9 mesi del 2014.

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