Cresce il mercato dell’auto, ma alla fine rallenta

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    Bisarca

    In prossimità del Motor Show di Bologna, si comincia a tracciare nelle linee generali l’andamento del mercato dell’auto in Italia nel corso del 2006.

    Secondo Fia.Mi-Quotazione Profilo, nell’anno in corso le nuove immatricolazioni sono state 2 milioni 330 mila, mentre l’anno precedente non si era andato oltre i 2 milioni e 234 mila vetture nuove. Addirittura Fiat ha aumentato le vendite di oltre il 30% .

    “Il mercato dell’auto ha avuto il primo semestre 2006 positivo, poi c’è stata una frenata nell’estate, ma in ottobre ha recuperato il pareggio con ottobre 2005. Ora si trova con un margine che dovrebbe portare il consuntivo a fine anno a 2,330 milioni di immatricolazioni, in linea con la proiezione fatta al Motorshow 2005“,così ha dichiarato il responsabile dell’Osservatorio delle vendite automobilistiche nazionali.

    E sullo stesso trend positivo, anche il mese di novembre, che potrebbe far chiudere l’anno alla pari, col 2005, quando, pur non potendo parlare di crisi del settore auto, s’era registrata una flessione negativa delle immatricolazioni rispetto al 2004, -1,35%, tanto che, a fronte di 625.137 auto nuove vendute l’anno scorso, per quanto riguarda la sola Fiat, nel 2004 si erano avute vendite per 713.577 unità e nell’intero comparto dell’auto, che comprende tutte le Case automobilistiche italiane ed estere vendute in Italia, si è assistito ad analoga flessione.

    Secondo lo stesso Osservatorio, “il mercato è in una posizione di stallo a causa dell’incertezza del quadro economico: ci eravamo illusi di trovarci di fronte a una ripresa sostanziale, ma l’ultimo dato Istat sul trimestre ha mostrato una crescita del Pil solo dello 0,3%”.Tale clima di incertezza è sicuramente provocato dai dubbi generati dalla nuova Finanziaria che ha finito per spaventare, prima, disorientare, dopo, i consumatori

    “Il mercato dell’auto italiano, pur non essendo particolarmente dinamico, è migliore di quello degli altri paesi: Usa e Giappone sono in calo, mentre l’Europa segna il passo. Quello italiano è uno di quei mercati che continuano a crescere“,conclude l’Osservatorio.